I commerci e le industrie di Venezia medioevale

 

« PERCORREVANO i domìni dell'Impero Bizantino con piena libertà e vi abitavano come se fossero in casa propria. Potevano perfino approdare alle isole del Mediterraneo orientale da cui ogni altro europeo era severamente escluso ». Chi erano questi grandi privilegiati? Si tratta dei Veneziani del IX secolo dopo Cristo. Bisogna dire però che un tale privilegio gli abitanti della laguna veneta se lo erano meritato in pieno. L'avevano infatti ottenuto in cambio del valido aiuto dato all'Imperatore di Bisanzio nella guerra contro i Saraceni (867 dopo Cristo). Tale privilegio fu l'inizio della fortuna di Venezia. Grazie ad esso infatti Venezia fu la prima città d'Europa che potè stabilire dei traffici commerciali con i paesi del Levante.
Da allora in poi la potenza e la prosperità di Venezia dipesero quasi unicamente dall'attività commerciale che essa andò sempre più intensificando, per tutto il Medioevo, come ben poche altre città d'Europa.
carta delle rotte delle navi mercantili di venezia medioevale
LE ROTTE DEL COMMERCIO
Per farsi un'idea del grande traffico commerciale svolto da Venezia nel Medioevo si osservi la cartina a lato con le rotte delle navi mercantili veneziane. È facile accorgersi che Venezia commerciava con quasi tutto il mondo allora conosciuto. Solo la Repubblica marinara di Genova potè rivaleggiare a un certo momento con Venezia. Ma in breve tempo i veneziani sostituirono i genovesi su tutti i mercati: essi allacciarono infatti nuovi commerci con i paesi del Mediterraneo occidentale (Francia, Spagna) e persino con quelli del Nord-Europa.

PREDOMINIO NEL LEVANTE
Ogni anno due grosse flotte mercantili salpavano da Venezia per dirigersi verso i mari del Levante. Una partiva in primavera e tornava all'inizio dell'autunno, l'altra lasciava invece Venezia in piena estate per tornare verso il mese di maggio dell'anno successivo. Durante il loro lungo viaggio le navi veneziane si rifornivano di una grande varietà di merci. In Egitto, dove giungevano i prodotti dell'India e della Cina, i mercanti veneziani caricavano sulle loro navi soprattutto spezie (pepe, cannella, noce moscata, chiodi di garofano ecc), stoffe di seta e rare pietre preziose.
Gli altri prodotti che venivano immancabilmente caricati durante il viaggio erano i tappeti della Persia, i profumi dell'Arabia, i drappi e le frutta esotiche della Siria. Naturalmente, oltre ad acquistare merce, i mercanti veneziani si preoccupavano di vendere i prodotti che avevano portato dall'Italia. Olio, frumento, cristalli, legname da costruzione, panni di lana, frutta secca e salumi erano i principali prodotti che riuscivano a smerciare in quei lontani paesi.
Poiché per quasi tutto il Medioevo fu la sola ad avere in mano il commercio dei prodotti orientali, Venezia potè venderli in Europa al prezzo che voleva. All'arrivo delle flotte veneziane dal Levante accorrevano nella città i mercanti di molti paesi d'Europa. Da queste vendite Venezia arrivò a guadagnare annualmente oltre 2 milioni di ducati d'oro.
Questi enormi traffici commerciali fecero della Repubblica di San Marco il massimo centro finanziario d'Europa durante tutto il Medioevo. Si pensi che la Serenissima riusciva a mantenere una flotta di 100 galee, con una spesa annua di 800 000 ducati d'oro! Sappiamo poi che in alcune particolari occasioni, la Repubblica Veneta arrivò ad avere in circolazione una flotta di ben 480 galee.

TRAFFICI COMMERCIALI IN EUROPA
Non meno intensi erano i traffici commerciali che Venezia svolgeva con i maggiori paesi europei. Da astutissimi commercianti quali erano, i Veneziani fecero di tutto per avere l'esclusiva nel commercio di un prodotto di primissima importanza. La ottennero in quello del sale. In seguito ad abili trattati commerciali e alle sue conquiste militari, Venezia arrivò a disporre di quasi tutte le maggiori saline d'Europa e dell'Asia Minore. Uno storico dell'epoca lasciò scritto che « 40 000 cavalli si muovevano ogni anno dall'Ungheria, dalla Croazia e dalla Germania per andare a caricare il sale veneziano ». Naturalmente il sale non fu l'unico prodotto commerciato dai veneziani. Con le loro navi si spinsero fino ai paesi del Nord-Europa (Paesi Bassi e Inghilterra) per scambiare olio, frumento e agrumi (di cui quei paesi scarseggiavano) con materie prime (ferro e carbone) necessarie alle industrie veneziane. Anche il commercio con le maggiori città italiane era assai intenso. Milano comperava ogni anno da Venezia una quantità di merce per un valore di 30 milioni di ducati d'oro.

SEVERI PROVVEDIMENTI
Se Venezia riuscì ad avere nel Medioevo un commercio tanto intenso e proficuo lo dovette anche ai severi provvedimenti emanati dal suo governo. L'importazione e l'esportazione erano rigorosamente controllate. I mercanti erano obbligati a far giungere a Venezia tutte le merci che caricavano nei porti stranieri. Chi trasgrediva questo provvedimento era punito con pene severissime, che andavano dalla confisca dei beni alla completa distruzione della casa. Squadre di galee armate incrociavano giorno e notte su tutto l'Adriatico per impedire il traffico di merci di contrabbando.

LE INDUSTRIE
Per tutto il Medioevo Venezia ebbe anche un'intensa attività industriale. L'industria del vetro, per la quale ancora oggi la città va famosa, era già allora notevolmente sviluppata. Specchi, cristalli e oggetti in vetro trovavano numerosi acquirenti in Europa e nel Levante. Un'altra industria che procurò a Venezia grandi guadagni fu quella della seta, che lavorava i bozzoli provenienti dai paesi dell'Oriente. Nel XIV secolo dalle industrie veneziane uscivano ben otto diversi tipi di tessuti di seta. I paesi stranieri che acquistavano i tessuti veneziani erano la Francia, la Germania, l'Ungheria, i Paesi Bassi e l'Inghilterra, in Italia la maggiore acquirente fu la Lombardia.
Venezia seppe trarre forti guadagni anche dalla lavorazione della lana, del cotone e della canapa. In una città come Venezia, ì cui traffici erano prevalentemente marittimi, non poteva mancare l'industria navate. Alla fine del XIV secolo il suo arsenale, dove lavoravano oltre 16 000 operai, giunse a fabbricare una galea al giorno.

GRANDE PROSPERITÀ
Gli immensi guadagni procurati dal commercio internazionale diedero a Venezia una grandissima prosperità economica. Nel XIII secolo la città fu in grado di coniare monete d'oro. Nel 1284 veniva infatti messo in circolazione il ducato d'oro veneziano, una moneta d'oro puro a 24 carati e del peso di g 3,559. Assieme al fiorino di Firenze di uguale valore, il ducato veneziano divenne la moneta più usata negli affari commerciali. Le grandissime ricchezze permisero al governo di Venezia di abbellire la città con palazzi sontuosi, splendenti di marmi e di mosaici in oro. Molti di quei palazzi furono ornati con affreschi di artisti di fama mondiale e splendidamente arredati.

(6) Borboni
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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014