Cibo antichi romani

 

PETRONIO, uno scrittore vissuto all'epoca di Nerone, ci descrisse un banchetto, celebratosi nella abitazione di un signore della sua epoca. Petronio chiama questo personaggio immaginario Trimalcione, che vuol dire « tre volte potente » ; si pensa dunque che con questo personaggio Petronio volesse riferirsi all'imperatore stesso.
« Trimalcione era ancora al lavoro, ma noi ci mettiamo a sdraiati sul triclinio. Alcuni valletti ci versano acqua fresca per lavarci le mani.
In questo momento venne portato a tavola un abbondante antipasto. Sul vassoio c'era un asinello in bronzo che aveva due bisacce: con due tipi di olive in ognuna, sopra, c'erano due piatti. Su una gratìcola d'argento friggevano delle salsicce. Poi venne portata una cesta, sopra la quale, stava appollaiata un gallo in legno, che semrava covare. Si avvicinarono due servi che frugarono sotto la paglia e estrassero delle grandi uova, che diedero agli invitati. Il guscio, era fatto con farina mescolata con del lardo, e vi era un beccafico coperto di tuorli d'uovo con l'aggiunta di pepe. Così finirono gli antipasti ». Figuriamoci con questi antipasti come dovevano essere le portate del pranzo vero e proprio! Le elencheremo rapidamente: fu portata per prima un'imbandigione monumentale consistente in dodici contenitori disposti su un gran disco; questi volevano rappresentare i segni zodiacali e così ogni teglia conteneva del cibo conveniente al simbolo di una costellazione: fichi africani sul Leone, quarti di bue sul Toro, aragoste sul Capricorno, una lepre sul Sagittario ecc. Al centro vi era, una teglia con sopra una lepre. Agli angoli della teglia c'erano quattro state che reggevano dei piccoli otri dai quali si versava una salsa piccante: che cadeva in un contenitore nel quale dei pesci, cucinati, nuotavano come in un piccolo lago. Venne poi portata una porchetta arrostita, circondata da cinghialini imbottiti di tordi; ed in seguito un maiale ripieno di salsicce, ed infine un vitello lessato.
E quasi alla fine giunsero i dolci: fatti a forma di statue che portavano cesti pieni di frutta. Ma il pranzo non era ancora terminato: gli schiavi portarono le anfore coi vini: iniziarono quindi i brindisi.banchetto antichi romani

I PASTI
Prima colazione: Al mattino per colazione i gli antichi romani prediligevano mangiare pane cosparso di miele o con del formaggio, uva, olive e latte. Pranzo: Iniziava circa a mezzogiorno, e come la colazione era un pasto molto leggero e veloce, e quasi sempre mangiato stando in piedi. Si usava mangiare, col pane, carne fredda, pesce, legumi e frutta. Si sorseggiava vino aromatizzato e molto caldo.
Cena: incominciava quasi al tramonto; era il principale pasto della giornata, si mangiava coricati su letti; durava sempre più di 3 ore, e come citato nel racconto in alto si divisa in 3 parti distinte: l'antipasto, la cena vera e propria e la fine cena costituita da portate di frutta e dolci. Se non era una normale cena di tutti i giorni, ma grande banchetto, dopo i docli si proseguiva con un brindisi. I Romani facevano i loro brindisi usando con vino allungato con acqua.
La descrizione di questo spettacoloso banchetto può averci divertiti, ma forse ci ha anche ispirato un poco di disgusto. Rassicuriamoci: ì medesimi sentimenti provavano, al riguardo, la maggior parte degli stessi Romani. Pranzi di questo genere rappresentavano il privilegio di pochi, anche nell'età imperiale più molle e corrotta; erano addirittura sconosciuti nell'età, monarchica e in quella repubblicana. Osserviamo dunque, ora, in che cosa consistesse la vera alimentazione della generalità della popolazione romana.

ALCUNE RICETTE
PICCIONI in umido: l'intingolo era costituito di aceto, vino e olio, con pepe, miele, datteri e infine uva passa.
FUNGHI: cotti col miele
PESCI: accompagnati da susine, passato di albicocche e mele cotogne.
Come si vede, i Romani avevano una vera predilezione per l'accostamento dei sapori acidi con sapori dolci.

I CIBI CHE NON CONOSCEVANO
Il popolo romano non sapeva dell'esistenza di alcuni cibi tra i quali: la patata, il pomodoro, i fagioli, il caffè, il té, lo zucchero, gli agrumi, i liquori, e la cioccolata.

LE CARNI DA LORO PREFERITE
I Romani consumavano per lo più carne di cervo, di onagro, di cicogna, di gru.
Allevavano i fenicotteri, di cui prediligevano la lingua; erano entusiasti delle carni di murena, pavone e ghiro.

(2) Scoperta
della Terra
(3) Annessioni
del 1860
(4) L'Austria
alla fine del 1700
(5) Banche commerci
rinascimento
(6) Borboni
di Napoli
(7) Caduta
dell'impero romano
(8) Carboneria italiana
(9) La casa
di Svevia
(10) Casa romana
(11) Cibo
antichi romani
(12) Ilio la città
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014