Caduta dell'impero romano d'occidente

 

« LA LUCE DEL MONDO si è spenta! La città che aveva assoggettato il mondo intero precipita!... Che cosa si potrà salvare se Roma perisce? ». Così scrisse San Gerolamo quando seppe che Roma era assediata dai Visigoti (una delle tante popolazioni barbariche che irruppero nei territori dell'Impero Romano). Le parole di San Gerolamo rivelano un atterrito stupore. Come poter credere che Roma, per tanti secoli la città più potente del mondo, corresse il rischio di venire occupata da un'orda di « barbari »? Eppure, non solo Roma fu saccheggiata dai Visigoti (anno 410 d.C), ma via via tutto il territorio dell'impero cadde nelle mani dei cosiddetti popoli barbari.

DECADENZA DELL'IMPERO ROMANO
Per spiegarsi la caduta della potenza di Roma, che per tanti secoli fu la dominatrice del mondo, è necessario conoscere alcune delle ragioni che hanno maggiormente determinato la decadenza dell'Impero Romano.
Una tra le ragioni più notevoli fu la mancanza di imperatori di valore. Da Costantino (306-337 dopo Cristo) in poi (escluso soltanto Teodosio il Grande) fu un susseguirsi di imperatori incapaci. Dell'inettitudine degli imperatori approfittarono i ministri e i generali : essi lottarono tra di loro per impadronirsi del governo dello Stato. È facile capire quale disordine dovesse ormai regnare nell'impero. Un'altra causa che contribuì a diminuire la potenza dell'impero fu l'aver permesso ai « barbari » di far parte dell'esercito romano. Con questo provvedimento alcuni imperatori credettero di potersi rendere alleate le popolazioni barbare che minacciavano di invadere il territorio dell'impero. Ma fu un grave errore : a poco a poco molti « barbari » riuscirono ad occupare alti posti di comando e a dirigere quindi la vita politica dell'impero.
Basti dire che, nel 235 dopo Cristo, Massimino, un barbaro appartenente alla popolazione dei Goti, fu eletto imperatore. Insomma, molto prima che le invasioni barbariche provocassero la completa e definitiva caduta dell'Impero Romano, questo era già praticamente nelle mani dei « barbari ».

LA DIVISIONE DELL'IMPERO
L'Impero Romano raggiunse la sua massima estensione al tempo dell'imperatore Traiano (II secolo dopo Cristo). Esso si estendeva dall'Oceano Atlantico al Mar Nero, dalla Britannia (l'attuale Inghilterra) al gran deserto africano.
Ma una così enorme estensione presentò questo inconveniente piuttosto grave : l'imperatore da solo non fu più in grado di seguire tutto ciò che avveniva nel territorio dell'impero.
Per questa ragione, l'imperatore Diocleziano (III secolo dopo Cristo) pensò di affidare il governo di una parte dell'impero a un collega (Massimiano). Fu così che l'Impero Romano ebbe praticamente due imperatori.
Un secolo dopo, e precisamente nel 395, l'imperatore Teodosio il Grande divise l'impero in due parti : la parte occidentale con capitale Milano e quella orientale con capitale Costantinopoli.
Da quel momento, l'Impero Romano non riacquistò mai più la sua unità. Anzi, le due parti si staccarono sempre più fino al punto di costituire due imperi completamente distinti (l'Impero d'Occidente e l'Impero d'Oriente) spesso in lotta tra di loro. Anche le sorti dei due imperi furono del tutto diverse : mentre l'Impero d'Oriente durerà per oltre un millennio (fino al 1453, quando verrà sopraffatto dai Turchi), quello d'Occidente cadrà nelle mani delle popolazioni barbariche in meno di un secolo. L'Impero d'Occidente che comprendeva Roma e l'Italia, ossia il vero centro della romanità, ebbe maggiore importanza di quello d'Oriente e la sua caduta rappresentò il crollo della potenza romana.


invasione dei barbari a romaLE GRANDI INVASIONI BARBARICHE
II primo a subire le invasioni dei popoli barbari fu l'Impero d'Occidente. La serie delle grandi invasioni barbariche ebbe inizio nel 401 dopo Cristo : quell'anno i Visigoti, provenienti dalle vallate del Danubio, riuscirono a giungere fino alla Pianura Padana. Con grande difficoltà l'esercito romano riuscì a contenere la loro avanzata. Da allora, le invasioni dei barbari si susseguirono senza sosta e i Romani opposero una resistenza sempre più debole. Roma stessa fu occupata e in parte distrutta (dai Visigoti nel 410 e poi dai Vàndali nel 455). L'Impero Romano d'Occidente andò perdendo via via tutte le sue migliori province : nell'Africa settentrionale si stanziarono i Vàndali, nella Spagna e nella Gallia meridionale i Visigoti, nella Gallia settentrionale e nelle vallate del Rodano i Burgundi.
Nell'anno 472 dopo Cristo, l'Impero d'Occidente comprendeva soltanto l'Italia e la Dalmazia.

LA CADUTA DELL'IMPERO
Dorante il periodo delle invasioni barbariche, gli imperatori romani che via via si succedettero ebbero ben poca autorità: i veri padroni dell'impero furono i generali dell'esercito. Molti di questi erano nientemeno che barbari, i quali avevano fatto carriera nell'esercito romano.
Ottenuto il titolo di « patrizi dell'imperatore », essi giunsero al punto di arrogarsi il diritto dì nominare e di deporre gli imperatori romani.
Così, quando nel 474 dopo Cristo salì al trono Giulio Nepote, il « patrizio » Oreste riuscì a deporlo e a far eleggere imperatore dal l'esercito il proprio figlio Romolo Augustolo. Per ottenere ciò, Oreste aveva: promesso ai suoi soldati una grande quantità di terre italiane. Ma, dopo aver ottenuto lo scopo, egli non mantenne la promessa. Allora i soldati, eletto loro capo il barbaro Odoacre, uccisero Oreste e fecero prigioniero suo figlio. Deposto Romolo Augustolo, non venne nominato un nuovo imperatore. Odoacre assunse il governo dell'Italia e si proclamò « re dei Germani in Italia ». Era l'anno 476 dopo Cristo: con questi avvenimenti, si concludeva per sempre l'esistenza dell'Impero Romano d'Occidente.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014