Borboni di Napoli

 

IL 13 FEBBRAIO DEL 1861, dopo un accanitissimo combattimento, le truppe di Vittorio Emanuele II riuscivano ad entrare nella città di Gaeta. Al re Francesco II di Borbone, che aveva tentato un'estrema difesa in quella città, non rimase che fuggire in fretta e furia per non essere fatto prigioniero. Con la fuga di Francesco II da Gaeta, cadeva la monarchia borbonica nell'Italia meridionale. Chi furono i Borboni? Da quando ebbe inizio il loro regno nell'Italia meridionale?
Come regnarono?

ORIGINE DELLA DINASTIA
Le notizie intorno alle origini dei Borboni non sono molto precise. Secondo un'antica tradizione, il capostipite sarebbe un certo Childeprando, fratello del famoso Carlo Martello (VIII secolo dopo Cristo). Ma da documenti di cui sono venuti in possesso alcuni storici, risulta che i primi antenati della famiglia furono vassalli del conte di Bourges (IX secolo dopo Cristo). Il castello di Bourbon in Francia, che fu il loro primo possedimento, diede il nome alla famiglia. Verso l'anno mille, la famiglia dei Borboni riuscì a sottrarsi all'autorità del conte di Bourges e a possedere un grosso feudo. Divenuti potenti e ottenuto il titolo di principi, i Borboni poterono imparentarsi con la famiglia reale francese: nel secolo XII, Arcimbaldo V di Borbone sposava infatti una cognata del re di Francia Luigi VI. Da allora, i membri della famiglia borbonica fecero di tutto per rimanere nella cerchia dei Reali di Francia.
A partire dal XVI secolo, ebbe inizio la grande fortuna dei Borboni: nel 1594, Enrico di Borbone veniva riconosciuto re di Francia col nome di Enrico IV. Da allora, salvo brevi interruzioni, la dinastia borbonica rimase sul trono di Francia per oltre due secoli e mezzo (fino al 1848). Intanto, all'inizio del XVIII secolo, Filippo d'Angiò, anch'egli della famiglia borbonica, diveniva re di Spagna col nome di Filippo V. E su questa nazione i Borboni regnarono per quasi due secoli e mezzo (dal 1700 al 1931). Nello stesso secolo, dalla dinastia regnante in Spagna si staccarono il ramo dei Borboni di Parma e quello più importante dei Borboni di Napoli.

I PRIMI DECENNI DEL DOMINIO BORBONICO
II governo di Carlo di Borbone, durato fino al 1759, fu abbastanza saggio. Il nuovo re, coadiuvato dall'abile statista italiano Bernardo Tanucci, si adoperò a migliorare le condizioni economiche e sociali del suo Stato.
A Napoli, capitale del Regno, egli fece erigere parecchi edifici monumentali. A lui si deve la costruzione del teatro San Carlo (così detto dal nome del re) e l'istituzione di una grande biblioteca (chiamata in seguito Biblioteca Nazionale). Non meno saggio fu il governo di Ferdinando IV, figlio e successore di Carlo di Borbone. Questo sovrano diede l'avvio a grandi riforme per favorire lo sviluppo dell'agricoltura e del commercio. Cercò soprattutto di diminuire la potenza dei grandi proprietari terrieri e di migliorare le condizioni delle classi meno agiate. Grazie a tali provvedimenti, egli si attirò una grande simpatia da parte del popolo.

I BORBONI NELL'ITALIA MERIDIONALE
Nel 1733, la Francia e la Spagna borboniche si schierarono contro l'Austria per abbattere in Europa la potenza di questa nazione. Duramente sconfìtta, l'Austria dovette cedere ai Borboni il Napoletano e la Sicilia (anno 1735).
Re di Napoli e di Sicilia venne allora nominato Don Carlo di Borbone, figlio del sovrano di Spagna Filippo V. Aveva così inizio nell'Italia meridionale la dominazione borbonica.
Il Regno di Napoli e di Sicilia costituì allora il più vasto e popoloso Stato d'Italia: esso comprese infatti 6 milioni e mezzo di abitanti, più di un terzo dell'intera popolazione italiana di allora.

LA REPUBBLICA NAPOLETANA
I principi fatti trionfare dalla Rivoluzione francese non tardarono a propagarsi anche in Italia. Nel Napoletano, un gruppo di intellettuali (letterati, storici, scienziati ecc), decisi a dare al loro Stato le istituzioni democratiche proclamate dai rivoluzionari francesi, tramarono una cospirazione per rovesciare la monarchia borbonica. La cospirazione fu però scoperta e sventata: molti cospiratori furono arrestati e Ferdinando IV diede ordine di condannarli a pene severissime.
Coloro che riuscirono a sfuggire alla polizia borbonica non disperarono; si tennero pronti per ritentare l'impresa in un momento più opportuno. Nel 1798, un grande avvenimento favorì il programma dei cospiratori napoletani: l'esercito della Francia rivoluzionaria entrava vittorioso in Roma. Ma mentre i cospiratori si aspettavano che da un momento all'altro le truppe francesi occupassero il Napoletano, Ferdinando IV decideva di affrontarle per liberare Roma. La reazione dei Francesi fu però violentissima: sconfitto molto duramente, il sovrano borbonico si diede a fuga precipitosa e cercò rifugio in Sicilia. Sotto la protezione dei Francesi, i cospiratori poterono finalmente istituire uno Stato democratico, al quale dettero il nome di Repubblica Napoletana (gennaio 1799). Ma nel giugno dello stesso anno i Francesi, sconfitti dagli Austro-Russi, furono costretti ad abbandonare l'Italia, e i capi della Repubblica Napoletana si trovarono da soli di fronte all'offensiva delle truppe borboniche. Dopo un'eroica difesa, i repubblicani dovettero cedere. D'accordo con l'ammiraglio inglese Nelson, che aveva appoggiato l'avanzata delle truppe borboniche, Ferdinando IV infierì spietatamente contro i repubblicani. Ne furono impiccati più di un centinaio: tra essi, l'ammiraglio Francesco Caracciolo, il giurista Mario Pagano e il medico Domenico Cirillo.

RIVOLTE POPOLARI
Dal 1806 al 1815 (durante la dominazione napoleonica in Italia), Ferdinando IV dovette abbandonare il regno, ma alla definitiva caduta di Napoleone egli vi potè fare ritorno. Al suo Stato fu dato il nome di Regno delle due Sicilie ed egli si fece chiamare Ferdinando I. Ferdinando di Borbone ritornò sul trono con la ferma intenzione di far pesare sul popolo la sua autorità. I tempi però erano cambiati: non solo nel suo regno, ma in tutti gli altri Stati italiani, il popolo era ormai deciso a ribellarsi ai sovrani dispotici. Ed ecco infatti che a soli cinque anni dal suo ritorno, scoppiò a Napoli una violenta insurrezione. Ferdinando, intimorito, concesse la Costituzione. Ma subito dopo, pentito della concessione fatta, chiamò nel Napoletano, delle truppe austriache che in poco tempo dispersero i rivoltosi. I capi dell'insurrezione, Michele Morelli e Giuseppe Silvati, vennero condannati a morte. Ferdinando II, che salì al trono nel 1830, fu ancora più dispotico. Il popolo gli si ribellò nel gennaio del 1848: Ferdinando II si vide costretto a concedere la Costituzione, ma alcuni mesi dopo la abolì e instaurò un governo rigidissimo.

CADUTA DEL REGNO BORBONICO
L'anno 1860 decise le sorti della monarchia borbonica in Italia. Gli Italiani, ormai favorevoli alla Casa Savoia che combatteva per l'unità e l'indipendenza d'Italia, decisero di scacciare dalla penisola i Borboni. L'impresa, organizzata da Giuseppe Garibaldi (la famosa spedizione dei Mille), si risolse in una strepitosa vittoria. In pochi mesi, la Sicilia e il Napoletano furono conquistati. Francesco II di Borbone, il sovrano regnante, perdeva il suo regno. Finiva così per sempre la dominazione borbonica in Italia.

(1) Agricoltura
industria
antico Egitto
(2) Scoperta
della Terra
(3) Annessioni
del 1860
(4) L'Austria
alla fine del 1700
(5) Banche commerci
rinascimento
(6) Borboni
di Napoli
(7) Caduta
dell'impero romano
(8) Carboneria italiana
(9) La casa
di Svevia
(10) Casa romana
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014