Banche commerci nel rinascimento

 

PARLARE DELL'ECONOMIA nei secoli XIII, XIV significa un poco tessere l'elogio dei commercianti e dei finanzieri italiani, che in quei secoli detennero un indiscusso primato.
Questo non significa che negli altri Stati i commerci languissero: la Borgogna, le Fiandre, i Paesi Bassi, l'Inghilterra, per citarne solo alcuni, erano mercati ricchi e attivissimi. Ma in nessuno di essi sorsero delle case mercantili così potenti e così razionalmente organizzate come in Italia; in nessuno la tecnica, il diritto e la

contabilità mercantili furono così progredite.

UN'ECONOMIA FONDATA SULLE SPEZIE
Importanti città mercantili, come Venezia, Marsiglia, Montpellier, Barcellona, Cadice, ebbero una fiorente vita economica, basata in gran parte sull'importazione e la vendita di spezie. Per dare una misura dei guadagni apportati in seguito da questi traffici basti dire che il Governo veneto potè realizzare, nel 1455, un reddito di 800 000 ducati, pari a quello di tutta la Spagna cristiana, e superiore a quello di Milano (500 000) e di Firenze (200 000), città già ricchissime.

INDUMENTI DI LANA E DI... FERRO
Due altri pilastri dell'economia medioevale furono l'industria tessile e quella delle armi. La prima, nel tardo Medioevo, aveva raggiunto, soprattutto in Italia e in Francia delle proporzioni e dei metodi di lavorazione degni di una industria moderna. Si pensi che, agli inizi del '400, un abito di lana prodotto a Firenze passava attraverso trenta diverse fasi di lavorazione, tutte eseguite da un diverso operaio specializzato. In circa 200 stabilimenti tessili erano così occupate ben
30 000 persone, quasi un terzo della popolazione cittadina. In Bologna una sola filanda era in grado di eseguire il lavoro di 4 000 filatrici!
Ma è interessante conoscere in che cosa consistesse il principale lavoro svolto in queste filande: i nostri mercanti acquistavano panni di lana rozzamente lavorati sui mercati d'Inghilterra, di Spagna, di Francia, paesi ricchi di pecore, ma allora poco progrediti nelle industrie. Questi panni venivano portati in Italia e qui venivano ritinti e raffinati con tecnica esperta; riprendevano poi le strade d'Europa e venivano rivenduti su quelle stesse piazze di Spagna, di Francia, d'Inghilterra da cui erano partiti; s'intende che ora costavano assai di più, ma non per nulla portavano un marchio che non avevano prima: Fatto a Firenze!
La sola Firenze importava dall'Inghilterra, agli inizi del '300, la bellezza di 3 000 sacchi di lana ogni anno.
Mentre a Firenze gli industriali della lana facevano quattrini, o meglio fiorini, a palate, a Milano prosperavano, fra gli altri, soprattutto i fabbricanti di armi e armature. Se c'erano milanesi che si recavano all'estero, non mancavano anche gli stranieri che giungevano a Milano: primi fra tutti vanno ricordati i procuratori commerciali dei Fugger, una potente famiglia tedesca di fustagnari; frequentissimi erano anche i Francesi e gli Spagnoli; altri documenti ci ricordano la venuta di agenti commerciali inglesi, che arrivavano a Milano per acquistare il guado, una sostanza usata in tintoria. Una tale intensità di attività e di commerci consentiva alle casse del Ducato milanese di realizzare delle ricchissime entrate, che aumentarono notevolmente nei secoli successivi: nell'anno 1423 l'entrata dello Stato milanese fu di 12 milioni di fiorini, di 11 milioni quella dello Stato Veneto e di 4 milioni quella dello Stato fiorentino.

I PIÙ GRANDI BANCHIERI DEL MONDO
Ancora oggi vocaboli italiani come banco, credito, debito, cassa, conto, conto corrente, sconto, netto fanno parte del linguaggio bancario usato in tutto il mondo; essi furono creati e diffusi dai grandi finanzieri italiani che nei secoli XIII, XIV e XV esercitarono le attività bancarie con una potenza di mezzi ed una tecnica progredita, quali fino allora mai s'erano vedute.
Il centro della finanza fu, ancora una volta, la città di Firenze: nel secolo XIV c'erano, in questa città, almeno cento di tali compagnie, con decine di filiali e centinaia di agenti sparsi in tutta l'Europa occidentale; citiamo solo le
principali: i Bardi, i Peruzzi, gli Strozzi, i Pitti, i Medici, gli Alberti, gli Acciaiuoli. Ma ricordiamo anche i
Bonsignori e i Frescobaldi di Siena, i Pisani e i Tiepolo di Venezia. Come appare dai nomi, si trattava in genere di società familiari, cioè possedute e dirette dai membri di famiglie arricchitesi con la mercatura. Quali attività svolgevano queste banche? Innanzi tutto esse agevolavano i pagamenti e tutti gli scambi di denaro istituendo i conti correnti, praticando le operazioni di giro e permettendo i pagamenti a distanza per mezzo di cambiali e assegni. I mercanti-viaggiatori, in questo modo, non erano più costretti a viaggiare portando con sé enormi borse di denaro, con gran pericolo di esserne derubati; esibendo un semplice foglio di carta, ritiravano sul posto, presso la filiale della banca, il denaro necessario, che veniva poi detratto dai loro depositi esistenti presso la casa madre.
In pratica quasi tutte le operazioni finanziarie svolte da una banca moderna venivano eseguite anche da queste banche di cinque secoli fa, che non disponevano di calcolatrici elettroniche, ma che, tuttavia, conoscevano benissimo la partita doppia e altri progrediti metodi di tenuta dei libri contabili.
Oltre a ciò, queste banche, per mezzo dei loro agenti presenti su tutte le fiere internazionali d'Europa, si accaparravano tutti gli affari nei quali vi fosse possibilità di forti guadagni: importazioni in Italia di lane e di panni, esportazioni di frumento delle Puglie e della Sicilia e di prodotti orientali, assicurazioni, scambi di valute, armamento e noleggio di navi. Ma l'aspetto più spettacolare dell'attività di queste banche furono i prestiti. Che una banca prestasse somme di denaro all'amministrazione del proprio Stato era una cosa normale; ed era un modo, per il ricco banchiere, di prepararsi la strada per la conquista della signoria sulla propria città. Ma ben presto ricorsero ad esse per ottenere finanziamenti i principi di altri Stati e gli stessi re di Francia e di Inghilterra, che erano in perpetuo bisogno di denaro per mantenere gli eserciti. Ed i privati cittadini di Firenze cominciarono a prestar soldi ai re. Ad Edoardo III d'Inghilterra, nel 1345, prestarono un milione e
trecentosessantacinquemila fiorini... che il Re non fu mai più in grado di restituire; ciò nonostante quando Edoardo IV chiese un nuovo prestito a Cosimo de' Medici, questi glielo concesse e ne fu poi ripagato con la restituzione ed appoggi politici.

LE ASSICURAZIONI
Quando si parla di grandi assicuratori marittimi oggi si pensa ai Lloyd's inglesi. Ebbene, mentre in Inghilterra i carichi navali cominciarono ad essere assicurati solo nel 1543, in Italia queste precauzioni contro i danni dei naufragi o degli incendi erano in uso dal '300. Il banco dei Bardi, nel 1318, stipulava assicurazioni contro i danni eventualmente subiti da tessuti durante il loro trasporto verso i lontani mercati.

(1) Agricoltura
industria
antico Egitto
(2) Scoperta
della Terra
(3) Annessioni
del 1860
(4) L'Austria
alla fine del 1700
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rinascimento
(6) Borboni
di Napoli
(7) Caduta
dell'impero romano
(8) Carboneria italiana
(9) La casa
di Svevia
(10) Casa romana
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 26-02-2014