Buddismo

 


LA NOTTE DEL 24 maggio 1956 su buona parte dell'Asia meridionale il cielo era sereno e splendeva la luna piena; in quella notte di primavera quasi cinquecento milioni di persone, dalla Corea alla Thailandia, ricordarono il 2500° anniversario della loro religione: il Buddismo.
Come tutte le religioni dell'Asia (Vedismo, Brahmanismo, Induismo, Confucianesimo, Ebraismo), il Buddismo è fra le religioni, una tra le più antiche sulla Terra. Il Buddismo nacque per mano di Buddha, l'uomo che, nato figlio di re, ha voluto divantare povero e umile e per 45 anni percorse l'India, di villaggio in villaggio, predicando la nuova religione. Il Buddismo, durante VI secolo avanti Cristo, nacque dal Brahmanismo che per 4 secoli fu la religione dell'India; si diffuse molto velocemente per tutta l'India e nel III secolo avanti Cristo fu proclamato religione ufficiale dello Stato dal re Asoca, il quale si può considerare il Costantino del Buddismo. Nei secoli successivi, si diffuse in tutta l'Asia centrale, orientale e meridionale. Nel VII secolo un principe giapponese chiamato Shotoku Taishi si convertì al Buddismo e lo proclamò religione nazionale del paese.
Gran parte dell'Asia, in quei secoli, era buddista. e questo fu una immensa fortuna per quei paesi. Dove abitavano pescatori, contadini, pastori, il Buddismo portò i suoi grandi concetti morali: tolleranza, rispetto per l'individuo, amore per animali e la natura, giustizia e benevolenza per tutti gli uomini; dove ancora

c'erano schiavi, il Buddismo sostenne che tutte le genti sono uguali nello spirito. E non solo questo: il Buddismo, al pari di tutte le religioni più elevate, considerava la vita terrena inferiore a quella dell'eternità, tuttavia insegnava che essa non va disprezzata e rinnegata perché, allo stato di felicità e di pace eterna, il Nirvana, si giunge solo mediante l'azione; il fare, purché diretto al bene, è sempre bello e utile. In questo modo, il Buddismo stimolò all'azione; e ispirò la produzione di molti fra i più grandi capolavori artistici dell'Asia. Verso il IV secolo dopo Cristo, dopo avere irradiato civiltà e cultura in buona parte dell'Asia, il Buddismo cominciò a estinguersi in India, dove il Brahmanismo tornò alla riscossa.

IL BUDDISMO OGGI
Oggi, il Buddismo è diviso in due religioni: il Buddismo Mahayana, che è diffuso nel Nord, cioè in Giappone, Cina, Corea, Tibet; e il Buddismo Hinayana praticato nell'Asia meridionale, cioè in Birmania, Indocina, Ceylon e parte dell'Indonesia.
Le manifestazioni del culto buddista sono abbastanza singolari: Buddha aveva della religione una concezione puramente etica, cioè insegnava a governare i costumi dell'uomo; trascurò sempre il rituale, ossia il culto, e la teologia. Anche oggi, il Buddismo si tiene in disparte dalle cose di questo mondo, non ha un pontefice, né una gerarchia religiosa. Per divenire buddista basta mettere in pratica i princìpi degli Otto Sentieri, perché il Buddismo non è una serie di precetti, ma un modo di agire, per mezzo del quale l'uomo può spogliarsi delle proprie passioni e raggiungere la pace dello spirito. Ai bambini maschi delle famiglie buddiste, i genitori insegnano molto presto, verso i quattro anni, gli ideali religiosi del Buddismo: l'umiltà, la rinuncia, la mansuetudine assoluta, anzi, l'ahimsa, cioè la rinuncia all'offesa verso qualsiasi essere vivente.
La gran parte dei giovani, a vent'anni, trascorrono un periodo di tempo nei conventi buddisti, e vivono di elemosine. Ed alcuni vi restano per sempre, convinto di poter vivere degnamente solo nella preghiera. Il Buddismo, per essere praticato nella sua forma migliore, esige il distacco dalla vita quotidiana: perciò la sua espressione più alta è quella monastica. I buddisti normali, diciamo così, sono i credenti, le persone comuni che seguono alcuni princìpi religiosi. Ma il Buddismo ideale quello dei monaci, che seguono più strettamente i sentieri e vivono in solitudine o, più spesso, in monasteri sparsi in tutto il mondo buddista e soprattutto in Birmania, Ceylon, India e Giappone: nel Tibet, dove c'è una forma particolare di Buddismo, detta Lamaismo.
I monaci buddisti si rendono utili al prossimo in tanti modi: esegue cerimonie nei templi, cura l'istruzione religiosa dei giovani. Ma la sua principale funzione è quella di mostrare a tutti come si comporta il perfetto buddista, insegnando la strada che conduce al Nirvana. Perciò egli conduce una vita semplice, possiede poco o nulla e si procura il mangiare mendicando.

LE CERIMONIE E I TEMPLI
II giorno in cui nacque Buddha, secondo la credenza, pioveva té dal cielo. Per questo, il giorno in cui si celebra la sua nascita, durante le feste popolari si versa té su un elefante bianco di cartapesta, una delle trasfigurazioni simboliche del Buddha. Per conservare alcune sue reliquie, in tutta l'Asia sono stati costruiti centinaia di templi: alcuni a cupola o a forma di torri si chiamano stupa e si trovano in Birmania, Thailandia, India, Ceylon.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 18-02-2014