Brahmanesimo

 


I BRAHMANI
Quando nacque il Brahmanesimo? Le sue origini risalgono al XII secolo a. C. Esso prende ispirazione dal Vedismo, la primitiva religione dell'India, e ha dato a sua volta origine all'Induismo. Il suo nome viene da Brahma e Brahmano: Brahma è uno degli dei più potenti e venerati; Brahmani sono i sacerdoti, i quali posseggono il Brahman, cioè la scienza di fare i sacrifici, piegando così gli dei al volere dell'uomo. Per questo la loro potenza e il loro ascendente sui fedeli sono grandissimi. Soprattutto nei tempi più antichi, quando i riti dei sacrifici erano molto complicati e costosi, i Brahmani erano considerati quasi superiori agli stessi dei.
Ancora oggi essi hanno un'influenza straordinaria sulla vita indiana ed è necessario il loro intervento anche per cerimonie di carattere sociale. Si occupano di istruzione, sanità, filantropia.

LE CASTE
A differenza del Buddismo, secondo il quale tutti gli uomini sono uguali, il Brahmanesimo divide gli uomini in quattro caste: tre superiori ed una inferiore, tenuta in grande dispregio. Tali suddivisioni sono dovute ai meriti acquistati da ciascuno nelle vite passate. Le quattro caste sarebbero sorte il giorno della creazione, generate dal corpo stesso dell'Ente Supremo: Prajapati.
Dalla bocca del dio furono generati dunque i sacerdoti (Brahmani), dalle braccia i guerrieri (Ksatriya), dalle gambe gli agricoltori ed i mercanti (Vaisya), dai piedi la plebe (Sudra o Paria), destinata alla servitù. A questa classe appartengono gli Intoccabili.

LA DOTTRINA DELLA TRASMIGRAZIONE
Per il Brahmanesimo il bene supremo è la salute dell'anima. Alla sua morte un industa va nella Luna, dove è giudicato per ciò che ha fatto in parole, azioni e pensieri durante il corso della vita.
Se è... promosso viene liberato dalla trasmigrazione dell'anima e guidato dagli spiriti, raggiunge il Nirvana. Se invece è bocciato dovrà rinascere umano o ferino, questo dipende dalla gravità delle sue colpe. E la trasmigrazione si ripete per le successive morti, fino a che l'anima non sarà liberata da tutti i peccati. Ci sono tre modi per raggiungere il Nirvana, la via..dell'amar di Dio, delle buone opere e della conoscenza.

I RITI
II Brahmanesimo non è solo una religione, ma un insieme di riti, usi e costumi che avvicinano continuamente la religione alla vita civile. Di tali consacrazioni alcune riguardano i fanciulli. E queste sono, il rito della nascita, la prima volta che si esce da casa (a 4 mesi); il primo pasto solido (a 6 mesi); il primo taglio dei capelli (a 3 anni).
A un'età che varia, da casta a casta, si svolge il rito dell'iniziazione (Upanayana): il giovane è affidato ad un maestro che gli insegnerà i Veda, egli lo seguirà fino al matrimonio, facendogli da servitore, dormendo sulla nuda terra e spaccando la legna per il fuoco sacro. Molto importante è il matrimonio, il quale si svolge vicino al fuoco sacro. Attorno a questo fuoco gli sposi compiono tre giri: lei spargendo chicchi di riso, lui recitando versi dei Veda. Poi fanno insieme sette passi e la cerimonia è compiuta. Diventato capo della famiglia, il giovane appartenente alla religione brahmanica presiede ai riti domestici. I morti vengono cremati: solo gli asceti e i bambini con meno di due anni vengono seppelliti. Per i grandi riti e i grandi sacrifici è invece necessaria l'opera del sacerdote: solo i Brahmani, infatti, conoscono l'arte e il segreto di queste complicate cerimonie che non ammettono il minimo sbaglio. A volte riti e scongiuri sono pittosto strani. Per scacciare la febbre si prende una rana e la si lega con un filo rosso e uno azzurro sotto il letto del paziente. Quindi si versa acqua sul malato in modo che questa grondi anche sulla rana: con tale sistema si è convinti di estinguere con l'acqua il fuoco della febbre, e di condurre il malato a guarigione.

I LIBRI SACRI
i testi sacri degli Indiani sono scritti in sanscrito, chiamati Veda e Upanishad. I Veda, comprendono 4 raccolte di inni e di sentenze. Le Upanishad, racchiudono i precetti liturgici del Brahmanesimo e l'interpretazione dei riti.
TRECENTO MILIONI DI GENI
Oltre agli dei vi sono trecento milioni di geni o semidei, tra cui: i Naga, serpenti o dragoni che abitano in una meravigliosa regione sotterranea; le Apsaras, bellissime ninfe; gli Yaksas, esperti di magia; i Raksas, malefici ed astuti; i Pisaka, assetati di sangue; i Vetala, che dimorano nei cimiteri. Vi sono infine gli eroi, tra i quali il più famoso e venerato è Rama, incarnazione di Visnù.
GLI DEI
La religione brahmanica è politeista. Essa deifica le forze della natura e venera molti dei, divisi in gruppi di tre. Il più potente e importante di questi gruppi è costituito da Brahma, Visnù e Siva.
Brahma (il creatore) è rosso, con 4 teste; indossa una tunica bianca. Visnù, il conservatore del mondo. Siva, il distruttore, è il dio della morte.
Allo stesso modo degli Indiani, anche i loro dei possono avere diverse mogli: la famosa dea Kalì, la Nera, dea della morte, è una delle mogli di Siva, il terribile distruttore.

IL BRAHMANESIMO OGGI
Quando (nel VI secolo a. C.) sorse il Buddismo, il Brahmanesimo ebbe un periodo di decadenza. Tale crisi raggiunse il massimo nel terzo secolo avanti Cristo quando il Buddismo (che si era diffuso in tutta l'India e in buona parte dell'Asia, compreso il Giappone) fu proclamato religione ufficiale dello Stato dal re Asoca. Però, verso il IV secolo dopo Cristo, il Brahmanesimo riprese il sopravvento. Ancora oggi costituisce la religione più diffusa in India e conta più di 1 miliardo di seguaci nel mondo. Attualmente l'Induismo si occupa anche di riforme sociali, sanità e
pubblica istruzione.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 18-02-2014