Vichinghi o Normanni

 


OGGI LE POPOLAZIONI
che abitano nella penisola scandinava e nelle isole circostanti sono distinte in Danesi, Svedesi e Norvegesi, ma anticamente venivano comprese tutte nel nome di Vichinghi. Gli abitanti dell'Europa Centrale e Meridionale le designarono indistintamente anche col nome di Normanni, che significa « uomini del Nord ». Attorno alll'ottavo secolo d. C., i Normanni erano ancora incivili e feroci. Poiché il clima freddo del loro territorio rendeva difficile coltivare e l'allevare bestiame, il mare era per loro l'unica risorsa vitale. Divenuti abilissimi navigatori, essi lasciarono le loro terre per dirigersi in tutte le direzioni. I Vichinghi terrorizzavano tutte le coste dell'Europa Occidentale: arrivavano in una città, saccheggiavano e uccidevano, poi, con il bottino, ripartivano immediatamente.
Verso la fine del nono secolo dopo Cristo, i Normanni, guidati da un certo Rurik, penetrarono nell'attuale Russia. Secondo la tradizione, la fondazione dello Stato russo spetterebbe ai tre fratelli Rurik : i primi due, Sineus e Truvor, fondarono nell'862 dopo Cristo lo Stato di Novgorod, il terzo, Oleg, ingrandì di molto lo Stato e portò la capitale a Kiev.
Intanto, nello stesso periodo, altri gruppi di Normanni si dirigevano in senso opposto : con le loro robuste e veloci navi, giunsero in Islanda e, di là, si spinsero fino in Groenlandia. In Francia, le scorrerie dei Normanni furono particolarmente crudeli: essi saccheggiarono estesi territori, distrussero chiese e monasteri, uccisero barbaramente frati e preti. Nel nono secolo Parigi venne saccheggiata ben quattro volte ed ogni volta i Normanni vi giunsero di notte, risalendo a remi la Senna. Per ottenere che si ritirassero dalla capitale, i re francesi furono spesso costretti a versare agli invasori fortissime somme. Nell'885 dopo Cristo ben 30.000 Normanni assediarono Parigi : il re francese d'allora, Carlo il Grosso, per liberare Parigi dall'assedio, dovette versare ai Normanni ben 700 libbre d'oro. Se lasciarono la capitale, non se ne andarono però dalla Francia: si stabilirono ben saldamente in quel territorio che chiamarono Normandia. Ma in quegli anni doveva accadere un fatto straordinario: venuti a contatto con la civiltà della Francia, i Normanni ripudiarono la loro religione e si convertirono al Cristianesimo. Da allora essi divennero molto più umani : istituirono persino delle compagnie di guerrieri con il compito di battere i pirati. Cambiarono il loro aspro linguaggio nordico con quello dolce della Francia Settentrionale, adottando i sistemi di vita francesi.
nave vichinga
Il 28 settembre del 1066 il duca di Normandia, Guglielmo il Conquistatore, sbarcò con un esercito sulle coste dell'Inghilterra, con l'intento d'impadronirsi dell'isola. Il 14 ottobre si svolse la grande battaglia tra le forze del duca normanno e quelle del re inglese Aroldo: dopo una giornata intera di combattimento, ad Hastings, Guglielmo il Conquistatore ottenne una piena vittoria. Aroldo e i suoi migliori cavalieri perdettero la vita durante la battaglia. Nel Natale del 1066 il normanno Guglielmo il Conquistatore si fece incoronare re d'Inghilterra nell'Abbazia di Westminster.

Quando un valoroso capo tribù normanno moriva, era sepolto assieme alla nave con la quale aveva compiuto le sue scorrerie, in un'enorme fossa colmata poi con pietre ed argilla. Nel 1800 vennero alla luce alcune navi normanne nella penisola dello Jutland e soprattutto in Norvegia. La più completa e perfetta è la cosiddetta « nave di Gokstad », conservata attualmente a Oslo. Da questa possiamo farci un'idea di come fossero i navigli normanni. La nave è lunga 23,75 metri ; larga 5,05 metri e alta un metro e 75 centimetri ; la prora è alta e affilata, adatta per poter fendere le onde dell'oceano. Con navi di questo tipo i Normanni affrontarono per primi le immensità dell'Atlantico. Da oggetti normanni rinvenuti nel Nord America (asce, alabarde, punte di lance, ecc), si è potuto accertare che essi si spinsero fino alle coste di quel continente (capo Hatteras e dintorni del Lago Superiore).

I NORMANNI IN ITALIA
I primi Normanni che misero piede nell'Italia Meridionale furono pellegrini di ritorno da Gerusalemme. Sbarcati a Salerno, minacciata dai Saraceni, essi.chiesero armi e cavalli al principe di quella città, assalirono gli infedeli e li costrinsero a fuggire. Da quell'anno, 1016 dopo Cristo, altri guerrieri normanni arrivarono in Italia Meridionale per servire vari principi che lì governavano. Il normanno Arnolfo Drengot, si distinse durante la guerra fra il principe longobardo di Capua e la città di Napoli, che ebbe in dono il territorio di Aversa, nella Campania che fu la prima contea dei normanni sul territorio italiano. Dopo il successo di Arnolfo, molti capi normanni vennero in Italia per procurarsi terre e danaro. Tra questi gli undici fratelli Altavilla si distinsero per il loro valore. I più valorosi furono Guglielmo, chiamato Braccio di ferro e Roberto, detto il Guiscardo (l'Astuto). Quest'ultimo, riuscendo a vincere Bizantini, Arabi e Longobardi, s'impadronì di quasi tutta l'Italia Meridionale. Nel 1059 dopo Cristo, papa Nicolo II concedeva a Roberto il Guiscardo il titolo di duca di Calabria e di Puglia e lo nominava anche « vassallo di Santa Chiesa ». Intanto, un altro Altavilla, Ruggero I, sbarcò in Sicilia: dopo vent'anni di lotta, cioè dal 1072 al 1091, egli riuscì a cacciare gli Arabi dall'isola e prese per sé il titolo di conte di Sicilia. Suo figlio, Ruggero II, riuscì a conquistare l'Italia Meridionale e nel 1130 si fece incoronare a Palermo re di Sicilia e di Puglia. L'Italia Meridionale divenne un'unica grande monarchia, comprendente la Sicilia, la Calabria, la Puglia e la Campania. La città di Benevento rimase in possesso della Chiesa. Nel 1147 Ruggero II occupò anche l'isola di Corfù.

UN GOVERNO SAGGIO
Solitamente i conquistatori tendono a imporre ai propri sudditi la loro lingua, la loro religione, le loro leggi e il loro stesso modo di vivere; i Normanni, invece, permisero ai popoli Arabi, ai Greci, ai Longobardi e ai Latini che continuassero a parlare le loro lingue e rimanessero fedeli alle loro religioni e alle tradizioni. Questo modo saggio di governare, portò all'Italia del sud e alla Sicilia in particolare molti anni di grande prosperità. Non sentendosi oppresse, i popoli non pensavano affatto di ribellarsi ai Normanni; ma contribuirono al progresso del Regno. L'arabo Ibn Giobair, che in alcune occasioni visitò Palermo durante la dominazione normanna, fu talmente ammirato che scrisse : « E' la più grande e magnifica metropoli del mondo». Veramente Palermo e altre importanti città del regno si arricchirono di numerosissimi edifici degni d'ammirazione. I Normanni non avevano un proprio stile architettonico, ma combinarono in modo originale e geniale elementi arabi, bizantini e romani. Essi crearono un'arte chiamata siculo-normanna.

VIKINGHI - CIVILTA'
QUANDO SI VUOLE descrivere la vita di un popolo, l'argomento immancabile e sul quale ci si sofferma più a lungo è la casa; come era, con che cosa la costruivano, come ci vivevano. Ma per i Vichinghi è necessario fare un'eccezione. Questo popolo non viveva per costruire case e città, ma per costruire navi; centinaia e centinaia di bellissime navi, capaci di affrontare l'oceano tempestoso del Nord.

LE NAVI SEPOLTE
Bisogna proprio dire che la consuetudine di molti popoli antichi di seppellire i loro morti attorniati dagli oggetti usati durante la vita è una vera fortuna per gli archeologi e gli storici; essi, infatti, con la scoperta di queste tombe, possono conoscere l'esistenza e i costumi di quei popoli. Dobbiamo proprio a ciò le conoscenze che abbiamo sulle popolazioni preistoriche, sugli Egiziani, sugli Etruschi, sugli Sciti, e, anche, sui Vichinghi.
Nel corso di questi ultimi centocinquant'anni venne intrapreso lo scavo di molti curiosi tumuli esistenti in diverse località della Scandinavia e della Danimarca. Da ognuno di quei tumuli venne fuori, più o meno conservata, una imbarcazione vichinga. Fino a oggi se ne sono trovate molte centinaia. Ognuna di esse era stata sepolta perché servisse da tomba ad un
capo vichingo: sulla nave aveva trascorso la sua esistenza avventurosa, sulla nave voleva compiere il viaggio verso l'oltretomba, il Valhalla, come lo chiamavano. Con estrema cautela le grandi imbarcazioni, il cui legno era in parte marcito, sono state dissotterrate; tutti gli oggetti che esse contenevano sono stati raccolti. Ora, tutti questi resti, ben ricostruiti, sono esposti nei musei di molte città scandinave.

PIRATI MARITTIMI E... FLUVIALIchiesa costruita dai vichinghi
A Gokstad (all'imboccatura del fiordo di Oslo), è stata scoperta una nave vichinga lunga m 23,75 e della larghezza massima di m 5,10; poteva portare 40 uomini. Il timone era costituito da un grosso remo fissato al fianco della nave. La propulsione era a remi ; ma la nave era anche munita di un albero al quale veniva fissata una vela quadrata. La prua, molto affilata, consentiva di fendere le possenti onde dell'oceano. Il fondo, molto piatto, permetteva alla nave di risalire anche il corso dei fiumi... e questo era molto importante perché consentiva di compiere incursioni piratesche anche nelle città non costiere.

In Scandinavia esistono ancora alcune antiche chiesette come quella che rappresentiamo nell'illustrazione a destra ; esse possono darci un'idea del modo di costruire dei Vichinghi.
Le loro abitazioni più belle dovevano certamente avere un aspetto somigliante a queste chiese. Il materiale fondamentale era il legno, ed è per questo che dei loro edifici non è rimasto quasi nulla.

LA SCRITTURA « MISTERIOSA» Non possiamo proprio dire che i Vichinghi fossero un popolo amante della letteratura. Tuttavia conoscevano l'alfabeto e presso le loro corti vivevano dei poeti, chiamati « scaldi », che cantavano le imprese leggendarie dei loro eroi. Nessuno, a quel tempo, pensò di scrivere quei canti. Per lungo tempo essi furono tramandoti solo oralmente e solo in epoca molto più tarda furono fissate per iscritto. La scrittura presso i Vichinghi veniva usata quasi esclusivamente per scrivere formule magiche sulle tombe o sugli amuleti; perciò era conosciuta solo dai sacerdoti. Questa scrittura si chiamava « runica », parola che significava « mistero ». I Vichinghi usavano contare di venti in venti. Una traccia di questa usanza si trova persino nella lingua francese: ottanta, infatti, si dice quattro-venti, novanta, quattro-venti-dieci tutto ciò è la conseguenza della lunga dominazione vichinga in quella regione della Francia che si chiama, appunto, Normandia.
Anche la lingua inglese conserva, nel nome di alcuni giorni
della settimana, il ricordo della dominazione vichinga wednesday = mercoledì, significa « giorno di Odino »; thursday= giovedì, significa « giorno di Thor ». E Thor e Odino sono i nomi delle due maggiori divinita del popolo vichingo.

(10) Popolo ebreo
(11) Incas
(12) Ittiti
(14) Popolo
dei nuraghi
(15) Primi
popoli greci
(16) Sciti
(17) Sumeri
(18) Tartari
(19) Vichinghi
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014