Il popolo ebreo

 


UNA STORIA ECCEZIONALE
Tra tutti i popoli dell'antichità, gli Ebrei si distinguono per la loro religione. Essi infatti non adorarono molti dei, ma professarono il monoteismo (dal greco « mònos », uno e « Theòs », Dio), cioè una religione che riconosce un unico Dio. E il vero Dio, creatore del Cielo e della Terra e padre di tutti gli uomini, volle guidare e proteggere questo popolo, l'unico che non adorasse degli idoli. Storia veramente eccezionale quella degli Ebrei, perché in essa si sente continuamente la divina presenza di Dio Padre Onnipotente. Le vicende del popolo ebreo sono narrate nella Bibbia (Antico Testamento). La Bibbia non è però un comune libro di storia, perché gli uomini che la scrissero erano ispirati da Dio.

I PATRIARCHI
Anticamente (oltre 2000 anni prima di Cristo), il popolo ebreo si stabilì nella Caldea, in Mesopotamia. Per tanto tempo essi non ebbero dimore stabili: si stabilirono in un luogo soltanto quando esso si prestava ad essere coltivato. I capi delle tribù erano chiamati patriarchi (dal greco « patria », famiglia e «archòs », capo) ed esercitavano sui loro sudditi un'autorità assoluta.
Uno tra i più saggi patriarchi degli Ebrei fu Abramo. Iddio, apparso miracolosamente a questo patriarca, gli disse: « lo ti farò capo di un grande popolo e darò a te e ai tuoi discendenti tutto il paese di canaan » Allora Abramo abbandonò la Caldea e si stabilì con tutti gli Ebrei nella terra di Canaan (nome col quale veniva chiamata anticamente l'attuale Palestina). Secondo la Bibbia, questa migrazione degli Ebrei avvenne circa 2000 anni avanti Cristo. Giacobbe, è stato un altro grande patriarca. In seguito a un sogno avuto, egli mutò il proprio nome in quello di Israele, che significa « potente con l'aiuto di Dio ». Tale nome passò agli Ebrei, i quali, da allora, si fecero chiamare Israeliti. Giacobbe ebbe dodici figli, i quali sono considerati i capostipiti delle dodici tribù nella quale si divisero in seguito gli Ebrei. Ai tempi di Giacobbe, si verifica in Palestina una tremenda carestia, costrinse gli Ebrei a trasferirsi in Egitto, nella fertile vallata del Nilo (circa 1700 prima di Cristo).
tomba di davide
RITORNO IN PALESTINA
Abbiamo detto che nessun popolo, come quello ebreo, ebbe il privilegio di sentire tanto vicina la presenza di Dio in tutte le vicende della sua storia. Eccone infatti una prova. Quando attorno al 1300
a. C. gli Egiziani iniziarono a perseguitare crudelmente gli Ebrei, Dio volle intervenire: diede cioè a Mosè la facoltà di operare prodigi, perché riuscisse a liberare il popolo ebreo dalla schiavitù egiziana e a ricondurlo in Palestina. Anche la legge che regolava la vita religiosa e civile degli Ebrei fu date da Dio : chiamata i 10 Comandamenti che Mosè ricevette da Dio stesso sul Sinai. Mosè morì prima di entrare in Palestina ; e la gloria di ricondurre il popolo ebreo nella terra di Canaan toccò a un altro condottiero: Giosuè.
Prima di entrare nuovamente in possesso della Palestina, gli Ebrei combatterono a lungo contro il popolo dei Cananei e poi dei Filistei che vi si erano stabiliti durante la loro dimora in Egitto.
I condottieri venuti dopo Giosuè che contribuirono a cacciare gli stranieri dal territorio palestinese furono Bàrak, Gedeone, Lefte, Sansone e Samuele.

DUE GRANDI RE
Attorno al 1000 a. C., gli Ebrei, divenuti ormai un popolo assai numeroso, decisero di riunire tutte le tribù sotto l'autorità di un solo re.
Il più grande di tutti i re d'Israele fu Davide, il suo regno durò dal 1000 al 962 a. C. Egli fu prode guerriero, saggio legislatore e anche ispirato poeta.
Già da giovinetto aveva dimostrato il suo valore atterrando con la sola fionda il gigante Golìa, l'invincibile guerriero dei Filistei. Liberata Gerusalemme dai Filistei, Davide ne fece la capitale del suo regno e la abbellì con magnifici edifici. Davide compose meravigliosi inni, chiamati Salmi, che sono scritti sulla Bibbia.
Altro importante re d'Israele fu Salomone, figlio di Davide. Egli fu considerato il più grande di tutti i re della terra per ricchezze e soprattutto per sapienza. Salomone fece costruire in Gerusalemme un grande tempio per custodirvi le Tavole della Legge che Mosè ebbe da Dio sul Monte Sinai.


IL TEMPIO DI SALOMONE
II tempio fatto innalzare da Salomone fu uno dei più maestosi edifici dell'antichità.
Per la costruzione dell'edificio si lavorò per sette anni.
I muri del tempio erano in pietra, rivestiti in legno finemente decorato.
II tempio era circondato da un portico che immetteva in una grande corte riservata al pubblico. Un secondo giro di portici conteneva invece gli edifici sacri in cui potevano entrare soltanto i sacerdoti. In mezzo dell'edificio c'era il Santuario, in cui veniva custodita l'Arca dell'Alleanza.

DISTRUZIONE DI GERUSALEMME
Quando Salomone morì, scoppiarono gravi discordie fra le dodici tribù ebraiche e la Palestina si divise in 2 regni : quello di Giuda, che ebbe come capitale Gerusalemme e quello d'Israele che ebbe per capitale prima la città di Sichem ed in seguito Samaria. Poiché i due regni furono quasi sempre in lotta tra di loro, andarono man mano indebolendo le loro forze militari. Di tale situazione approfittarono i popoli vicini per occupare il territorio della Palestina.
Nel 722 a. C., il imperatore degli Assiri, Sargon II, occupò i territori d'Israele.
La popolazione fu costretta a emigrare in altri paesi. Dopo un secolo, fu la volta del regno dei giudei: Nabucodonosor, prese d'assalto Gerusalemme, la distrusse e condusse schiavi gli Ebrei a Babilonia. Il popolo ebreo espresse il suo grande dolore per la distruzione di Gerusalemme con canti pieni di accorata nostalgia. « Possa paralizzarsi la mia destra e possa la mia lingua fermarsi nella bocca, o Gerusalemme, qualora io mi scordi di te! ». Ecco alcune delle esclamazioni di uno di quei canti.

LA DISPERSIONE DEGLI EBREI
Nell'anno 538 a.C, Ciro, re di Persia, aveva conquistato tutti i paesi dell'Oriente, compreso l'Impero Babilonese. Contrariamente a quanto avevano fatto gli Assiri e i Babilonesi, il re persiano non impose la propria religione ai popoli sottomessi. Non, solo permise agli Ebrei di adorare il loro Dio, ma permise loro di tornare in Palestina per ricostruire il Tempio di Gerusalemme.
Ecco una parte dell'Editto che Ciro promulgò per dare la libertà agli Ebrei esuli : Ciro, re di Persia, dice così :
Tutti i regni della Terra sono stati dati a me dal Signore, Dio del Cielo. Egli stesso mi ha comandato di edificare a Lui un tempio in Gerusalemme. Chi di voi appartiene al suo popolo, si metta in viaggio verso Gerusalemme e vada a costruire il Tempio all'Eterno, Dio d'Israele.
Molti Ebrei ritornarono nella Terra Promessa, ma senza avere una vera e propria libertà, perché continuarono a dipendere dall'Impero Persiano. Da allora, gli ebrei non riuscì quasi mai più a rendersi indipendente ed ebbe solo pochi decenni di libertà. Nell'anno 332 a. C. finì sotto il dominio di Alessandro Magno, imperatore di Macedonia, e, alla sua morte, fu sottomesso prima dall'Egitto ed in seguito dalla Siria. Nel. 107 a. C., gli Ebrei riuscirono a ricostituire uno Stato indipendente, ma nel 63 la Palestina venne conquistata dall'impero romano. Durante la dominazione romana, è nato e vissuto in Palestina Gesù. Nel 65 d. C., gli Ebrei si ribellarono ai Romani, ma la ribellione venne repressa con brutalità da Tito, figlio dell'imperatore Vespasiano. Egli distrusse Gerusalemme (70 d. C.), fece saccheggiare il Tempio e costrinse gli Ebrei a disperdersi per il mondo. Solo dopo la seconda guerra mondiale, Ebrei provenienti da tutte le parti del mondo sono riusciti a rientrare in Palestina, ove, nel 1948, hanno costituito uno stato, che viene chiamato « Stato d'Israele ».

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-02-2014