popolo Etrusco

 

« SCAVAVANO una fossa smovendo la terra fino a trovare la roccia dura. Gettavano in fondo ad essa vari prodotti della terra per augurio di futura fertilità e una manciata di terra portata dalla patria- del fondatore. Sulla fossa, poi, riempita di terra, era posta un'ara e su di essa veniva acceso il fuoco: simbolo delle nuove case che dovevano sorgere. Compiuto questo lavoro, il fondatore, premendo sull'aratro, segnava con un profondo solco quadrato la linea lungo la quale dovevano sorgere le mura ». Questo era il rito che gli Etruschi ripetevano con grande solennità tutte le volte che fondavano una nuova città. Ancora oggi, a distanza di oltre due millenni, in alcune città d'Italia rimangono gli avanzi delle poderose mura innalzate dagli Etruschi. Un buon numero di città italiane fu fondato dagli Etruschi, uno dei popoli dell'Italia preromana.

DA DOVE PROVENIVANO ?
La ricerca delle origini del popolo etrusco è un problema che assilla gli storici da oltre 2000 anni. I primi che tentarono una soluzione del problema furono gli storici greci Erodoto (V secolo avanti Cristo) e Dionigi di
Alicarnasso (I secolo avanti Cristo). In base agli studi fatti sui vari aspetti della civiltà di quel popolo, i due scrittori giunsero a conclusioni completamente diverse: per Erodoto gli Etruschi erano originari della Lidia (una regione dell'Asia Minore occidentale); per Dionigi, invece, essi sarebbero stati una popolazione indigena (cioè originaria dell'Italia).
Lungo i secoli, altri studiosi avanzarono nuove ipotesi: chi li credette originari dell'llliria (antica regione sulla costa orientale dell'Adriatico) e chi invece pensò che fossero provenuti dalle regioni dell'Europa del Nord, al pari di molti altri popoli italici.
Tuttavia, i monumenti rimasti e le notizie lasciateci dai popoli che ebbero rapporti con gli Etruschi ci permettono di ricostruire la storia di questo popolo misterioso.

etruschiUN POPOLO DI ABILI MERCANTI
Fin dall'inizio della sua storia (le prime notizie storiche risalgono circa al IX secolo avanti Cristo) il popolo etrusco impressionò gli antichi per la sua straordinaria ricchezza. Noi oggi possiamo farci un'idea della grande prosperità raggiunta dagli Etruschi osservando i preziosi oggetti rinvenuti nelle loro tombe : collane, fibbie, braccialetti, orecchini in oro, argento e avorio. Bisogna dire che essi non si stanziarono a caso nell'Etruria (corrispondente alla Toscana) : abili e astuti mercanti, compresero subito che i giacimenti minerari di quella regione e della vicina isola d'Elba avrebbero rappresentato la loro maggiore ricchezza economica. E infatti i fortissimi guadagni ottenuti con l'esportazione dei minerali estratti permisero loro di divenire uno dei popoli più ricchi dell'antichità. Nel VI secolo a.C. gli Etruschi poterono coniare monete d'oro. Trasportati da veloci navi, i mercanti etruschi commerciarono con tutti i popoli stanziati sul Mediterraneo.

UNA CONFEDERAZIONE DI CITTÀ
La potenza degli Etruschi fu soprattutto economica : essi non raggiunsero mai una grande forza militare. Ciò dipese dal tipo della loro organizzazione politica. Essi infatti non costituirono mai uno Stato unitario : ogni città etrusca si governava da sé.; Molto raramente le città si unirono fra loro per far fronte a un comune nemico. Tuttavia a scopo religioso e commerciale esse si riunirono in confederazioni, in gruppi di dodici ciascuna. Ogni città aveva la facoltà di scegliersi la forma di governo che le pareva più opportuna. Così alcune di esse furono rette a repubblica, altre invece a monarchia. Il capo della città vestiva un manto di porpora ed era preceduto per le vie da dodici littori armati di fasci di verghe, dai quali usciva un'ascia a due lame. Questa usanza fu adottata poi dai Romani.

PADRONI DI BUONA PARTE DELLA PENISOLA
I secoli VII e VI a.C. furono il periodo d'oro della storia del popolo etrusco : fu infatti in questi due secoli che gli Etruschi fecero grandi conquiste territoriali. Nel VII secolo estesero il loro dominio nel Lazio e nella Campania. Roma cadde sotto la dominazione etrusca. Fu uno degli episodi più umilianti della sua storia e gli antichi storici romani preferirono non parlarne. Tuttavia è cosa certa, perché alcuni ritrovamenti archeologici fatti in Roma rivelano chiaramente l'influsso della civiltà etrusca. A onore degli Etruschi bisogna dire che essi fecero di Roma (allora un villaggio di capanne) una grande città con case in muratura e templi grandiosi. Essi insegnarono ai Romani l'arte di costruire volte e archi, di scavare fognature e di fortificare le città. Nel secolo successivo gli Etruschi invasero la Pianura Padana, dove occuparono alcuni villaggi e ne fondarono altri, che divennero poi città come Felsina (l'attuale Bologna), Mantova, Adria e Spina.
Alla fine del VI secolo avanti Cristo gli Etruschi erano dunque padroni di buona parte della Penisola Italiana.


DECLINO DELLA POTENZA ETRUSCA
Se gli Etruschi avessero disposto di una ben organizzata forza militare, tutta la penisola sarebbe certamente caduta nelle loro mani. Ma essi non furono nemmeno in grado di difendere a lungo i loro possedimenti. Nel V secolo a. C. la potenza etrusca iniziava già il suo declino. Il primo duro colpo gli Etruschi lo ebbero sul mare; nel 474 avanti Cristo, in uno scontro con le navi dei coloni greci di Cuma (desiderosi di dominare su tutto il Tirreno), ebbero distrutta la loro flotta. Alcuni decenni dopo, in una sfortunata guerra contro i Sanniti, gli Etruschi perdettero tutta la Campania.
Anche nel Nord della penisola la situazione si aggravò improvvisamente: orde di Galli, provenienti dall'Europa centrale, irruppero come una valanga nella Pianura Padana (inizio del IV secolo avanti Cristo), intanto i Romani, che nel 509 avanti Cristo erano riusciti a cacciare gli Etruschi dalla città, sferrarono un poderoso attacco per conquistare i'Etruria.
Presi tra due fuochi, gii Etruschi subirono delle gravissime sconfitte. Nel 396 avanti Cristo, Veio, la più ricca e potente città etrusca sui confini del Lazio, venne espugnata e I'Etruria meridionale cadde nelle mani dei Romani. Intanto, sopraffatti dalle orde galliche, gli Etruschi furono costretti ad abbandonare tutta la Pianura Padana (metà del IV sec. a. C). Agli Etruschi, che poco più di due secoli prima erano padroni di quasi tutta la Penisola Italiana, non rimase che una parte dell'Etruria. Nella speranza di abbattere Roma, gli Etruschi non esitarono ad allearsi con i Galli (metà del III sec. a. C). Ma contro le formidabili legioni romane non ci fu nulla da fare: dopo una lotta che durò parecchi anni, tutta I'Etruria fu sottomessa a Roma. Si chiudeva così per sempre la storia degli Etruschi, il più civile e il più potente dei popoli dell' Italia preromana.

GLI ETRUSCHI FURONO GRANDI NAVIGATORI
In origine gli Etruschi probabilmente erano pirati. Quando si stabilirono in Italia, utilizzarono la loro abilità di navigatori per percorrere con le loro navi mercantili tutto il Tirreno (mare che prese nome dagli Etruschi, detti anche Tirreni). Astuti commercianti come erano, avevano rapporti commerciali'con i Cartaginesi, con i Greci, di cui spesso imitarono i costumi, giungevano ai porti della Spagna, delle Baleari, dell'Asia Minore.

LA RELIGIONE DEGLI ETRUSCHI
Gli Etruschi credevano negli dei e temevano molto la loro collera. Per questo celebravano riti per placarla, offrendo agli dei animali in sacrificio. Essi credevano molto nella « divinazione », cioè l'arte di conoscere la volontà degli dei. Gli Etruschi avevano un grande culto per i morti, ai quali davano sepoltura in stanze sotterranee, spesso grandiose e stupendamente dipinte.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-02-2014