Popolo Arii

 

GLI ARII sono detti anche Indo Europei perché, in ondate successive, invasero l'India e l'Europa stabilendovi le loro sedi. Essi fondarono imperi potentissimi come quello dei Medi e dei Persiani, e gettarono le basi della civiltà greca e latina. Da essi ebbero origine le diverse stirpi che oggi popolano l'Europa e che si dividono in tre grandi gruppi: Ger mani, Slavi e Celti; questi ultimi comprendono i popoli latini.
Chi erano gli Arii? Da dove venivano? Se condo la spiegazione da loro stessi data, il nome di Arii significava « i nobili, i puri ». Popolo nomade di pastori, essi, verso il 2000 a. C, lasciarono le loro terre d'origine, poste nelle regioni montuose dell'Asia centrale ed emigrarono, in cerca di più spaziosi pascoli per il loro bestiame. La loro migrazione,
però, non fu pacifica; si trattò di una violenta invasione che li rese padroni del bacino dell'Indo e del Gange, del Deccan, della regione persiana. Di qui passarono poi anche in Europa.

COME VIVEVANO
Nei tempi più antichi gli Arii vissero di razzia e di pastorizia. Conoscevano, infatti, tutti i principali animali domestici. Violenti ed amanti della guerra, si spostavano agevolmente anche perché usavano i cavalli. Però non li sapevano montare: li attaccavano ai carri da guerra ed alle « roulottes » che servivano da abitazioni alle loro famiglie. In battaglia riuscivano facilmente vincitori per la loro abilità nel maneggiare archi e frecce e nel far roteare una spada di ferro a due tagli, la migliore arma di quei tempi. Dopo essersi stanziati nelle nuove sedi, gli Arii passarono dalla nomade vita di guerra alla coltivazione con sede fìssa e divennero agricoltori. Si divisero le terre conquistate ed ognuno coltivava il suo campo. Era stimato disonorevole mettersi a lavorare la terra altrui a pagamento. Coltivarono l'orzo, l'avena, il grano; impararono a produrre il vino e l'olio. Non conobbero il riso. Dotati di un appetito formidabile, essi prediligevano la carne di maiale e la pappa d'avena; quando una famiglia di sei persone si metteva a tavola «faceva fuori» facilmente un porcellino allo spiedo o un intero capretto.

guerriero ariiCOME VESTIVANO
Quando giunsero dalle loro terre lontane, gli Arii erano un popolo ancora primitivo e vestivano con pelli di animali. Però erano per natura inclini al lusso e alla frivolezza. Così, quando ì loro imperi raggiunsero una grande potenza (come l'Impero Persiano che nel 546 a. C. assoggettò la Lidia, la Babilonia, la Fenicia, la Palestina e l'Egitto), gli uomini indossarono calzoni ricamati, le donne sì copersero di cosmetici e di gioielli. Alti e robusti, gli Arii furono molto orgogliosi della loro pelle bianca e della loro capigliatura bionda. Accentuarono tali caratteristiche fìsiche decolorandosi i capelli e le sopracciglia con ritrovati di loro ideazione e rendendo più chiara la pelle del volto con cosmetici e polveri, simili alla cipria. Perciò entrando in una toro casa era facile trovare occupatissimi a fare toletta, fra ciprie, cosmetici e tinture, le gentili signore ed i feroci guerrieri.

LO STATO E LA FAMIGLIA
Divisi in tribù, gli Arii si riunirono poi in piccoli Stati, governati ciascuno da un re, il quale aveva potere assoluto sui sudditi. Anche nella famiglia il padre aveva diritto di proprietà sulla moglie e sui figli, poteva anche venderli o ripudiarli. La società era divisa in diverse caste tra cui primeggiava quella dei guerrieri, che consideravano un peccato morire nel proprio letto. Orgogliosi della purezza della propria razza, gli Arii cercarono di proteggerla con delle leggi che proibivano il matrimonio sia fra parenti stretti che fra due persone appartenenti a caste diverse. Una legge proibì pure le nozze fra i « nasi lunghi » e cioè gli Arii ed i « nasi larghi » e cioè i Naga ed i Dravida, primitivi abitatori dell'India sui quali si era abbattuta la dominazione ariana. I sistemi per sposare una ragazza erano due: comperarla o rapirla. Questi uomini rozzi e brutali trattavano bene le loro mogli ed avevano un debole per i bambini, che chiamavano « donatori di gioia », « portatori di felicità », « dissipatori delle sofferenze ».

CULTURA E L'ARTE
Gli Arii conoscevano una lingua il cui alfabeto era composto di 36 lettere, ed usavano la penna per scrivere, benché si dimostrassero pigrissimi nel servirsene e fieri nemici detta letteratura. Nella costruzione delle case furono i primi ad escogitare il tetto a doppia pendenza ed a fare uso delle colonne. Abilissimi nel lavorare i metalli, costruirono bellissime armi, decorate come gioielli. Gli Arii furono anche dei discreti commercianti. Dapprima si pagava facendo scambio di merci, poi ci si servì del bestiame come moneta circolante, stabilendo come unità di misura la mucca. Infine fu coniata una pesante moneta dì rame, piuttosto scomoda da portare in giro. Nelle comunicazioni gli Arii furono i primi ad istituire dei regolari servizi di posta a cavallo, facendo sì che gli ordini del re giungessero celermente anche ai sudditi più lontani.

LE LORO CONQUISTE
Dopo avere invaso l'India e la Persia, gli Arii si riversarono, in successive ondate, dal 2000 al 1000 avanti Cristo, anche in Europa. Attraverso i valichi delle Alpi un gruppo di Arii scese in Italia, un altro gruppo in Grecia attraverso l'Illiria e l'Epiro. E così fu gettato il primo seme delle due grandi civiltà mediterranee: la greca e la latina. Poi ecco le orde degli Arii invadere, dal 1000 al 500 a. C, le pianure della Russia, riversarsi nella Francia, nella Germania, nella Spagna, nella Svizzera, e, verso il IV-III secolo avanti Cristo, nel l'Inghilterra. Intelligenti e versatili, gli Arii importarono in Europa il bronzo e diedero a tutti i popoli di cui occuparono le terre la loro lingua e le forme più progredite della loro civiltà. Furono guerrieri, agrcoltori pastori, navigatori, cacciatori. Prima di civilizzarsi completamente mantennero a lungo certe caratteristiche abitudini, come quella della mania per le tinture. Così alcune loro tribù, appartenenti al gruppo dei Celti (che emigrarono in Scozia e in Irlanda tra il VI e il IV secolo avanti Cristo) prima di attaccare battaglia, per incutere timore ai nemici, usavano dipingersi tutto il corpo di azzurro con una tintura vegetale di loro ideazione. E riuscivano infatti ad ottenere un certo effetto, perché, al primo momento, fecero paura anche ai soldati romani condotti da Giulio Cesare alla conquista della Britannia.

LA RELIGIONE
La primitiva religione degli Arii era fatta di superstizione e di magia. Si credeva che nella natura vi fossero molti spiriti buoni e cattivi e si temeva l'influenza malefica degli spiriti malvagi. L'uomo virtuoso, però, non doveva temere gli spiriti del male. Erano considerati divinità il Sole e i principali elementi della natura: il fuoco, l'acqua ecc.
La religione acquistò un tono più elevato col saggio Zoroastro o Zaratustra, autore di sacri libri. Erano venerati Ormuz, la divinità del bene, ed Ariman, la divinità del male, in continua lotta fra di loro. Gli dei erano per gli Arii simili ad esseri umani, con i loro difetti e virtù, come accadde poi in Grecia e a Roma.

(1) Antica
civiltà indiana
(2) Antiche civiltà del Messico
(3) Popolo Arii
(4) La civiltà cretese
(5) Civiltà ellenistica
(6) Civiltà islamica
(7) Civiltà micenea
(8) Etruschi
(9) I Franchi
(10) Popolo ebreo
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-02-2014