Antiche civiltà del Messico

 


QUANDO GLI SPAGNOLI di Cortez, nel 1519, incominciarono la conquista del Messico, pensavano di dover passare attraverso un paese selvaggio e incivile. Ma sii conquistatori spagnoli davanti alle piramidi maya accorsero presto di essere giunti in un paese di grande civiltà. Nel loro cammino attraverso il messico, invece di trovare villaggi di capanne, videro città grandi e belle. Bellissima soprattutto era la capitale, Città del Messico, realizzata in una zona lacustre e tutta attraversata da canali.
La città aveva grandi giardini e edifici. Al centro della città si trovava il Teocalli (casa del dio), un grande tempio con grandi scalinate e molte sculture.

TOLTECHI MAYA AZTECHI
Prima dell'arrivo degli spagnoli si erano succedute in Messico 3 grandi civiltà: la civiltà dei Maya, quella dei Toltechi e quella degli Aztechi. Queste civiltà del passato ebbero in comune alcune usanze, principalmente quella di erigere grandi piramidi con lunghissime scalinate che arrivavano fino sulla sommità: qui c'era una grande piazza dove stava l'altare; su di esso si facevano sacrifici agli dei, i più importanti conosciuti con nomi diversi a seconda del popolo, e simboleggiavano Sole e Luna.
Le costruzioni degli edifici avvenivano sempre ogni cinquantadue anni. Questi popoli supponevano che, passato questo periodo di tempo, il mondo finisse. Questa credenza della gente, fece si che i sacerdoti avessero una grande portenza. Con in nobili, furono i padroni indiscussi. Abitavano comode e solide case realizzate su colline, mentre sotto vi erano le misere case in legno della gente comune.
Le tasse che la popolazione era obbligata a pagare erano alte. Ed oltre questo il popolo era obbligato, col lavoro, fabbricare le dimore dei nobili e i templi degli dei.

UN'ANTICA CITTÀ DEI TOLTECHI
Nel 1931 furono eseguiti degli scavi presso il Monte Alban e furono ritrovate piramidi, templi, torri e muraglie, evidenti avanzi di un'antica città. In questa località fu trovato, tra l'altro, uno stadio con 120 file di gradini di pietra: nemmeno il Colosseo poteva contenere tanta gente. Nelle tombe e nelle rovine di Monte Alban si ritrovarono preziosi mosaici, affreschi e numerosi monili, soprattutto fermagli, anelli, collane, orecchini.
Prima di lasciare il Messico per nascondersi nel territorio della penisola dello Yucatàn, i Toltechi interrarono alcune delle loro città. Solamente per questo lavoro possiamo avere un'idea dell'organizzazione di questo antico popolo. Bisognava infatti di coprire completamente di terra interi edifici che arriavavono talvolta a misurare quaranta metri di altezza, altezza che avevano alcune piramidi a gradini.


LE CITTÀ DEI MAYA
Un curioso costume dei Maya consisteva nell'abbandonare le città. Dopo alcuni anni, il popolo Maya abbandonavano le loro abitazioni, i templi, e tutto quello che avevano nelle città senza prendere nulla e partivano verso altre terre. Arrivati nel nuovo sito, incominciavano la costruzione delle nuove case. Le città abbandonate col passare del tempo venivano aggredite dalle piante che a poco alla volta le sommergeva totalmente. Gli esploratori odierni hanno trovato città antiche del popolo Maya in foreste impenetrabili.
L'interpretazione più logica di questo comportamento di migrazione periodica, è che i Maya, anche se parecchio civilizzati, non erano a conoscienza di un'attrezzo semplice ma utile per sviluppare la civiltà: l'aratro. Per coltivare i campi, i Maya foravano con dei pali la terra quindi seminavano. Normalmente era il granturco, che maturava, ma la terra non dissodata si impoveriva e i contadini erano allora obbligati a spostarsi ogni anno più lontano dalle loro case alla ricerca di nuovi campi per le colture.
Con il trascorere degli anni, le coltivazione erano troppo lontane dalla città: si rendeva quindi necessario migrare verso altre terre e costruirvi una nuova città.

IL CALENDARIO MAYA
Il calendario Maya veniva calcolato sulla osservazione del movimento degli astri. L'anno era di 365 giorni; i mesi erano 18, ed ogni mese era formato da 20 giorni. Restavano cinque giorni per completare l'intero ciclo di un anno.

SCULTURE DEI MAYA
I templi e gli obelischi del popolo Maya erano decorati da sculture molto strane: i volti e le raffigurazioni umane erano deformi e assomigliavano a mostri; c'erano inoltre draghi e uccelli, ma quasi sempre c' era il serpente piumato, raffigurato su ogni grande edificio, questo era il simbolo di una delle divinità dei Maya.

CIVILTÀ AZTECA
Al tempo dei conquistatori spagnoli, l'impero azteca era assai potente e molto ben organizzato.
Gli Aztechi erano capaci di fabbricare carta con fibre dell'agave, lavoravano i metalli, tessevano stoffe e lavoravano le pelli degli animali. Gli edifici pubblici degli aztechi erano ricoperti da pietre e impreziositi da alcuni mosaici e sculture.
Il popolo Azteca fu molto religioso: adoravano molte divinità, tra queste Huitzilopochtli e Quetzalcoatl. I rituali religiosi furono però molto crudeli. Le vittime umane erano sacrificate senza alcuna pietà per offrire il cuore agli dei. I conquistatori spagnoli in una costruzione accanto ad un tempio, trovarono 136 000 crani umani appartenuti alle vittime di sacrifici per gli dei. Dopo l'arrivo dei conquistatori Spagnoli, la civiltà del popolo Azteca decadde molto rapidamente. I loro templi vennero distrutti o abbandonati o riconvertiti in chiese.

LE PIRAMIDI DEL NUOVO MONDOdanzatore in costume azteco
NUMEROSI sono stati i popoli antichi che hanno avuto una vera passione per le costruzioni altissime, certamente perché esse si avvicinavano al cielo, ove abitavano i loro dei. Non essendo in grado di risolvere i problemi di stabilità imposti da una costruzione a pareti verticali, come una torre o un grattacielo, questi popoli si dedicarono alla costruzione di piramidi. E, per poter raggiungere considerevoli altezze, eccoli impegnati a costruire piramidi sempre più enormi, che costavano loro un incredibile dispendio di lavoro e di materiali. Sorsero così le ziggurat della Mesopotamia, tra cui è a tutti nota la torre di Babilonia, le piramidi d'Egitto, che sono oggi i più famosi monumenti della Terra, i teocalli del Messico e dello Yucatàn.
A una cinquantina di chilometri a nord di Città del Messico si trova la zona archeologica di Teotihuacan, la più ricca di monumenti di tutto il Messico. Davanti alle rovine che vi sorgono anche il turista più corazzato contro tutte le visioni emozionanti rimane preso da un senso di rispetto e quasi di terrore. Qui si vede quale enorme tributo gli uomini possano offrire a una divinità crudele per placarne la terribile ira. Tutte le imponenti costruzioni che si sono trovate in questo luogo sono infatti dedicate al culto delle mostruose divinità azteche. Sulla sommità di queste piramidi i sacerdoti aztechi, con un coltello di pietra, aprivano il petto delle vittime umane, vive, ne estraevano il cuore e lo deponevano, ancora caldo e palpitante, sull'altare. Ai piedi della piramide il popolo assisteva e sperava, a questo prezzo, di essersi guadagnata la benevolenza del dio. Purtroppo anche i prigionieri venivano sacrificati a queste divinità assetate di sangue. I soldati spagnoli che, guidati da Cortez, nel 1519 si avventurarono alla conquista del Messico, poterono vedere, da lontano, i loro compagni caduti prigionieri degli Aztechi, subire questa tragica fine. Possiamo dunque scusarli se, una volta divenuti padroni del paese, si diedero come furie alla distruzione di questi monumenti che noi, oggi, consideriamo opere d'arte, ma che per essi costituivano un orrendo ricordo. La più imponente di queste piramidi è quella dedicata al dio Sole. Questo enorme cumulo di pietre e mattoni raggiunge l'altezza di m 61 ; alla base misura m 305 e alla sommità c'è una piattaforma di m 30 di lato. Le pareti (che hanno una pendenza di 45°) sono interrotte da quattro grandi terrazze. Per la salita vi sono, su un lato, ampie scalinate. L'enorme peso della costruzione stessa ha fatto sì che i mattoni di argilla di cui è costruita si unissero a formare un unico enorme blocco ; il suo volume è di un milione di metri cubi. Un bel lavoro per un popolo che non aveva neppure inventato la ruota! Attualmente gli Indios messicani usano rievocare, ad uso dei turisti, alcune feste e cerimonie religiose degli antichi Aztechi. Nella nostra illustrazione ne mostriamo uno che indossa il variopinto costume e la ricca acconciatura, usati per tali spettacoli. La foggia di questi abbigliamenti ci è nota attraverso numerose pitture trovate in monumenti antichi. I primi conquistatori spagnoli riferirono che gli Aztechi attribuivano più valore alle piume dei loro copricapi che all'oro e alle gemme.
Le piramidi del Messico non hanno tutte la stessa identica forma. Le più antiche erano addirittura circolari.

COME NELLE PIRAMIDI EGIZIANE
Molte di queste piramidi sorgono in mezzo alla foresta tropicale e la vegetazione le ha quasi completamente sommerse. Una di esse venne riportata alla luce nel 1949. Sulla sua sommità sorgeva il piccolo tempio delle Epigrafi, con una scala che scendeva verso l'interno. A 24 metri di profondità gli archeologi penetrarono in una cripta dove era conservato lo scheletro di un uomo con il volto coperto da una maschera, La piramide, dunque, non era che il mausoleo di un re maya. Proprio come le piramidi d'Egitto, mausolei dei faraoni. Qualcuno risolverà forse, un giorno, il mistero di questa strana somiglianzà?

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-02-2014