Vasco da Gama

 

NEL SECOLO XV le conoscenze geografiche del nostro globo erano ancora assai limitate: la parte del mondo di cui si conosceva con sicurezza l'estensione e la forma era soltanto l'Europa. Dell'Asia e dell'Africa, i due altri continenti di cui si sapeva l'esistenza, si avevano cognizioni molto imperfette. Nessun geografo poteva essere in grado allora di dare precise nozioni sull'estensione e sulla forma di questi due continenti.
Si credeva che l'Africa fosse più corta di quanto lo è realmente e che quindi le sue coste occidentali piegassero subito verso sud-est. In base a questi due concetti errati, ai quali si aggiungeva, però, quello giusto che le acque dell'Oceano Atlantico dovessero comunicare con quelle dell'Oceano Indiano, si fece strada l'idea che, navigando lungo le coste occidentali dell'Africa, si dovesse giungere nello Oceano Indiano e quindi alle Indie. Queste erano le famose terre delle spezie (canfora, pepe, zenzero, cannella, noce moscata), prodotti tanto richiesti dai Paesi dell'Occidente. Fino allora, i prodotti delle Indie giungevano costosissimi in Europa, dopo un lunghissimo viaggio per la maggior parte fatto per via di terra. Fortunato dunque quel Paese dell'Europa che fosse riuscito per primo ad arrivare per la via di mare alle Indie accaparrandosi quei mercati. I primi navigatori che si spinsero audacemente ad esplorare le coste dell'Africa, con l'intento di cercare il passaggio verso est, furono, nel 1291, i genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi; ma essi non fecero mai ritorno. Nel 1455, il veneziano Aloise di Ca' de Mosto e il genovese Antoniotto Usodimare ritentarono l'impresa; ma, raggiunte le Isole di Capo Verde, tornarono indietro. La gloria di raggiungere l'estremo limite dell'Africa e di entrare nell'Oceano Indiano, che veniva allora chiamato Mare delle Indie, era riservata al portoghese Bartolomeo Diaz. Egli compì l'audace viaggio nel 1487. Poiché quando giunse alla punta estrema meridionale dell'Africa fu assalito da terribili tempeste, Bartolomeo Diaz le diede il nome di Cabo tormentoso (Capo delle Tempeste). Il re del Portogallo Giovanni II, ormai certo che la via per le Indie fosse aperta, mutò il nome del Capo delle Tempeste in quello augurale di Cabo da Boa Esperanca (Capo di Buona Speranza). Venuto a conoscenza dell'audacissimo viaggio di Cristoforo Colombo, il re del Portogallo, Emanuele, si decise ad inviare una grande spedizione che, seguendo la strada aperta da Bartolomeo Diaz, raggiungesse finalmente le Indie.
L'onore di comandare tale importante spedizione fu dato a un giovane portoghese di ventotto anni: Vasco da Gama.
Le caravelle che presero parte al grande viaggio furono quattro. La nave ammiraglia, sulla quale viaggiò Vasco da Gama, era la San Gabriel. Paolo da Gama, fratello di Vasco, comandò la San Rafael; Nicol Coelho la Berrio e Goncalo Nunes la nave che trasportò gli approvvigionamenti della spedizione. Chi procurò il denaro per una impresa così costosa fu la banca fiorentina dei Sernigi, di cui i re del Portogallo erano clienti.

IL VIAGGIO DI VASCO DA GAMA
8 luglio 1497: le navi destinate alla grande impresa salpano dal porto di Lisbona. Tra i 160 uomini che compongono la spedizione vi è anche Bartolomeo Diaz. Per incarico del re, egli deve recarsi a Mina, una località sulla costa settentrionale del Golfo di Guinea, per dirigere un'importante casa di commercio di quella colonia portoghese.
14 luglio: dopo aver doppiato l'isola di Madera, le caravelle giungono in vista del Capo Nào e superano il vicino capo Bojador (sinuoso). Questo punto venne chiamato finis Africae, ossia estremo limite dell'Africa, fino al 1434, anno in cui il navigatore Gil Eannes riuscì a superarlo. Si credeva che oltre quel Capo le navi venissero inghiottite da mostri orribili o distrutte da terribili tempeste. Il seguente detto marinaresco esprimeva quanto fosse temuto quel tratto di costa africana compresa tra i due Capi:
Quem dobrar o cabo de Nào voltarà ou nào!
(chi tocca rl Capo di Nào non tornerà più).
16 luglio: le caravelle gettano l'ancora in una baia dell'isola di San Iago, nell'arcipelago di Capo Verde. Qui, Bartolomeo Diaz si separa dagli uomini della spedizione e prosegue il viaggio per la Guinea Portoghese. Verso la fine di luglio. Vasco da Gama da ordine di riprendere il viaggio.
Metà ottobre: dopo settimane e settimane di navigazione nell'Oceano, durante le quali una violenta tempesta minaccia di schiantare la San Gabriel, le caravelle oltrepassano la linea dell'Equatore. Si trovano quindi in quell'emisfero della Terra in cui, secondo i dotti antichi, se una nave si fosse avventurata, sarebbe precipitata negli abissi. Primi di novembre: Terra! Terra! gridano le vedette. Dopo 7 000 chilometri d'oceano, un tale grido fa esultare di gioia. Vasco da Gama ordina di sbarcare in una baia alla quale da il nome di Sant'Elena. Dopo pochi giorni la navigazione riprende.
20 novembre: l'estremo limite dell'Africa è raggiunto: le vedette avvistano il Capo di Buona Speranza.
Secondo un'antica leggenda, la possente mole rocciosa di questo Capo era abitata dal gigante Adamàstore, il Genio delle tempeste. Si diceva anche che Adamàstore scatenasse la sua furia per dare la morte a tutti quei temerari che tentassero di avventurarsi nei pressi della sua dimora. Ma dopo l'audace viaggio di Bartolomeo Diaz, quale valore poteva ancora avere una simile leggenda? E difatti, senza alcun timore, Vasco da Gama da ordine di doppiare il tanto temuto Capo. Ormai le quattro caravelle si trovano di fronte all'Oceano Indiano, il cosiddetto Mare delle Indie.
Natale 1497: costeggiata la sponda orientale del continente africano, le caravelle gettano le ancore in una baia alla quale, data la ricorrenza del giorno, Vasco da Gama pone il nome di Porto Natal.
7 gennaio 1498: navigando ancora lungo la costa, le caravelle si trovano in vista di un fiume, sulle cui acque navigano molte navi a vela condotte da negri. Vasco da Gama viene a sapere che essi sono i Cafri, gli abitanti del potente regno di Monomotapa di cui è re il negro Monoemugi. Poiché quei negri si mostrano molto cordiali con i suoi uomini, Vasco da Gama da alla regione ospitale il nome di Terra do bona gente.
Metà febbraio: le caravelle portoghesi calano le ancore alla foce dello Zambesi. Vasco da Gama viene a sapere che in quel territorio vengono a commerciare gli Arabi e che le Indie non sono Sconosciute a quelle popolazioni negre. Lieto per le notizie avute, egli da a quel fiume il nome di Rio dos bonas Sinaes (fiume dei buoni presagi).
14 aprile: dopo aver sostato alcuni giorni a Mozambico, i Portoghesi fanno una nuova sosta a Mombasa.
A questo punto ci si potrebbe chiedere perché Vasco da Gama continui a navigare lungo la costa africana invece di puntare verso le Indie. La ragione è che egli ha anche avuto l'incarico di rilevare la configurazione della costa orientale dell'Africa e di fissarne sulla carta il contorno. Dalle sue osservazioni si sarebbe potuto disegnare una carta geografica del continente rispondente alla realtà.
20 maggio: salpati dal porto di Melinda ai primi di maggio, le caravelle gettano le ancore a Calicut, sulla costa del Malabàr, all'alba del 20. Dopo oltre 10 mesi di viaggio la grande meta è raggiunta. La via marittima per le Indie Orientali è finalmente scoperta!

AMMIRAGLIO DELLA MARINA PORTOGHESE
II regno di Malabàr era uno dei tanti staterelli in cui era suddivisa allora l'India. L'imperatore di Malabàr veniva chiamato Samudrin (signore del mare). Calicut era allora uno dei principali centri del commercio orientale. Mercanti arabi, algerini, tunisini ed ebrei vi giungevano con le loro navi per caricare i prodotti dell'Oriente e trasportarli, per la via dell'Egitto, verso i porti del Mediterraneo. Vasco da Gama ottenne dal Samudrin il permesso di commerciare in India. Ma i mercanti arabi, i quali vedevano nei Portoghesi dei temibili concorrenti, tanto fecero che riuscirono a sollevare contro di loro la popolazione indigena. Vista l'impossibilità di poter rimanere in India, il 5 ottobre 1498 Vasco da Gama riprese la via del ritorno. Nel settembre del 1499, il grande navigatore portoghese rientrava nel porto di Lisbona. Le accoglienze furono trionfali: il re lo nominò Conte di Vidigueira e Ammiraglio della Marina portoghese. Sulla tomba di Vasco da Gama si possono leggere le seguenti parole:
QUI GIACE IL GRANDE NAVIGATORE DON VASCO DA GAMA,
CONTE DI VIDIGUEIRA, AMMIRAGLIO E CELEBRE
SCOPRITORE DELLE INDIE ORIENTALI.

(165) Scipione
l'Africano
(166) Socrate
(167) Spartaco
(169) Tamerlano
(170) Temistocle
(171) Thomas
Alva Edison
(172) Tito Livio
(173) Vasco
da Gama
(174) Vercingetorige
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014