Temistocle

 

GLI ATENIESI difenderanno la loro città con mura di legno, aveva pronosticato l'oracolo di Delfi, santuario dedicato al dio Apollo, al quale i Greci si rivolgevano per conoscere il futuro. Ma le mura di legno non offrivano certo maggiore sicurezza di quelle di pietra. Come dovevano essere interpretate dunque quelle parole? Le opinioni erano discordi: taluni pensavano di circondare l'Acropoli, cioè il centro elevato della città, con palizzate; Temistocle affermò invece che Atene avrebbe dovuto essere difesa dalle navi, costruite appunto in legno. I fatti dimostrarono che egli aveva ragione.

SAGGEZZA DI TEMISTOCLE
Nato ad Atene forse nel 525 avanti Cristo, Temistocle apparteneva ad una famiglia povera, ma di discendenza nobile, perciò potè raggiungere con la sua grande intelligenza alte cariche pubbliche. La sua carriera ebbe inizio poco prima delle guerre persiane. Di carattere energico, dotato oltre che di intelligenza anche di ostinata volontà, si rivelò ben presto pronto a compiere grandi azioni per conquistare gloria e potere. Da giovane, ascoltava distrattamente i consigli che gli venivano dati per migliorare il suo contegno, il suo modo di conversare o la sua cultura; ma non perdeva una sillaba se i suggerimenti potevano facilitare i suoi affari o insegnargli nuove astuzie.
L'Impero Persiano minacciava a quei tempi la libertà della Grecia. Temistocle intuì che Atene poteva salvarsi solo rinforzando la sua flotta, con cui avrebbe difeso le coste della penisola. Infatti la Grecia, che offre un grande sviluppo costiero, è esposta agli attacchi dal mare; solo una potente marina da guerra poteva allontanare questo pericolo.
Divenuto capo dello Stato, egli fece costruire un grande porto militare: il Pireo. Convinse poi gli Ateniesi a rinunciare alle rendite delle miniere di argento del monte Laurio per costruire con quei denari cento navi da guerra, dette triremi perché a tre ordini di remi. Impegnò ogni cittadino ricco ad assumere a suo carico, per un anno, tutte le spese relative ad una nave. Così, in un anno, si potè realizzare la costruzione di cento navi. Non vi era molto tempo da perdere: nel 481 il re dei Persiani, Serse, stava infatti preparandosi ad attaccare la Grecia con un esercito Busto in marmo di Temistocleimmenso, dicono di un milione e
700 000 soldati e 2000 navi. Quando l'esercito si fermava per mangiare, la città che l'ospitava era completamente rovinata: il suo mantenimento per un giorno costava una somma equivalente oggi a 600 milioni di lire!
Per facilitare il passaggio in Grecia delle truppe, il re aveva fatto costruire due ponti di navi sull'Ellesponto, l'odierno stretto dei Dardanelli; inoltre aveva fatto addirittura perforare il monte Athos per rendere più rapide le comunicazioni fra le sue truppe. La flotta greca era composta da circa 380 navi da guerra; l'esercito contava 75 mila soldati. Il confronto si preannunciava dunque disastroso per i Greci. Solo la saggezza e la previdenza di Temistocle poterono salvare la Grecia dalla spaventosa invasione. Ispirato dall'oracolo di Delfì, egli fece sgomberare la città, affidandone la difesa alle navi.
Un esercito, comandato dal re spartano Leonida, fu inoltre inviato al passo delle Termopili per arrestare l'avanzata del nemico; alcuni Greci però li tradirono, rivelando ai Persiani un passaggio segreto che permise loro di accerchiarli. Nonostante l'eroica resistenza, Leonida fu ucciso con tutti i suoi uomini. La via era libera: Atene venne saccheggiata.

LA BATTAGLIA DI SALAMINA
Quando i Greci seppero della sconfitta delle Termopili, radunarono la flotta nei pressi dell'isola di Salamina, davanti ad Atene. Le navi persiane li raggiunsero e i Greci, atterriti dal numero stragrande degli avversari, volevano ritirarsi. Toccò a Temistocle salvare la situazione con uno stratagemma. Mandò un suo servo fidato da Serse; costui si finse un traditore e confidò al re dei Persiani che i Greci si preparavano a fuggire al mattino seguente; egli doveva dunque attaccarli subito.
Al mattino infatti i Greci si trovarono circondati dalle navi persiane: Temistocle era riuscito a costringerli a
combattere! Le navi nemiche erano impacciate dal loro stesso numero: nel muoversi si urtavano, si danneggiavano, si comunicavano il fuoco degli incendi, mentre le navi greche più mobili, più basse, si rivelarono ben presto superiori e vinsero la grande battaglia. La flotta persiana, decimata, fuggì verso l'Ellesponto, e Temistocle potè rientrare ad Atene, soddisfatto della vittoria e circondato dall'ammirazione dei Greci. Era l'anno 480 avanti Cristo.

L'ESILIO
La gloria di Temistocle non doveva durare. Alcuni cittadini, invidiosi della sua popolarità, convinsero gli Ateniesi che egli, avido di potere, avrebbe tolto loro ogni libertà. Venne così condannato all'esilio. Finì alla corte del re persiano Arfaserse, ove rimase molti anni come ospite. Nel 461 il re persiano decise di attaccare ancora la Grecia; conoscendo il valore di Temistocle, egli invitò l'ateniese ad assumere il comando della flotta. Temistocle non voleva mostrarsi ingrato verso il re che lo aveva ospitato per tanti anni; ma, nello stesso tempo, non si sentiva di tradire la sua Atene. Sembra allora che il valoroso ateniese si sia ucciso. Cosi, per la seconda volta, salvò la libertà di Atene.

(161) San Pietro
(162) Sant'Agostino
(163) Sant'Ignazio
(165) Scipione
l'Africano
(166) Socrate
(167) Spartaco
(169) Tamerlano
(170) Temistocle
(171) Thomas
Alva Edison
 
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014