Spartaco

 

SPARTACO nacque in Tracia, antica regione della Penisola Balcanica.
La Tracia venne conquistata da Roma, quindi anche Spartaco, divenuto adulto, dovette arruolarsi fra le truppe traciche nell'esercito romano. Spartaco era di carattere forte e generoso, desideroso di libertà; non potendo sopportare di servire i conquistatori disertò dall'esercito e fuggì sulle montagne. Ben presto però venne catturato e condannato ai... divertimenti gladiatori: cioè a rischiare la vita combattendo con le belve nel circo.

A ROMA
Erano tempi gravi per Roma. Da poco (78 avanti Cristo) era morto Silla ed il Senato non riusciva più a domare le scorrerie dei pirati che infestavano i mari e nemmeno le frequenti sollevazioni degli schiavi. Talvolta queste sollevazioni erano preparate dagli stessi ricchi romani, i quali, approfittando del disordine, guidavano bande di schiavi al saccheggio e alla devastazione: tutto per ingrandire le loro terre e le loro ricchezze. Per gli schiavi, invece, rimaneva solamente il duro lavoro, senza alcuna ricompensa, oppure la morte nel circo, sotto i morsi di una belva inferocita.

A CAPUASpartaco in catene
Spartaco venne condotto a Capua, in un campo di addestramento per gladiatori, insieme ad altri disgraziati. Egli, intelligente e coraggioso, d'animo nobile, era ben diverso dai suoi compagni di sventura, rozzi e brutali. Un giorno, approfittando della distrazione delle guardie, radunò alcuni suoi compagni di catene e disse loro: Poiché si deve combattere, perché invece di uccidere le belve, non combattiamo contro i nostri crudeli padroni? L'idea piacque e venne da tutti approvata. Nella notte, col favore delle tenebre, questi uomini disperati tentarono di fuggire armati di coltelli, di zappe e di bastoni; vennero però sorpresi e solo ottanta riuscirono a porsi in salvo, nascondendosi fra i boschi del Vesuvio. Qui proclamarono i loro capi: Spartaco e due giovani celtici. La notizia di questa fuga ben presto si diffuse e le schiere di Spartaco si ingrossarono rapidamente, perché altri schiavi, sfuggiti ai loro padroni, accorsero da più parti. Si radunarono così circa 70 000 ribelli. Il Senato romano allora, per distruggere queste bande di ribelli, mandò contro di loro le sue milizie, che però dovettero ripiegare sconfitte. In tal modo gli schiavi poterono aumentare la loro riserva di armi raccogliendo quelle lasciate sul campo di battaglia dai romani sconfitti. Il Senato era alquanto preoccupato perché non riusciva a porre termine ai saccheggi e alle scorrerie di questi schiavi. Il desiderio di Spartaco non era quello di distruggere e di devastare, bensì quello di portare gli schiavi oltre le Alpi, nei loro paesi d'origine, per lasciarli nuovamente liberi. I suoi compagni però, inebriati dalla gioia della vittoria, lo spinsero a compiere saccheggi nel territorio italiano.
Il Senato si decise allora a mandare contro di lui un grande esercito formato da circa 40 000 uomini, sotto il comando di Crasso.
Spartaco, incalzato dall'esercito romano, si portò, con le sue truppe, sulla punta estrema della Calabria. Di qui avrebbe voluto salpare per la Sicilia per mezzo di navi corsare. Sperava di fare insorgere gli schiavi dell'isola. I corsari però, accettato il compenso, fuggirono senza compiere il trasporto. Crasso intanto attuò un ardito disegno: costruire sull'estremo istmo della penisola un vallo trincerato, che doveva collegare la costa tirrenica con quella ionica. In questo modo agli schiavi veniva chiusa ogni via di rifornimento.
Spartaco, vistosi perduto, decise di rompere la cerchia nemica che lo assediava. In un primo momento riuscì; ma poi le forze nemiche lo pressarono da ogni parte. Prima di lanciarsi nella disperata battaglia, per far capire ai suoi soldati la gravita del momento, uccise il proprio cavallo dicendo: Se vinceremo, di cavalli ne avremo in quantità, se saremo sconfitti non avrò bisogno neppure di questo.
Attorno a lui la lotta si fece accanita. Il valoroso gladiatore continuò per parecchio tempo a menare colpi contro i nemici che gli si ammassavano addosso. Gravemente ferito seguitò ancora a combattere, finché venne sopraffatto e ucciso. Si era nell'anno 71 avanti Cristo. Il Senato, per ammonire gli schiavi, volle che lungo la via, che da Capua conduce a Roma, fossero crocifissi ben seimila schiavi, lasciandoli esposti per lunghi mesi.

(158) San Giovanni Battista
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(160) San Paolo
(161) San Pietro
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(163) Sant'Ignazio
(165) Scipione
l'Africano
(166) Socrate
(167) Spartaco
(169) Tamerlano
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014