Raffaello Sanzio

 

AUTUNNO DEL 1508. Alcuni valenti pittori, tra i quali il Perugino, il Sodoma e Lorenzo Lotto, sono intenti da più di un anno ad affrescare le volte e le pareti delle Stanze Vaticane, che formano l'appartamento di papa Giulio II. Mentre essi stanno lavorando alacremente e hanno già portato a buon punto i loro affreschi, giunge a Roma un giovane pittore. Egli è stato invitato personalmente dal Papa, dietro consiglio del grande architetto Bramante, a lavorare con questi pittori. Non appena Giulio II vede i primi saggi del giovane artista, accade una cosa straordinaria: egli ne è tanto entusiasta che immediatamente da ordine di distruggere gli affreschi già fatti e di affidare la decorazione delle Stanze soltanto al nuovo pittore. Questi è Raffaelìo Sanzio da Urbino.

ALLA SCUOLA DEL PERUGINO
La vita di Raffaello fu breve e interamente dedicata all'arte. Egli nacque a Urbino nell'anno 1483 da Giovanni Santi, Raffaello Sanzio autoritratto da giovaneun pittore che si era acquistata una discreta fama.
Il primo maestro di Raffaelìo fu lo stesso suo padre. Ma questi lo potè seguire solo per pochi anni, perché nel 1494 cessò di vivere. Alla morte del padre, Raffaello aveva appena 11 anni, ma aveva già dimostrato una particolare inclinazione per la pittura. Fu così che lo zio paterno, il quale si era preso cura di lui, decise di mandarlo alla bottega del pittore Timòteo Viti. Alla scuola di questo artista, Raffaelìo fece in poco tempo enormi progressi. Non ancora diciassettenne, dipinse un quadro (II sogno del cavaliere, attualmente nella Galleria Nazionale di Londra) che il Viti giudicò una pregevolissima opera d'arte. Ma Raffaello sapeva di avere ancora molto da imparare. Decise allora di recarsi a Perugia per studiare alla bottega di Pietro Vannucci (soprannominato il Perugino), uno dei più grandi pittori dell'epoca. Il Perugino era famoso per la grazia e la soavità che trasparivano dai suoi dipinti. Ebbene, Raffaelìo assimilò ben presto l'arte del Perugino.
Le opere da lui compiute fino al 1504, e cioè nel periodo della sua permanenza a Perugia, rivelano chiaramente che egli si è ispirato allo stile del suo maestro.
Tra i più noti lavori di questo periodo ricordiamo la Crocifissione (conservata nella Galleria Nazionale di Londra), lo Sposalizio della Vergine (Pinacoteca di Brera in Milano) e il San Sebastiano (Accademia Carrara di Bergamo). Basta confrontare La consegna delle chiavi del Perugino con lo Sposalizio della Vergine per rendersi conto fino a che punto Raffaello si sia ispirato al maestro. Ma non era affatto un'imitazione: in queste prime opere si rivelo già la mano di un artista di genio, il suo tocco personale.
la Deposizione di Cristo di Raffaello Sanzio Particolare
A FIRENZE
A quel tempo il centro dell'arte e della cultura era Firenze. Grazie soprattutto al mecenatismo della famiglia dei Medici, tutti i migliori artisti dell'epoca avevano preso dimora in quella città. Quando Raffaello giunse a Firenze (forse verso la fine del 1504), si trovavano nella città i due più grandi artisti di quel tempo: Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Dall'arte di questi due colossi il ventenne pittore di Urbino seppe trarre non poco profìtto. Durante il soggiorno a Firenze, e cioè dal 1504 al 1508, Raffaello compose alcune tra le sue migliori opere: le splendide Madonne (particolarmente celebri quelle cosiddette del Granduca, la bella giardiniera e la Madonna del baldacchino ), la Deposizione di Cristo (in cui è riconoscibile l'influenza di Michelangelo) e parecchi ritratti (nei quali si nota che Raffaello non è rimasto insensibile all'arte di Leonardo).

LE STANZE
Grazie alla grande fama che si era andata acquistando a Firenze, Raffaello venne chiamato a Roma da papa Giulio II (autunno del 1508). Qui, come abbiamo detto all'inizio, gli fu affidato l'incarico di affrescare le Stanze Vaticane. Possiamo senz'altro pensare che tale incarico dovette per un momento sgomentare il giovane Raffaello. Egli sapeva benissimo che c'era da correre il rischio di sfigurare di fronte al sommo Michelangelo, che aveva iniziato ad affrescare le volte della Sistina.
Ma, ad opera compiuta (anno 1514), Raffaello non sfigurò affatto. Gli affreschi delle Stanze gli assicurarono giustamente una fama universale. I due affreschi più noti sono la Disputa del SS. Sacramento e la Scuola d'Atene. Nel 1514, papa Leone X (succeduto a Giulio II) affidò a Raffaello la continuazione della fabbrica di San Pietro. Ed anche in qualità di architetto Raffaello seppe dare un'ottima prova. Da allora, pressato da continue commissioni, la sua attività artistica divenne prodigiosa.
Dal 1517 al 1519, con i suoi discepoli (ormai Raffaello faceva scuola), decorò le Logge Vaticane. Nel frattempo portò a compimento il celebre ritratto di papa Leone X e molti altri lavori di gran pregio. L'ultima sua grande opera fu La trasfigurazione di Cristo; ultima e incompiuta, perché mentre era intento a quest'opera Raffaello cessava improvvisamente di vivere (6 aprile del 1520).

(138) Oliver
Cromwell
(139) Ottaviano
e Marco Antonio
(140) Otto I imperatore
(141) Otto
Von Bismarck
(143) Pierre Laplace
(144) Pietro
e Maria Curie
(145) Pitea
(146) Platone
(147) Raffaello
(148) Re longobardi
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014