Pietro e Maria Curie

 

Probabilmente se si chiedesse a una persona di media cultura chi era Manya Sklodowska, essa risponderebbe che non ne ha la minima idea. Eppure, questo è il nome con cui nacque la donna che nel corso di una vita interamente dedicata alla ricerca scientifica ricevette per ben due volte il premio Nobel: Marie Curie. Il nome di battesimo, Manya, venne modificato in Marie allorché la grande scienziata si trasferì a Parigi, abbandonando la natia Polonia; il cognome con cui divenne famosa lo acquisì sposando Pierre Curie, con cui condivise non soltanto la vita privata, ma anche l'attività di ricerca scientifica e il primo dei due premi Nobel.
Manya nacque a Varsavia il 7 novembre 1867, in un periodo difficilissimo della storia della Polonia, sotto il giogo della feroce dominazione russa. Dimostrò ancora giovanissima di essere dotata di un'intelligenza decisamente fuori dal comune: a soli cinque anni era in grado di leggere meglio della sorella maggiore Bronya, e tale era la sua avidità di sapere che spesso si impegnava a leggere i libri della biblioteca paterna, libri che certo non era ancora in grado di capire.
L'infanzia di Manya non fu felice. La famiglia era in difficoltà economiche, causate dal licenziamento del padre, accusato di attività antizarista; e venne colpita da due avvenimenti tragici: la morte della sorella Zosia, ammalatasi di tifo, nel 1873, e, quella della madre, sofferente di tubercolosi ormai da molti anni, nel 1876.
Crescendo, la giovane Manya non deluse le aspettative del padre, perché si distinse costantemente per gli eccellenti risultati scolastici; giunse a diplomarsi all'età di sedici anni, cioè con un anno di anticipo rispetto alla norma, e meritandosi persino la medaglia d'oro. Dopo un periodo di riposo di alcuni mesi passato presso alcuni parenti in montagna, fece ritorno a Varsavia dove cominciò a frequentare un circolo clandestino di giovani patrioti desiderosi di liberare il proprio paese dal dominio dello zar.
Contemporaneamente, dal momento che le condizioni economiche della famiglia Sklodowska continuavano ad essere piuttosto critiche, Manya, assieme a Bronya, cominciò a dare lezioni private. Le due sorelle avevano infatti progerrato di risparmiare una somma sufficiente a pagarsi gli studi universitari in un Paese straniero, dal momento che
in Polonia la legge zarista vietava alle donne l'iscrizione all'Università. Ben presto, però, esse dovettero rendersi conto che con le lezioni private non sarebbero mai riuscite a guadagnare a sufficienza per coronare i loro progetti. A questo punto, Manya propose alla sorella un patto: lei, che era la più giovane, si sarebbe fatta assumere come istitutrice presso una famiglia; in questo modo, non dovendo spendere denaro per mantenersi, avrebbe potuto dare gran parte del suo stipendio a Bronya, per la quale si sarebbero finalmente aperte le porte di una università straniera. Una volta laureatasi, sarebbe toccato a Bronya finanziare gli studi della sorella minore. Così, mentre Manya lavorava presso una ricca famiglia di Varsavia, Bronya potè partire alla volta di Parigi, dove si iscrisse alla facoltà di medicina. Nel 1891, dopo il matrimonio di Bronya con un giovane medico, Manya potè finalmente seguirla.
Studiando assiduamente, Manya, che ormai aveva assunto il nome di Marie, si laureò in fisica nel 1893 con il massimo dei voti, e appena un anno più tardi conseguì una seconda laurea in matematica, con risultati altrettanto brillanti. Contemporaneamente svolgeva attività di ricerca per conto della Società per l'incoraggiamento dell'Industria Nazionale, studiando le proprietà magnetiche dell'acciaio. In questo periodo avvenne l'incontro più importante della sua vita: quello con Pierre Curie. Più anziano di lei di otto anni, anch'egli laureato molto giovane, Pierre Curie a quel tempo si era già fatto notare negli ambienti scientifici parigini grazie ad alcuni brillanti lavori condotti, insieme con il fratello Jacques, sulla struttura dei cristalli, ed era divenuto direttore dei laboratori della scuola di Chimica e Fisica di Parigi. I due giovani si piacquero subito, e meno di un anno più tardi Marie era divenuta la signora Curie.
Dovendo scegliere un argomento per la propria tesi di dottorato, Marie decise di approfondire gli studi di un altro grande fisico, Henri Becquerel (1852-1908), il quale aveva individuato e scoperto le proprietà radioattive dell'uranio. Questo elemento si trova in vari materiali, tra cui la pechblenda. Avendo scoperto che la radioattività della pechblenda era addirittura maggiore di quella dell'uranio allo stato puro, Marie ne dedusse che questo minerale contenesse altri elementi fortemente radioattivi. Dopo molti mesi di lavoro febbrile, in collaborazione col marito, riuscì a individuare uno di questi elementi, cui dette il nome di polonio, in onore della sua patria; l'anno successivo i due coniugi scoprirono un altro elemento radioattivo che chiamarono radio. Fu Marie Curie a usare per la prima volta, nel 1899, la parola radioattività. Cinque anni dopo, nel 1903, grazie a queste scoperte, i coniugi Curie ottennero, insieme a Becquerel, il premio Nobel per la fisica. Ma una tragica fatalità doveva mettere fine alla feconda collaborazione scientifica e al profondo legame affettivo tra i coniugi Curie. Il pomeriggio del 19 aprile 1906 Pierre venne investito da un carro lanciato a gran velocità, e morì sul colpo. Lasciava la moglie con due bambine ancora piccole, Irene, di 9 anni, e Eva, nata solo un anno prima. La Sorbona, anche per venire in aiuto alla giovane vedova, le offrì allora la cattedra di fisica, che fino a quel momento era stata del marito; era questa la prima volta che tale carica veniva assegnata a una donna. Nel 1911, in seguito a ulteriori studi nel campo della radioattività, Marie venne insignita per la seconda volta del premio Nobel, in questo caso quello per la chimica. Gli anni che seguirono furono ricchi di ulteriori grandi soddisfazioni: l'elezione a membro dell'Accademia di Medicina francese, la costruzione dell'Istituto del radio a Varsavia (con la fine della guerra, la Polonia aveva finalmente acquistato l'indipendenza), l'elezione a delegata alla Società delle Nazioni, e molti altri riconoscimenti internazionali. Ma la prolungata esposizione a sostanze radioattive le fu fatale: ammalatasi di leucemia, Marie Curie morì il 4 luglio del 1934, in un sanatorio della Savoia. Soltanto un anno più tardi, la figlia Irene e il marito Frédéric Joliot venivano a loro volta premiati con il Nobel per la chimica.

(135) Nicolò Copernico
(136) Nino Bixio
(137) Odoacre
(138) Oliver
Cromwell
(139) Ottaviano
e Marco Antonio
(140) Otto I imperatore
(141) Otto
Von Bismarck
(143) Pierre Laplace
(144) Pietro
e Maria Curie
(145) Pitea
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014