Odoacre

 

ODOACRE VISSE in uno di quei periodi storici in cui chi si impadroniva di un importante posto di comando diffìcilmente finiva i suoi giorni nel proprio letto. Egli stesso non fece eccezione alla regola. A suo onore, si deve dire che resìstette parecchio; governò in Italia, di fatto, come un vero e proprio re o se si vuole imperatore, dal 476 al 489. La lunga durata del suo regno la dovette alla sua abilità di diplomatico e abile temporeggiatore.


LA VITA
Odoacre era probabilmente sciro di origine e figlio di un generale di Attila, un certo Edico. Nacque nel 434 e sin da giovinetto visse la vita del soldato militando sotto i vari generali barbari che imponevano il loro volere agli imperatori romani. Ormai, lo stesso esercito romano era costituito in massima parte da soldati barbari guidati da capi ambiziosi e audaci. Gli imperatori venivano mutati con una rapidità incredibile, secondo il predominio di una o dell'altra fazione. L'imperatore d'Oriente non poteva far nulla o quasi; l'Impero Romano d'Occidente andava inesorabilmente verso la fine. Molte terre del glorioso impero erano già occupate da Unni, Vandali, Ostrogoti. Solo il rispetto che suscitava ancora il nome possente di Roma frenava l'audacia dei barbari.
Nel 475 è imperatore d'Occidente Giulio Nepote. Egli ordina al suo magister militum, una specie di comandante in capo delle truppe, di condurre tutti i soldati barbari fuori dell'impero, nelle loro terre d'origine. Oreste, tale era il nome del magister militum, sa che le truppe non ubbidiranno ad un simile comando; egli stesso le incita alla rivolta, piomba su Ravenna e fa fuggire Giulio Nepote. Poi, non volendo compromettersi troppo assumendo direttamente le insegne imperiali, mette sul trono colui che sarà l'ultimo imperatore d'Occidente, il figlio giovinetto Romolo Augusto chiamato poi Augustolo, cioè appunto il piccolo Augusto.odoacre
Ma subito dopo, Oreste segna il proprio destino negando alle truppe ciò che da tempo volevano, un terzo delle terre d'Italia. Viene il momento di Odoacre. Egli aveva imparato l'arte di provocare la guerra civile e la rivolta, era astuto e deciso; i barbari lo acclamano loro capo, ribellandosi a Oreste, il quale fugge e viene ucciso a Piacenza. Come si comporta Odoacre verso l'imbelle Augustolo? Egli mostra tatto e saggezza verso l'imperatore deposto; lo manda a vivere in una villa bellissima sul golfo di Salerno, assegnandogli una pensione di ben 6000 scudi. Immediatamente dopo, informa l'imperatore d'Oriente, Zenone, che lui, Odoacre, si sottomette ai voleri di Costantinopoli; vorrà essere soltanto patrizio, cioè una specie di governatore, di ciò che resta dell'Impero d'Occidente. Fa dire a Zenone che non occorre un altro imperatore, ne basta uno. Zenone, da perfetto bizantino, trovò da cavillare sulla legittimità della nomina di Odoacre, ma aveva ben poco da scegliere.
Dal 476, anno della deposizione di Romolo Augustolo, al 489 Odoacre governò incontrastato sull'Impero d'Occidente. Diede ai suoi barbari (mescolanza di Eruli, Goti, Rugi, Turcilingi) un terzo delle terre italiane, come aveva loro promesso, ma non tollerò alcun tentativo di ribellione contro il prestigio dell'impero.
Egli ne difese i confini, anzi rioccupò la Sicilia approfittando delle discordie che dividevano i Vandali invasori. Fu invece costretto ad abbandonare la Provenza, in Gallia, ai Visigoti. Avrebbe potuto contrastare l'avanzata dei barbari con una tremenda guerra, ma egli sapeva che non avrebbe condotto a nulla di buono. In tal modo fece godere all'impero un periodo di relativa pace insolitamente lungo.

LA FINE
Nel 488 il capo degli Ostrogoti, Teodorico, aveva lasciato le rive del Danubio e con tutta la sua gente marciava verso l'Italia. Sembra che lo stesso Zenone, sospettoso di Odoacre e desideroso nello stesso tempo di allontanare dai suoi territori la minaccia degli Ostrogoti, avesse proposto a Teodorico di occupare l'Italia.
Nell'estate del 489, presso Verona, Odoacre venne sconfìtto in una tremenda battaglia; Teodorico occupò Milano, poi Pavia. Odoacre si diresse verso Roma, ma la città, a lui ostile, gli fece trovare chiuse le porte. Egli si ritirò allora in Ravenna e l'anno successivo prese lui l'iniziativa. Occupò Cremona e stava assalendo Pavia, quando l'intervento dei Visigoti di Alarico II, amico di Teodorico, capovolse la situazione. A Odoacre non rimase che fuggire verso Ravenna. Vi rimase per tre anni, assediato dal suo nemico. Nel febbraio del 493, quando la città era ormai ridotta a pochi uomini ancora validi, Odoacre si arrese, a patto di aver salva la vita. Teodorico promise, ma dieci giorni dopo l'uccise con le sue stesse mani.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014