Nicola Andrea e Giovanni Pisano

 

I SECOLI XIII e XIV hanno dato all'Italia due grandissimi geni: Dante (1265-1321 ), il padre della nostra lingua e dotto (1266-1337), il sommo rinnovatore della pittura italiana.
Non tutti sanno, però, che nel XIII secolo visse anche il più originale rinnovatore della scultura italiana: Nicola Pisano. Il suo nome non sfigura affatto accanto a quelli di Dante e di dotto.


LA SCULTURA IN ITALIA PRIMA DI NICOLA PISANO
Stabilitisi in Italia (VI secolo dopo Cristo), i Bizantini riuscirono ad imporre gli aspetti più importanti della loro civiltà. Anche le loro manifestazioni artistiche (architettura, pittura e scultura) si diffusero ben presto in Italia e vennero imitate per molti secoli. Tuttavia la scultura bizantina fu assai inferiore a quella degli antichi Greci e Romani.
I Bizantini scolpirono pochissime statue: essi si limitarono ad assegnare alla scultura una funzione esclusivamente decorativa (bassorilievi in marmo e in pietra per ornare soprattutto gli altari, i pulpiti delle chiese e i capitelli delle colonne). Nei secoli XII e XIII, due geniali artisti, Wiligelmo e Benedetto Antelàmi, tentarono di rinnovare la scultura, ispirandosi soprattutto ai modelli dell'antica arte greca e romana.
II merito però di avere iniziato una nuova era nella storia della scultura italiana spetta senza dubbio a Nicola Pisano. La sua immaginazione nell'inventare — scrive uno studioso — il modo di disporre le figure' e il sentimento nell 'esprimere gli affetti sono veramente eccezionali.
il pulpito del battistero di Pisa opera di Nicola Pisano
L'OPERA DI NICOLA PISANO
In un documento della città di Siena si possono leggere queste parole: Magister Nicolaus de Apulia (maestro Nicola di Puglia). Sembra che questo documento si riferisca a Nicola Pisano e perciò molti studiosi ritengono che il grande artista sia nato nelle Puglie, tra il 1205 e il 1207.
Quasi nulla si sa della sua giovinezza: si suppone però che egli l'abbia trascorsa interamente a Pisa e nelle principali città della Toscana, ove lasciò le sue opere migliori.
L'opera più famosa di Nicola Pisano è il pulpito del Battistero di Pisa, eseguito nel 1260. Un lavoro poderoso, nel quale il grande artista mostra tutta la potenza del suo genio. I bassorilievi che ornano il parapetto del pulpito sono una composizione veramente mirabile.
Nicola Pisano ha saputo dare espressione e vita a tutte le sculture. Esse rappresentano l'Annunciazione, la Nascita di Gesù, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione di Gesù al Tempio, la Crocifissione e il Giudizio Universale.
Sei anni dopo, egli portò a compimento un altro capolavoro: il pulpito nel Duomo di Siena.
In quest'opera, Nicola Pisano ebbe la collaborazione del discepolo Arnolfo di Cambio (1240-1301) e del proprio figlio Giovanni, allora soltanto quindicenne. Sarebbe lungo elencare tutte le opere del grande maestro, ma non tralasceremo di nominare la bellissima Fontana Maggiore di Perugia. Fu l'ultima opera di Nicola Pisano; egli morì nel 1278, prima ancora di averla portata a compimento.

IL MIGLIORE DISCEPOLO DI NICOLA PISANO
Tra i molti discepoli che Nicola Pisano ebbe dal momento in cui il suo nome divenne famoso in tutta Italia, il migliore fu suo figlio Giovanni. Giovanni Pisano non fu però un semplice imitatore dell'arte paterna. Come suo padre, egli fu un grande artista e, come tale, compose delle opere veramente originali. Uno studioso disse che con Giovanni Pisano apparve nell'arte il sentimento. È verissimo: non c'è infatti figura umana scolpita da questo geniale artista che non esprima nel volto e negli atteggiamenti un sentimento dell'animo.
Siena, Pisa e Perugia sono le città nelle quali Giovanni Pisano lasciò il maggior numero di opere. Dalla morte del padre (anno 1278) fino al 1295, Giovanni attese alla decorazione del Battistero di Pisa. Poi, passò a Siena per lavorare alla facciata dello splendido Duomo, che egli stesso aveva progettato.
Nel 1301, Giovanni Pisano portò a termine il suo capolavoro: il pulpito per la chiesa di Sant'Andrea in Pistoia.

La porta in bronzo del battistero di Firenze opera di Andrea PisanoANDREA PISANO ORAFO SCULTORE E ARCHITETTO
Anche Giovanni Pisano ebbe un buon numero di discepoli.
Tra questi, il più illustre fu Andrea da Pontedéra, detto anch'egli Pisano per ricordare forse il nome del suo grande maestro. Sembra che per molto tempo Andrea Pisano si sia dedicato soltanto a lavori di oreficeria e che abbia iniziato a scolpire in età piuttosto avanzata.
La prova più impegnativa, come scultore, l'affrontò nel 1330, a sessant'anni d'età. Si trattò nientemeno che di eseguire una porta del Battistero di Firenze. Andrea Pisano si mostrò degno dell'alto incarico: in breve tempo, egli portò a termine un vero e proprio capolavoro. Nei 28 riquadri in cui è divisa la grande porta, Andrea Pisano ha composto dei bassorilievi veramente stupendi. Essi rappresentano gli episodi più importanti della vita di Gesù e di San Giovanni Battista. Dopo l'esecuzione della porta del Battistero, Andrea Pisano fu giustamente considerato uno dei maggiori artisti dell'epoca. Lo stesso Giotto si valse della sua opera per decorare con bassorilievi il campanile del Duomo di Firenze. E anche questa volta Andrea Pisano compì un'opera davvero mirabile.
Andrea Pisano fu anche un eccellente architetto: a lui si devono il Duomo di Carrara, l'ingrandimento della Cattedrale di Volterra, il progetto per il Battistero di Pistoia e i restauri all'Arsenale di Venezia. Andrea Pisano morì nel 1348 e venne sepolto nel Duomo di Firenze. Degna sepoltura a un geniale artista che, assieme a Nicola e Giovanni Pisano, ha dato l'avvìo in Italia alla grande scultura del Rinascimento.
Chiamato nel 1305 a Padova per lavorare nella Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto, egli vi lasciò alcune mirabili sculture (una Madonna col Bambino Gesù; due Angeli e la statua di Enrico Scrovegno, signore della città).
Così grande fu la fama raggiunta da Giovanni Pisano, che nel 1311, alla morte di Margherita di Lussemburgo (moglie dell'imperatore Arrigo VII), gli venne dato l'incarico di erigerne il sepolcro. Di quest'opera monumentale, rimangono attualmente alcuni stupendi frammenti nel Museo di Sant'Agostino in Genova.
L'ultima opera del grande scultore è la Madonna detta della Cintola (nella Cattedrale di Prato), scolpita nel 1317, l'anno stesso della sua morte.

(125) Martin Lutero
(126) Robespierre
(128) Michelangelo
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(132) Napoleone III
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(134) Nicola Andrea e Giovanni Pisano
(135) Nicolò Copernico
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014