Marco Polo

 

NEL 1260 due mercanti di Venezia, Matteo e Niccolò Polo, iniziarono un viaggio da Costantinopoli, dove avevano dei magazzini,
diretti alle regioni interne dell'Asia per cercare spezie e merci preziose.
Una volta attraversata l'Asia centrale, arrivarono nell'anno 1264 a Cambaluc (l'odierna Pechino) alla corte di Cublai Kan.
Furono i primi uomini bianchi che raggiunsero quelle terre. Cublai Kan accolse i 2 Veneziani con cortesia e li interrogò sulle usanze europee, dimostrandosi molto interessato alla religione. Tre anni dopo i mercanti fecero ritorno in Italia
portavano con se una lettera destinata al Papa. La lettera un messaggio dell'Imperatore che richiedeva alcuni monaci che dovevano convertire le sue genti al Cristianesimo. Il viaggio di ritorno durò tre anni e poi finalmente arrivarono a Venezia.
Due anni dopo stavano nuovamente viaggiando verso Est. Portavano con sè una lettera scritta dal Papa che aveva inviato assieme a due monaci perchè venissero con loro. La carovana comprendeva anche il giovane Marco, che aveva 17 anni figlio di Niccolo. Il viaggio era iniziato da poco che i due frati, stremati dal difficile viaggio, vollero ritornare indietro. I tre Veneziani continuarono da soli e, dopo un viaggio lungo e avventuroso, arrivarono nuovamente alla Corte di Cublai Kan. Egli li accolse ancora con grande simpatia e si affezionò particolarmente a Marco, del quale ammirava l'intelligenza e la onestà.
Lo nominò suo consigliere e poi governatore di una provincia del suo impero. Gli affidò anche delle ambasciate in diverse regioni. Fu così che Marco Polo potè conoscere le abitudini e i costumi di diversi popoli che mai fino allora nessun uomo bianco aveva visto. Cublai Kan non voleva mai lasciar ripartire i suoi ospiti i quali invece, dopo tanti anni di assenza, desideravano ritornare in patria. Un giorno giunsero dalla Persia alcuni ambasciatori che chiesero all'Imperatore la principessa da dare in sposa al loro re Argon. Essi chiesero anche di poter fare il viaggio di ritorno via mare e di essere accompagnati dai tre Veneziani. Cublai Kan, sebbene a malincuore, acconsentì, e i Polo partirono con 14 navi e un seguito di 500 uomini. Dopo 4 anni e mezzo consegnarono la sposa al re di Persia. Poi ripartirono per Venezia. Vi giunsero nel 1295.
Erano stati lontani dalla loro patria per 26 anni! Specialmente Marco, che aveva viaggiato in diverse regioni dell'impero dei Tartari, raccontava sempre cose meravigliose, e i Veneziani, incantati e alle volte increduli, lo soprannominarono Messer Milione. Due anni dopo Marco Polo si imbarcava di nuovo, ma questa volta per combattere per la Repubblica di Venezia contro Genova. Venne catturato e portato a Genova e imprigionato nel carcere della città. In cella Marco Polo conobbe Rustichello da Pisa al quale raccontò le avventure della sua vita. Costui, appena scarcerato, pubblicò il libro dove si narrano le cose meravigliose che gli aveva raccontato Marco Polo. Il libro, intitolato Il Milione, fu letto con molto interesse e per molti secoli fu l'unico che raccontasse di quelle terre sconosciute.

CHE COSA SI SAPEVA DELL'ASIA PRIMA DI MARCO POLO
Nel Medio Evo si conosceva poco dei paesi orientali. Si raccontavano cose favolose di animali, di piante e di uomini
stranissimi, ma non si sapeva nulla di preciso, nessuno c'era mai stato. Anche i mercanti che commerciavano con i paesi asiatici di solito aspettavano nei porti le carovane che giungevano dall'interno. Quando giunse in Europa la notizia che i Tartari di Gengis Kan avevano conquistato quasi tutta l'Asia, il papa Innocenzo IV mandò a Caracorum, alla corte del conquistatore, alcuni monaci nella speranza di poter convertire quelle popolazioni. Di questi monaci il più famoso è Giovanni da Pian del Carpine, che nel 1245, attraverso la Russia e il Turchestan, raggiunse la Mongolia. Al ritorno scrisse una storia del popolo che abitava quella regione.

CHE COSA CONOBBE DELL'ASIA MARCO POLO
PICCOLA ARMENIA - Gli uomini di questa regione sono grandissimi bevitori. Sul mare si trova la città chiamata Laias (Laiazzo) dove vi sono depositi di mercanti provenienit da tutto il mondo.
TURCOMANNIA - Qui vengono fabbricati i migliori tappeti al mondo.
GRANDE ARMENIA - Sulla più grande montagna (il monte Ararat) di questo posto si trova l'arca di Noè.
MOSUL - Questa città fa parte di un reame ove sono molte genti; la stirpe più numerosa è quella degli adoratori di
Malcometto.
BALDAC - È una grande città ove si trova il Califfo di tutti i Saraceni, così come a Roma vi è il Papa di tutti i Cristiani.
TORIS - È la più bella città dell'Iraq. Vi sono realizati drappi con seta e oro. Vengono a questa città mercanti da tutte le regioni, perfino dall'India e dai paesi latini.
PERSIA - la città di Sava si trova in questo reame, città da dove sono partiti i tre Re Magi che andarono ad adorare il
Cristo. Essi sono qui composti in una bella sepoltura.
CAMADI - Attorno alla città di Camadi c'è una terra molto fertile che produce datteri, pistacchi e frutti del paradiso. Ci
sono buoi grandi e bianchi come neve, col pelo corto, le corna grosse e una gran gobba sulle spalle (gli zebù).
CORMOSA - In questa terra ci sono francolini, pappagalli e altri uccelli diversi dai nostri. Le navi di questa gente sono malsicure ed è pericoloso navigare su di esse; infatti i legni non sono inchiodati, bensì cuciti con un filo resistente ricavato dalla corteccia dei noci d'India.
BALC - Questa città segna il confine dei domini dei Tartari del Levante. Per proseguire il viaggio bisogna portarsi viveri e bevande, perché per circa dodici giorni si cavalca senza trovare alcuna abitazione.
BALASCIAN - In questa regione vi sono montoni selvatici con grandi corna dalle quali i pastori ricavano scodelle. Il freddo ècosì intenso che nessun uccello vi vola.
TANGUT - In questa provincia si produce in abbondanza il rabarbaro che viene spedito in tutto il mondo.
CATAIO - In questa regione sono usate monete che sembrano di carta; sono fogli di seta speciale.
CIANGLU - Intorno a questa città vi è terra molto ricca di sale. La terra viene ammucchiata e su di essa si getta molta acqua che, filtrando attraverso il mucchio, porta via il sale. L'acqua viene poi raccolta in grandi caldaie di ferro e fatta bollire. Quando tutta l'acqua è evaporata, sul fondo della caldaia resta una polvere sottile: il sale.
CIPAXGU - Quest'isola è ricca d'oro. Il palazzo dell'imperatore è ricoperto da lastre d'oro.
CHINSAI - In cinese significa città del cielo. È la capitale dell'antico Impero Mangi.
SUMATRA - Su quest'isola Marco Polo si ferma cinque mesi, ma non può penetrare nell'interno perché gli abitanti sono ferocissimi. Vi si beve un vino ottenuto da un albero (la palma vinaria): si taglia un ramo della pianta e questa comincia a gocciolare; sul tronco viene legata una coppa che raccoglie il liquido. Quest'isola è popolata da molti urangutan che Marco Polo scambiò per uomini con la coda.
SEILAN - In quest'isola si trovano tante pietre preziose. Il re ha il più grande rubino del mondo: è lungo come un palmo e più grosso di un braccio d'uomo.
LAR - È la terra dei Bramani. Essi sono i più leali mercanti del mondo.
ESCIER - È una terra ricca di incenso, una specie di resina che si forma incidendo certi alberi. C'è invece scarsità di biade e di erbe, tanto che gli abitanti nutrono i loro animali col pesce che in quel mare è abbondantissimo.
ADEN - In questa provincia vi sono molte città e castelli, e c'è un porto al quale fanno scalo tutte le navi che vengono dall'India e sono dirette in Egitto. I Tartari dimorano d'inverno in luoghi pianeggianti dove c'è abbondanza di erbe per le loro bestie. D'estate si portano sulle montagne o in valli ricche di acque. Quando migrano, smontano le loro case di legno e se le portano appresso.

Nelle migrazioni usano carri coperti di feltro nero impermeabile, trascinati da buoi e cammelli. Sui carri stanno le donne e i bambini. Le loro armi sono archi, spade e mazze, ma soprattutto archi, perché i Tartari sono ottimi arcieri. Sono assai resistenti alla fatica e possono cavalcare per dieci giorni senza vivande, cibandosi solo del sangue che succhiano dalle vene del loro cavallo. I loro cavalieri vincono le battaglie anche fingendo di fuggire: durante la fuga infatti fanno voltare di scatto il cavallo e si mettono a tirar frecce contro gli inseguitori che, sorpresi, vengono assaliti e travolti.

(111) Louis Pasteur
(113) Ludwig
Van Beethoven
(114) Luigi Galvani
(115) Luigi
Settembrini
(116) Maometto
(117) Marcantonio
Bragadino
(119) Marco Aurelio
(120) Marco Polo
(121) Marco
Porcio Catone
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014