Louis Pasteur

 

SE VOI VOLESTE, potreste sicuramente rimediare a quella terribile malattia che si chiama difterite. I nostri bambini, ai quali noi insegnamo il vostro nome come quello del più grande benefattore, vi sarebbero debitori della loro vita! Questo accorato appello è di una madre e fu rivolto nell'ultimo decennio del diciannovesimo secolo al grande scienziato Louis Pasteur. Sono poche righe, ma bastano per farci capire quanta riconoscenza e quanta speranza avesse saputo ispirare questo scienziato francese con le sue geniali scoperte scientifiche.

I PRIMI STUDI
Louis Pasteur nacque nel dicembre del 1822 a Dole, (Francia). Suo padre, un modesto conciapelli, avrebbe
voluto avviarlo al suo mestiere. Ma quando seppe dal direttore della scuola elementare che il suo Luigino riusciva molto bene negli studi, cambiò idea. Decise allora di fargli frequentare le scuole superiori. Il piccolo Luigi si mostrò uno studente molto volonteroso e rivelò un particolare interesse per la chimica.
Compiuti gli studi liceali, Pasteur venne ammesso alla Scuola Normale di Parigi, uno dei più rinomati istituti universitari della Francia.
Nel 1842, a 20 anni di età, Luigi Pasteur conseguiva la laurea in scienze. Alcuni anni dopo, il giovane Pasteur si presentava al celebre scienziato Giovanni Battista Biot: aveva con sé uno studio sulla proprietà di alcuni acidi. Fu il primo successo della sua vita: il vecchio Biot apprezzò moltissimo gli studi di Pasteur e, per dimostrargli la sua ammirazione, lo nominò supplente alla cattedra di chimica nell'Università di Strasburgo. Era convinto che il giovane Pasteur avrebbe fatto grandi cose. Il vecchio scienziato non si sbagliava affatto. Infatti, pochi anni dopo, Pasteur si presentò all'Accademia delle Scienze di Parigi per compiervi un esperimento addirittura sensazionale. Egli riuscì a dimostrare che i microbi sono generati da altri microbi della stessa specie.
II riuscitissimo esperimento di Pasteur mise in subbuglio tutti gli scienziati del mondo: essi credevano nientemeno che i microbi fossero prodotti dal... pulviscolo atmosferico. Intanto Pasteur aveva portato a termine altri studi importanti. Dopo aver individuato i microrganismi che facevano strage dei bachi da seta, egli trovò anche il modo per sterminarli.
Constatato poi che il vino e la birra si alterano per la presenza di microrganismi, Pasteur era riuscito a escogitare un sistema per liberare tali sostanze dai germi. Questo sistema (detto pastorizzazione dal nome del suo ideatore) consiste nel riscaldare il vino e la birra alla temperatura a cui i microrganismi muoiono. Questi studi geniali procurarono a Pasteur la grande ammirazione di tutti gli scienziati francesi, i quali decisero di nominarlo membro dell'Accademia delle Scienze (anno 1862).Ritratto di Louis Pasteur

LOTTA A FONDO CONTRO I MICROBI
Le ricerche e gli esperimenti fino allora compiuti avevano condotto Louis Pasteur alla scoperta di un nuovo terribile mondo: quello dei microbi, i più tremendi nemici dell'uomo.
Ebbene, il grande scienziato francese decise allora di iniziare una lotta a fondo contro questi invisibili nemici. A questo scopo, nel 1868 fondò a Parigi un grande laboratorio scientifico per poter attuare un più vasto programma di ricerche e di esperimenti. La prima grande vittoria Louis Pasteur l'ottenne nel 1881: quell'anno egli individuò il microbo del carbonchio (una malattia mortale che colpisce gli ovini) e trovò anche il vaccino per combatterlo. Questa nuova conquista scientifica di Pasteur destò in tutta la Francia un grande entusiasmo. Sebbene ammalato (a 46 anni era stato colpito da paralisi), Luigi Pasteur non cessò di lavorare.
Un nuovo grande problema lo assillava da un po' di tempo: quello di riuscire a combattere l'idrofobia. Allora, se un cane idrofobo mordeva una persona, questa era condannata a sicura morte. Si trattava ancora una volta di riuscire a individuare il microbo di questa tremenda malattia e di trovare poi il modo di combatterlo. Alcuni studiosi avevano già provato, ma senza ottenere alcun successo, Pasteur non si perse d'animo e si pose immediatamente all'opera. Ed ecco che finalmente, dopo lunghe e accurate ricerche, egli riuscì a scoprire che la sede del microbo è nel cervello e nel midollo del cane affetto da idrofobia. Ora si trattava di trovare il vaccino che fosse in grado di rendere immuni da questa terribile malattia. Altri studi, altri esperimenti; poi, ecco il successo: alcuni cani ai quali era stata iniettata una soluzione diluita (cioè molto attenuata) di midollo di cane idrofobo non si ammalarono di idrofobia quando Pasteur inoculò in essi i germi della tremenda malattia. Rimaneva però ancora un grave problema da risolvere: sarebbe stato possibile immunizzare anche l'uomo con questo metodo?
L'occasione di rispondere a tale problema non tardò a presentarsi. Il 6 luglio del 1885, al laboratorio di Pasteur fu condotto un contadino che era stato morso due giorni prima da un cane idrofobo. Pasteur, sicuro che ormai il poveretto non sarebbe sopravvissuto, decise allora di provare il suo metodo. È impossibile descrivere l'ansia del grande scienziato durante quella prova. Se l'esperimento non fosse riuscito?... Ma l'esperimento riuscì in pieno: dopo circa quattro mesi il contadino
poteva dirsi completamente guarito. Grazie al genio di Pasteur, uno dei più gravi flagelli dell'umanità era dunque debellato.
Dopo questa strepitosa vittoria, il nome di Luigi Pasteur fu onorato in tutto il mondo. L'Accademia francese lanciò una sottoscrizione perché con la somma raccolta si potesse realizzare il grande sogno di Pasteur: quello, cioè di fondare a Parigi un istituto per le ricerche scientifiche sulle malattie infettive. Il 14 novembre 1888 il grande scienziato ebbe la gioia di assistere all'inaugurazione del grandioso edificio, che, in suo onore, venne chiamato Istituto Pasteur. Ma ormai la sua salute era vacillante. Tuttavia, assieme ai suoi migliori collaboratori, egli non cessò la lotta contro i microbi. Negli ultimi anni della sua vita seguì con trepidazione gli esperimenti che Emilio Roux, il suo allievo prediletto, andava facendo per debellare un altro terribile morbo: la difterite. Poi, quando capì che la sua mente non era più in grado di applicarsi agli studi a cui aveva dedicato tutta la vita, Pasteur si ritirò a Villeneuve l'Ésang (presso Garches). E là, dopo pochi mesi, lo colse la morte (28 settembre 1895).

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014