Carlo Linneo

 

Karl Linné, meglio conosciuto sotto il nome latinizzato di Linneo, nacque il 13 (o forse il 23) maggio del 1707 a Rashult (Smàland), un piccolo villaggio nella campagna svedese dove il padre era ministro evangelico. Ancora molto giovane prese l'abitudine di compiere lunghe passeggiate nei boschi e nelle campagne circostanti, in compagnia del padre, osservando le varie specie di fiori, le loro radici e i loro semi. Linneo divenne a poco a poco appassionato naturalista, entusiasta collezionista di fiori e insetti. Quando venne il momento di decidere del proprio futuro, Linneo si iscrisse alla facoltà di medicina dell'università di Lund, la carriera di medico gli avrebbe assicurato un tranquillo avvenire, e nel tempo libero avrebbe comunque potuto continuare a coltivare i propri interessi naturalistici. Un anno più tardi, era il 1728, passò all'università di Uppsala. Nello stesso tempo, Linneo non trascurava i suoi studi naturalistici: prese a frequentare assiduamente le lezioni del professor Rudbeck, insegnante di botanica in quell'università, e continuò le sue osservazioni su piante e insetti. Il primo notevole risultato di questi sforzi fu l'individuazione degli organi sessuali delle piante: gli stami (organi maschili) e i pistilli (organi femminili). Nel 29 poteva così pubblicare il suo primo testo scientifico, un trattato sulla riproduzione nei vegetali che portava un titolo quasi poetico: Le nozze delle piante. Questi successi destarono nel
professor Rudbeck grande ammirazione, tanto che lo volle come suo assistente. l'anno successivo Linneo fu inviato a tenere lezioni di botanica; si verificò quindi la curiosa circostanza per cui egli era nello stesso tempo insegnante (di botanica) e allievo (di medicina) nella medesima università. Nel 1732 Linneo fu incaricato dall'Accademia delle Scienze di Uppsala di compiere una spedizione nelle regioni più remote del paese: la Lapponia. Scopo della spedizione era lo studio della vegetazione lappone, una vegetazione evidentemente molto particolare per poter sopravvivere in un ambiente ben poco adatto a qualsiasi forma di vita qual è l'Artico.
Linneo viaggiò per oltre 7 000 chilometri, e scoprì cento nuove specie di piante. Si rese anche conto che in molti luoghi le foreste erano in pessimo stato a causa di incendi, insetti nocivi e malattie. Infine, individuò in una pianta velenosa la causa della misteriosa morte di ingenti quantità di bestiame. Frutto di questo viaggio nell'estremo Nord fu un interessante trattato intitolato Flora lappone.
Era però necessario tornare a vestire i panni dello studente e terminare gli studi di medicina. Si trasferì allora in Olanda, ad Harderwijk, dove finalmente si laureò nel '35. Lo stesso anno, a Leiden (sempre in Olanda), grazie all'appoggio di alcuni influenti studiosi, riuscì a pubblicare la sua opera più importante: il Systema naturae (Sistema naturale). Per dare un'idea del successo di questo libro basti dire che dall'anno della pubblicazione alla morte di Linneo, nel 1778, ne furono stampate ben dodici edizioni. La decima edizione, pubblicata tra il 1758 e il 1759, è oggi considerata quella fondamentale. Fu anche nominato direttore del giardino zoologico e del giardino botanico di Hartekamp. Durante un soggiorno in Inghilterra ebbe l'occasione di visitare i celebri giardini botanici di Chelsea e
di Oxford. A Oxford gli fu anche offerta la possibilità di insegnare, ma egli rifiutò. Rifiutò anche di compiere spedizioni nelle colonie di oltremare olandesi, come il Suriname o il Capo di Buona Speranza: se si fosse recato in uno di questi luoghi remoti e sconosciuti, egli avrebbe certamente identificato e catalogato centinaia di nuove interessanti specie vegetali! In questo periodo conobbe importanti personalità scientifiche, come i fratelli Antoine e Bernard de Jussieu, appartenenti a una grande famiglia di botanici francesi. Fu anche accolto nell'Accademia delle Scienze di Parigi, in qualità di membro corrispondente. Al Sistema della natura seguirono in tempi brevi altri tre lavori di notevole valore scientifico: Fundamenta botanica (Fondamenti di botanica), pubblicato nel 1736, Critica botanica (Critica botanica), del '37, Generaplantarum (I generi delle piante), pure del '37, e la sua opera più importante (insieme al Sistema naturale) Species plantarum (Le specie delle piante), del '38, in cui per la prima volta Linneo introdusse il suo geniale sistema di nomenclatura.
Tornato in Svezia, sposò Sara Lisa Moraeus, figlia di un medico, e cominciò a esercitare la professione, con notevole successo: dal '34 al '41 fu medico dell'Ammiragliato, a Stoccolma. Più tardi sarebbe divenuto il medico personale del re.
Nonostante il notevole impegno profuso nell'esercizio della professione medica, Linneo non trascurò l'attività di ricerca e di insegnamento universitario: nel '39 venne nominato presidente dell'Accademia delle Scienze di Stoccolma, due anni più tardi ottenne la cattedra di medicina teorica e pratica presso l'università di Uppsala, là stessa in cui aveva studiato pochi anni prima. Nella medesima università gli venne anche affidata la direzione del giardino botanico, incarico che, come è comprensibile, Linneo ricoprì con grande piacere e straordinaria competenza. Questo giardino divenne in breve uno dei più ricchi e meglio curati, anche grazie alle numerose donazioni che vi pervenivano da ogni parte del mondo: persino la zarina di Russia si preoccupò di inviargli i semi di alcune piante siberiane. Non ancora soddisfatto, nel 1745 Linneo aprì un Museo di storia naturale. Considerato ormai il più insigne naturalista dell'epoca, Linneo ricevette ripetuti inviti da varie università europee. Ma egli non volle più abbandonare la patria, e continuò il suo insegnamento a Uppsala.
Per l'importanza del suo lavoro scientifico venne nominato Cavaliere della Stella Polare. Nel 1762 gli venne persino conferito un titolo nobiliare: acquistò così il diritto di chiamarsi von Linné, anziché semplicemente Linné. La vita di quest'uomo gentile e sensibile terminò nel dolore; aveva perduto l'unico figlio, che aveva sperato fosse suo successore: nel 1767 aveva cominciato a perdere la memoria; nel 1774 ebbe un colpo apoplettico, che lo lasciò menomato. Morì il 10 gennaio del 1778. Gli furono tributati onori solenni. Il re di Svezia dispose che venisse seppellito nella cattedrale di Uppsala, dove gli fece erigere una tomba grandiosa. Fu questo un giusto riconoscimento per colui che può essere considerato uno dei più capaci botanici di tutti i tempi.
IL FONDATORE DELLA TASSONOMIA MODERNA
Come sappiamo, il principale merito di Linneo consiste nell'avere ideato un originale sistema di classificazione di piante e animali.
Piante e animali sono divisi in un certo numero di classi; ogni classe può contenere un certo numero di ordini. Gli ordini sono a loro volta divisi in vari generi, che raggruppano diverse specie. Tutte le specie vegetali vengono raggruppate, in base alle caratteristiche dei loro organi riproduttivi, in 24 classi. Queste si differenziano per avere stami e pistilli sullo stesso fiore o su fiori differenti, stami e pistilli aderenti o non aderenti tra loro, stami liberi o saldati insieme ecc.
Tale sistema è certamente molto ingegnoso, ma presenta il difetto di essere troppo rigido: per esempio, alcune specie molto simili tra loro possono presentare alcune piccole diversità proprio nei loro apparati riproduttivi, venendo quindi poste in diverse classi del sistema sessuale di Linneo. Per esempio, qualsiasi botanico sa benissimo che tutte le Graminacee (come il frumento, il riso, il mais ecc.) sono strettamente imparentate tra loro; tuttavia, seguendo la classificazione di Linneo esse sono distribuite in ben sette classi differenti. D'altra parte, Linneo era ben conscio di avere messo a punto un sistema artificiale e non naturale, un sistema che non aveva la pretesa di raggruppare sempre le specie secondo le loro affinità, ma comunque un modo razionale dì catalogare il mondo vegetale. Linneo tentò di introdurre anche un analogo sistema dì classificazione dei minerali, senza però riuscirci. L'altro suo grande contributo fu l'introduzione della nomenclatura detta binomia. Secondo questo sistema, ancora oggi in uso, ogni specie vegetale e animale è contraddistinta da due nomi latini: il primo indica il genere, il secondo individua la specie. Questo sistema presenta il grande vantaggio di prevenire eventuali equivoci (un tempo molto comuni) dovuti alle differenze linguistiche: esso è infatti un linguaggio universale, facilmente comprensibile dagli studiosi di qualsiasi nazionalità.

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