Lazzaro Spallanzani

 

IN UNA DELLE sue numerosissime opere di scienza, Lazzaro Spallanzani dice fra l'altro: Finsi da principio d'ignorare quanto è stato scritto sull'argomento, quasi che fossi stato il primo a trattarlo. Questo metodo mi è sempre parso quello più sicuro per non confondere le varie congetture dei filosofi con la realtà della Natura. Solamente dopo aver raccolto molte osservazioni, mi sono messo a considerare quanto è stato già visto e notato da altri, ed ho confrontato i loro risultati con i miei. Questa breve nota ci fa capire come il grande naturalista e biologo italiano seguisse scrupolosamente il metodo cosiddetto sperimentale, indicato come l'unico vero ed efficace già da Leonardo e da Galileo. È veramente enorme la mole di esperienze, prove, ricerche effettuate da Spallanzani in molti campi della scienza: sui minerali, sui vegetali, sugli animali e anche sull'uomo. Egli stesso si trasformava in cavia umana quando, ad esempio, voleva conoscere l'effetto dei succhi gastrici dello stomaco sui cibi ingeriti. Una volta costruì un tubetto forato nel quale introdusse un pezzetto di carne: inghiottì l'incomodo boccone tenendolo legato ad un filo il cui capo rimaneva fuori della sua bocca, e lo estrasse dopo diciotto ore. In questo modo potè vedere la carne trasformata in una specie di poltiglia gelatinosa; potè inoltre (che cosa fa fare l'amore della scienza) assaggiarne il sapore: lo trovò dolciastro.

LA VITA
La vita di Spallanzani fu tutta intensamente e felicemente dedicata agli amati studi. Lo scienziato campava coi proventi dell'insegnamento; era inoltre abate e non aveva quindi preoccupazioni familiari. Insegnava, studiava e spesso anche viaggiava, naturalmente per ragioni di studio. Lazzaro Spallanzani nacque a Scandiano in provincia di Reggio Emilia, nel 1729. Cominciò ben presto severi studi presso i Gesuiti; ma sembra che non desse troppa soddisfazione né ai suoi maestri né al padre avvocato, che ne voleva fare un dottore in legge. Il piccolo Lazzaro amava più di ogni cosa: osservare e studiare per suo conto animali e piante. I suoi compagni lo chiamavano Lazzaro Spallanzanil'Astrologo. A 15 anni venne mandato a studiare a Reggio Emilia, quindi a Bologna.
Studiava giurisprudenza per far piacere al padre, ma si interessava con sempre maggiore passione agli studi scientifici. Finalmente il padre acconsentì che Lazzaro seguisse la sua inclinazione e il giovane dimostrò ben presto il suo ingegno scientifico. A venticinque anni venne nominato professore di fisica e di greco nelle scuole di Reggio e di qui andò poi a Modena ad occupare la cattedra di fisica. Forse verso il 1763 Spallanzani prese gli Ordini maggiori e divenne sacerdote. Poco dopo, alcuni studi Sull'origine dei corpi marini che si trovano sulle montagne lo resero famoso in tutt'Italia e all'estero. Verso i quarant'anni era già celebre. Maria Teresa d'Austria gli offerse una cattedra di storia naturale nella ormai famosa Università di Pavia. Intanto i suoi esperimenti sulla circolazione sanguigna, le sue osservazioni sugli infusori (gli animali microscopici che fino allora si era creduto fossero creati dalle sostanze organiche in putrefazione), accrescevano sempre più la sua fama. I maggiori scienziati dell'epoca, i monarchi stranieri, lo ossequiavano e ambivano avere corrispondenze con lui.
Per circa trent'anni l'abate Spallanzani rimase professore dell'Università pavese. Era un insegnante diligente e scrupoloso; le ore libere dall'insegnamento le trascorreva nello studio. Durante le vacanze estive viaggiò quasi sempre. Si recò in Svizzera, a Roma (e qui fu uno dei primi a riconoscere la natura vulcanica dei terreni dell'Agro Romano), a Napoli, in Sicilia, dove salì sull'Etna; viaggiò lungo la Costa Azzurra, andò in Istria, sui Colli Euganei. Trascorse un anno intero a Costantinopoli, visitò Citerà e Troia, al ritorno attraversò la Valacchia e l'Ungheria. Dappertutto, dovunque giungeva egli osservava, guardava, provava, esperimentava, annotava. Di scienziati simili non ne esistono, né forse possono esisterne più. Ormai la scienza si è troppo specializzata. Ogni scienziato conosce bene e profondamente una sola scienza, anzi, quasi sempre una parte di essa. Prima dello scoccare del secolo, nel 1799, Lazzaro Spallanzani, all'età di settanta anni, morì a Pavia.

LE OPERE DI LAZZARO SPALLANZANI
Ecco un elenco di alcune delle scoperte fatte dallo scienziato italiano.
— Dimostrò che i microrganismi della fermentazione e della putrefazione non nascono spontaneamente dalle sostanze organiche; essi sono esseri viventi già esistenti che si riproducono in quelle determinate condizioni favorevoli. Aprì in tal modo la strada a Pasteur.
— Dichiarò che gli esseri inferiori si moltiplicano per scissione.
— Vide che la temperatura dell'acqua in ebollizione impedisce la riproduzione dei germi.
— Constatò l'assenza dei corpuscoli rossi nel sangue degli invertebrati determinando in tal modo la differenza sostanziale fra il sangue dei due gruppi di esseri viventi.
— Perfezionò la scopèrta della circolazione del sangue scoprendo la circolazione capillare.
— Scoprì che la respirazione non avviene soltanto nei polmoni ma in tutti i tessuti interni.
— Studiò e rivelò per primo costumi e caratteri anatomici di molti animali, quali gli squali, le anguille, i pipistrelli, ecc.

(101) Ippocrate
(102) Isaac Newton
(103) Ivan Il
Terribile
(104) James Cook
(105) Kemal
Ataturk
(106) Lazzaro
Spallanzani
(107) Leonardo
da Vinci
(108) Leone Tolstoi
(109) Carlo Linneo
(110) Lorenzo
de medici
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-02-2014