Papa Innocenzo III

 

LA CHIESA ROMANA che io ho sposato non aveva le mani vuote; essa mi ha portato una dote: pienezza del potere spirituale e ampiezza di possedimenti terreni. Io ho ricevuto la mitra, segno della funzione religiosa, e la corona, che mi conferisce la dominazione terrena... Roma tiene a un tempo le chiavi del cielo e il governo della terra. Queste sono parole chiare: e chi le pronunciò era un papa un grande papa che per tutta la vita agì, con decisione, senza tentennamenti, per realizzare il suo altissimo ideale: riunire, unificare tutto il mondo cristiano sotto un potere che fosse al di sopra dei popoli e dei loro re: cioè sotto la Chiesa cattolica. Questo papa fu Innocenzo III.

PAPA A 38 ANNI
II futuro papa si chiamava Lotario, ed era conte di Segni: Lotario di Segni. Nacque ad Anagni, non lontano da Frosinone, nell'anno 1160. Proveniva da una famiglia di uomini d'arme e portò sempre nel suo carattere una energia, una decisione, un coraggio veramente adatti a un guerriero. Il giovane conte studiò a Parigi e a Bologna, poi si fece sacerdote. Il papa Clemente III, che era suo zio, nel 1190 lo nominò cardinale. E quando, l'8 gennaio 1198, il papa Celestino III morì, i cardinali non ebbero esitazione: i tempi erano agitati, l'Impero Germanico minaccioso; si accordarono sull'elezione del giovane Lotario, che prese il nome di Innocenze III.

UN PAPA ENERGICO
Appena consacrato, il nuovo papa si mostrò subito qual era: energico, attivissimo, inflessibile. Già il portamento nobile, il timbro sonoro della voce davano l'impressione dell'uomo nato per dominare. Era convinto della missione di guida del papato, sui popoli, sui re, su chiunque. Dopo il governo di un papa debole quasi novantenne, il suo avvento fu un ciclone; il popolo prestò giuramento di fedeltà e il papa lo fece rispettare; anche il prefetto di Roma, Pietro di Vico, giurò fedeltà al papa anziché all'imperatore, di cui pure era rappresentante in Roma.

LA SUPREMAZIA IN EUROPA
Ma naturalmente, la vera attività, la missione del papa era rivolta ad uno scopo più grande: imporre l'autorità della Chiesa sull'agitato mondo europeo, fare sì che tutti riconoscessero nel papato la guida da seguire, la forza a cui appoggiarsi per ottenere aiuto, giustizia, autorità. Nel 1197, a Messina era morto l'imperatore di Germania Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa. Egli aveva lasciato un figlioletto di tre anni, Federico, di cui il papa si era assunto la tutela. In Germania non si volle riconoscere successore al treno un fanciullino e infuriarono lotte per la successione: da una parte aspirava al trono Filippo di Svevia, fratello di Enrico, dall'altra Ottone di Brunswick, figlio del maggior feudatario tedesco.
Ambedue i contendenti scrissero al papa, domandando il suo riconoscimento: e questo era un trionfo per il papa, che vedeva riconosciuto il suo diritto a intervenire. Dei tre candidati, Innocenzo scartò il suo protetto Federico di Sicilia, perché temeva l'unione di questa all'impero; scartò Filippo perché era di razza sveva, nemica della Chiesa; scelse Ottone che sembrava offrire molte probabilità di devozione alla Santa Sede. Filippo, naturalmente, si oppose: ma il 21 giugno 1208 fu ucciso a Bamberga. Ottone salì al trono; fu incoronato dal papa, al quale fece infinite promesse: acconsentì a ritirarsi dall'Italia, che sarebbe passata sotto il dominio papale, e a non intromettersi nelle elezioni dei vescovi in Germania. Ma le promesse eccessive non sono mai sicure. Appena avuta la corona, infatti, Ottone esercitò il suo potere nella maniera più autoritaria e occupò in parte i domini della Chiesa e l'Italia meridionale. Il 18 novembre il papa scomunicò Ottone e scatenò la lotta contro di lui mobilitando tutti i suoi nemici. Egli fece proclamare re Federico II da un gruppo di signori tedeschi che erano contrari a Ottone.

IL SUCCESSO DELLA POLITICA PAPALE
II diciottenne Federico, così, nel 1212 giurò fedeltà di vassallo al papa. Poi, attraverso Genova e la Lombardia, si recò in Germania dove tutti i vescovi gli fornirono armi e aiuti.
Ottone IV fu sconfitto nella battaglia di Bouvines; e il nipote di Federico Barbarossa fu riconosciuto imperatore nel 1214. Federico si sdebitò verso la Santa Sede con la solenne dichiarazione di Eger, nella quale assicurava fedeltà assoluta alla Chiesa e riconoscimento della sua autorità.
lnnocenzo III raggiungeva così il suo massimo successo: Roma poteva esercitare il suo dominio spirituale sulla Germania e sul resto dell'Europa.

LA QUARTA CROCIATA
L'enorme energia e l'ardente spirito cristiano del papa lo spinsero a organizzare la quarta crociata. Egli, con le sue lettere, con le sue predicazioni, con la sua fede, esortò i signori d'Europa alla grande impresa; e nell'ottobre del 1202 la flotta dei Crociati partì da Venezia. Ma non giunse nemmeno a Gerusalemme, perché i Crociati deviarono verso Costantinopoli, in aiuto del legittimo imperatore che per una congiura era stato rovesciato. L'esercito crociato occupò la città e fondò l'Impero Latino d'Oriente, che sarebbe durato fino al 1261.
lnnocenzo III però non si perse d'animo, e nel 1215 convinse Federico II a fare voto di compiere una nuova crociata. Il 16 luglio 1216, mentre si recava nell'Italia settentrionale a curare personalmente la sacra spedizione, sogno di tutta la sua vita, lnnocenzo III, il grande papa, morì a Perugia, a soli 56 anni.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014