Sir. Francis Drake

 

NEL 1595, nel Mar dei Caraibi, poco al largo della costa, una piccola flotta di navi inglesi sostava per rendere le esequie al proprio comandante. La salma, in segno di gran riguardo, venne chiusa in tre casse, di legno e di piombo; al momento di calarla in mare, sulla tolda della nave ammiraglia suonarono le fanfare e rullarono i tamburi, mentre tutte le altre navi della flotta sparavano bordate di artiglieria. Sul punto della sepoltura vennero poi affondati due dei velieri della flotta e tutte le navi nemiche che erano state catturate durante la spedizione. Intanto, sulla costa, una fortezza nemica in fiamme gettava sul mare un bagliore rossastro: era stata incendiata di proposito, perché illuminasse la solenne cerimonia.
L'uomo al quale venivano resi simili onori non era un principe reale e neppure un valoroso soldato della flotta inglese: era Francis Drake, il più famoso pirata e corsaro di tutti i tempi. Per trentacinque anni quest'uomo aveva percorso i mari con le sue navi da guerra; tutte le navi da trasporto che erano capitate sulla sua rotta erano state aggredite e derubate del carico. Era dunque stato un terribile pirata, e come tale avrebbe dovuto essere perseguitato da tutta la gente di mare. Come mai, allora, la flotta inglese celebrava la sua scomparsa con cerimonie degne di un eroe, meritevole della gratitudine di tutto il paese e dei più grandi onori?

DA MOZZO A CAPITANO
Francis Drake era nato nel 1540 a Tavistock, nel Devonshire, in Inghilterra, ed era il maggiore di dodici figli. Qualcuno dei suoi fratelli lo seguì poi, nelle sue imprese, ed un paio ci rimisero anche la vita. Il padre di questi ragazzi così... vivaci era un mite predicatore protestante, che, a bordo di una sconquassata barcaccia, andava di porto in porto, lungo la costa inglese, a catechizzare i marinai. Uno degli elementi della educazione protestante di allora era l'antipatia verso gli Spagnoli, professanti il cattolicesimo; certo questo fu l'argomento religioso che maggiormente colpì la fantasia del giovane Francis; fatto sta che egli consacrò tutta la sua vita ad un unico scopo: recare, in ogni occasione e in ogni modo, il maggior danno possibile agli Spagnoli. Cominciò a prendere confidenza col mare facendo il mozzo; e mostrò tanta bravura, ingegno, coraggio e buona volontà che il suo padrone, morendo, gli lasciò la nave. Una nave! Che cosa poteva desiderare di più un giovane in cerca di avventure? Eccolo associarsi a una spedizione capitanata da un suo parente, John Hawkins, famoso capitano di mare. Costui faceva un poco onorevole mestiere: il negriero; andava a rapire negri sulle coste dell'Africa per venderli come schiavi in America.
Drake fu la causa della rovina di quella spedizione. Nel corso della navigazione la sua nave si imbattè in una caravella spagnola ed egli non resistette alla tentazione di aggredirla e depredarla; la cosa gli andò bene, ma attirò sulla flottiglia inglese una intera flotta spagnola. Fu un disastro; quattro navi inglesi colarono a picco. Quando la notizia giunse in Inghilterra sollevò un'ondata di indignazione contro la... prepotenza spagnola. Non è il caso di stare a giudicare da che parte fossero il torto e la ragione. Sta il fatto che in Inghilterra si moriva di invidia vedendo le centinaia di velieri spagnoli che tornavano dalle Americhe carichi di oro, argento, pietre preziose.
All'Inghilterra, che non possedeva ancora colonie laggiù, non restava che carpire quei tesori mentre compivano il lungo viaggio da una sponda all'altra dell'Atlantico. E per compiere imprese di questo genere, dei pirati erano certo più adatti che degli ufficiali di carriera. Ecco allora la regina Elisabetta rivolgersi a John Hawkins, a David Cartel, tutti emeriti pirati, e a colui che diverrà il più bravo di tutti, Francis Drake.
L'Inghilterra chiede a questi pirati che diano qualche buona lezione alla troppo potente flotta spagnola e che dirottino verso i suoi porti un po' dell'oro degli Incas e degli Aztechi.
Ecco dunque il nostro giovane Drake autorizzato a fregiarsi di questo titolo. La Regina lo autorizza a compiere le sue spedizioni piratesche, gli fornisce le navi, le armi, gli equipaggi. C'è da meravigliarsi se poi esigerà la sua parte di bottino? Francis Drake è divenuto socio in affari di sua maestà la regina Elisabetta d'Inghilterra e ben presto sarà considerato un benemerito della patria. Ogni scorreria nel Golfo del Messico e nel Mar dei Caraibi gli frutterà tesori favolosi, che verserà alla Regina dopo averne trattenuto una parte per sé.

IL GIRO DEL GLOBO
Trascorre qualche tempo durante il quale Drake compie qualche viaggio a Panama e a San Domingo, per conoscere i luoghi delle sue future imprese. Poi, nel 1572, eccolo salpare dall'Inghilterra con due piccoli e armatissimi vascelli. Il suo piano è quello di far base in un'isola sconosciuta, al largo della costà panamense, e di sbarcare a terra con una settantina di uomini.
L'impresa fallisce all'ultimo istante a causa di un improvviso ciclone tropicale. Ma a Drake non mancano nuove occasioni. Attraverso l'istmo di Panama si svolgeva, a quei tempi, un intenso traffico di carovane. Esse trasportavano verso l'Atlantico l'oro e l'argento giunti dal Cile e dal Perù e scaricati sulla costa rivolta verso il Pacifico. Drake si associa ad alcune bande di schiavi negri fuggiti nelle foreste e tende, col loro aiuto, una imboscata a una di queste carovane. La cosa riesce appieno e i pirati si impadroniscono di tanto oro che non riescono neppure ad imbarcarlo tutto. Dopo aver depredato qualche vascello, per impadronirsi dei viveri necessari alla traversata, Drake rientra in Inghilterra. È passato qualche anno, e nessuno riconoscerebbe più il mozzo dì un tempo: eccolo vestire da uomo raffinato e frequentare gli ambienti della nobiltà.
Nel 1577 tutto è pronto per una nuova spedizione; si tratta questa volta di una cosa in grande stile, alla quale partecipano cinque vascelli. Traversato l'Atlantico, Drake costeggia tutta l'America meridionale e supera Capo Horn. Risale il continente e sosta a Valparaiso, per saccheggiarla.
Tutte le navi spagnole che incontra sul suo cammino vengono costrette a consegnare i preziosi che recano a bordo. Come sempre egli è umano verso gli equipaggi e fa addirittura dei doni ai capitani. Il bottino è enorme, e poiché ritornare per dove era venuto sarebbe troppo pericoloso, Drake decide di traversare il Pacifico; compirà così il periplo della Terra, sulle orme del grande Magellano. Sosta alle Molucche, e stipula un'alleanza fra il sovrano di quelle isole e la regina d'Inghilterra. Poi prosegue il viaggio e nel settembre del 1580 approda a Plymouth, il porto inglese da cui era partito. Inutile descrivere le trionfali accoglienze che gli vengono tributate. La stessa Regina, salita a bordo della sua nave, gli conferisce il titolo di cavaliere; fu eletto sindaco di Plymouth. Drake era ormai divenuto un ricco e stimato possidente.

LE ULTIME IMPRESE
Negli anni seguenti Drake alternò all'attività di corsaro quella di ammiraglio.
Battè le coste iberiche e distrasse, nella baia di Cadice, trentasei bastimenti spagnoli. In seguito tornò in America, con una flotta, datagli dalla Regina, di trenta navi e duemila marinai; il bottino fu enorme. Quando scoppiò una guerra aperta contro la Spagna eccolo viceammiraglio della flotta inglese.
Ed è in gran parte merito suo la splendida vittoria inglese contro l'Invencible Armada. Nel 1595, eccolo di nuovo al di là dell'Oceano; ed è durante questa spedizione che, colpito da un banale attacco di dissenteria, il grande corsaro muore.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014