Francesco I

 

FRANCESCO I nacque il 12 Settembre 1494 nel castello di Cognac, dal conte Carlo d'Orléans e da Luisa di Savoia, Aveva appena due anni quando gli morì il padre e passò sotto la tutela del duca Luigi, capo della casa d'Orléans. Quando questi successe a Carlo VIII sul trono di Francia, Francesco I andò a vivere a corte.
Il suo fascino personale lo rese prediletto al re che gli fece sposare la propria figlia Claudia. Con questo atto Luigi XII, che non aveva eredi maschi, designava Francesco I quale erede al trono. Così, alla morte di Luigi XII, avvenuta nel 1515, Francesco I divenne re di Francia, a soli 21 anni. Egli volle subito continuare la politica francese di espansione verso l'Italia e con un esercito di tremila cavalieri, trentamila fanti e settanta pezzi di artiglieria passò le Alpi per conquistare il Ducato di Milano. Tra il 13 e il 14 settembre del 1515 l'esercito francese sconfisse le truppe svizzere mercenarie del duca Massimiliano Sforza nella battaglia di Marignano (oggi Melegnano). Francesco I marciò poi su Milano e ne assediò il castello, che si arrese dopo 20 giorni.
Appena terminata la campagna d'Italia, Francesco I dovette riprendere le armi contro un avversario ben più potente: Carlo V, re di Spagna e imperatore di Germania. I territori di questo sovrano, posti attorno alla Francia, ne impedivano l'espansione e Francesco I non tralasciò nessuna occasione per combattere questo grande avversario. Egli combattè ben quattro guerre, che devastarono per molti anni diversi Paesi d'Europa.
Tra le numerose battaglie combattute da Francesco I contro il suo grande rivale Carlo V, merita di essere ricordata quella di Pavia, avvenuta il 24 febbraio 1525, nel corso della quale Francesco I diede prova di grande ardimento. Durante il combattimento il re di Francia si spinse a cavallo nel mezzo delle truppe imperiali, facendo strage a colpi di spada. In mezzo ai morti e al sangue, ferito al vólto e al braccio, Francesco I continuava a combattere. Improvvisamente il suo cavallo venne ferito e cadde. Subito i nemici gli si strinsero attorno per catturarlo. Ma il re, benché in pericolo di vita, non volle arrendersi. Soltanto quando si presenta a lui il comandante supremo dell'esercito imperiale spagnolo, Francesco I consegna la sua spada e si dichiara prigioniero. Dopo la battaglia, dalla prigione, egli scriveva a sua madre Luisa di Savoia le famose parole: Tutto è perduto, fuorché l'onore, e la vita che è salva , Francesco I morì a 53 anni, nel 1547, mentre stava preparando una nuova guerra contro Carlo V.

LA CORTE DI FRANCESCO I
Francesco I fu molto ambizioso e amante del potere. Egli voleva che i suoi sudditi gli fossero sottomessi e che accettassero senza discutere i suoi ordini. I suoi nemici dicevano di lui che era il re delle... bestie perché i suoi sudditi gli obbedivano ciecamente con la sottomissione propria di un animale domestico. Il re governò infatti la Francia da sovrano assoluto. Egli non convocò mai gli Stati Generali (cioè i rappresentanti del popolo francese), nemmeno quando doveva riscuotere dai suoi sudditi fortissime somme di denaro. Si limitava a consigliarsi con quattro o cinque ministri, da lui nominati, che gli erano completamente sottomessi. Le leggi e le disposizioni di questo re terminavano regolarmente con le parole: perché questo è il nostro piacere. Francesco I non aveva una residenza fissa. Parigi aveva a quei tempi circa
300 000 abitanti, ma non aveva l'aspetto di una capitale e il re non amava abitarvi. Egli preferiva spostarsi da un castello all'altro, nei dintorni della città o lungo il fiume Loira. Fece costruire o ingrandire diversi castelli, tra i quali i più famosi sono quelli di Chambord, di Amboise e di Blois. La sua dimora preferita fu a Fontainebleau. Alla corte di Francesco I si conduceva una vita allegra e spensierata. Il re organizzava continuamente danze, giochi, concerti e grandiose partite di caccia. Mai si era visto alla corte di Francia tanto sfarzo negli arredamenti delle sale e nelle vesti dei cortigiani.
Francesco I fu amante delle arti e delle lettere: egli stesso sapeva poetare e chiamò alla sua corte i più famosi poeti e scrittori francesi del suo tempo. Anche gli artisti stranieri furono accolti da questo re con grande signorilità; ricordiamo tra essi gli italiani Benvenuto Cellini e Leonardo da Vinci.

(66) Evangelista
Torricelli
(67) Famiglia Doria
(68) Federico II
di Prussia
(69) Federico II
di Svevia
(71) Ferdinando
Magellano
(72) Filippo
Brunelleschi
(74) Filippo II
di Macedonia
(75) Francesco I
(77) Francis Drake
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014