Filippo Brunelleschi

 

A ROMA LI CHIAMAVANO « quelli del tesoro ». Dal mattino alla sera si aggiravano intorno agli antichi monumenti della città e della campagna adiacente; ogni costruzione, colonna, architrave, o pietra antica era da essi osservata attentamente, misurata, disegnata. I due artisti fiorentini, Brunelleschi e Donatello, erano giunti a Roma col desiderio di studiare i monumenti antichi, le loro proporzioni e la tecnica con cui erano stati costruiti. Si era all'inizio del Rinascimento, gli artisti si ispiravano alle opere greche e romane; essi avevano scoperto che queste opere erano più belle e, nello stesso tempo, più semplici di quelle costruite durante il Medioevo. Brunelleschi fu il primo artista che costruì nuove opere di architettura, ispirandosi à quelle classiche di Roma. Ma ciò che Brunelleschi cercava fra le rovine antiche era soprattutto la soluzione di un problema tecnico che gli stava molto a cuore: come costruire, cioè, l'immensa cupola che si doveva voltare sul Duomo ancora incompiuto di Firenze. A questo scopo studiava in particolar modo la rotonda, cioè il Pantheon, considerato come una delle opere più mirabili per tecnica costruttiva e perfezione di proporzioni.

Filippo Brunelleschi 1377 - 1446LA VITA
Lo scrittore Giorgio Vasari scrisse nelle sue Vite che Brunelleschi assomigliava a Giotto nell'aspetto: era piuttosto brutto e piccolo, ma, egli raccontava, aveva un animo grande e un cuore coraggioso; iniziava cose difficili e quasi impossibili e non si dava pace fino a che non le avesse terminate, meravigliando poi chi le vedeva. Certamente la sua attività fu notevole. Studiava, disegnava, costruiva e pensava continuamente alle migliori soluzioni per creare una facciata armonica, per distribuire nel miglior modo possibile il peso di un tetto sui muri, per innalzare in minor tempo e senza pericolo una colonna. E soprattutto amava la sua arte. Si racconta che un giorno, a Firenze, sentì Donatello decantare un bellissimo sarcofago antico che aveva visto a Cortona. Filippo si incuriosì tanto dell'opera che così come si trovava, in mantello e cappuccio e con gli zoccoli ai piedi, senza dire dove andava, partì a piedi e giunse a Cortona. Filippo Brunelleschi nacque a Firenze nel 1377 da ser Brunellesco di Lippo notaio e da Giuliana di Giovanni degli Spini. Il padre avrebbe voluto che il figlio divenisse notaio come lui, ma ben presto si accorse che quegli studi non andavano a genio a Filippo. Vedendo allora la sua grande passione per il disegno l'affidò ad un orefice: nel 1398 Filippo prestò giuramento all'Arte della seta, come apprendista orefice, e nel 1401 fu riconosciuto maestro. Filippo si dedicò con tale ardore alla scultura che nel 1401 potè affrontare il grande concorso delle porte di bronzo per il Battistero. La sua opera fu scelta insieme a quella del Ghiberti e ad entrambi gli artisti fu dato l'incarico di costruire la porta. Ma Brunelleschi non accettò di dividere la sua opera con un altro e si ritirò.
È pure di questo periodo il grande crocifisso in legno di Santa Maria Novella. L'origine di quest'opera ci conferma il carattere battagliero di Brunelleschi. Un giorno egli fu chiamato da Donatello perché vedesse un crocifisso che l'artista aveva scolpito. A Brunelleschi l'opera non piacque perché la figura del Cristo gli sembrava troppo rozza e disse all'amico: Hai messo un contadino in croce. E Donatello di rimando: Prendi del legno e fanne uno tu. Così fece e compì un'opera tanto bella che Donatello, ammirato, lodò grandemente l'amico.
Dal 1404 al 1418 Filippo compì vari viaggi a Roma: nel frattempo egli preparò il progetto per la cupola del Duomo di Firenze. La costruzione della cupola, che si può considerare come il suo capolavoro, assorbì molti anni della vita del grande architetto. I lavori vennero iniziati nel 1420. Quando Brunelleschi nel 1446 morì, sopra la cupola ormai terminata si stava innalzando la stupenda lanterna per la quale Ser Filippo aveva personalmente scelto i marmi.

LA CUPOLA
Nel 1418 l'Arte della lana che sopraintendeva ai lavori di Santa Maria del Fiore, il Duomo della città, bandì un concorso per la costruzione della cupola della cattedrale. La chiesa era stata iniziata nel secolo precedente e già era stato eretto l'enorme tamburo su cui avrebbe dovuto innalzarsi la cupola. Ma subito apparve difficile e addirittura impossibile costruire gli enormi legni arcuati (centine) necessari per formare l'armatura che doveva sopportare il grande peso della costruzione. Non solo la spesa per una simile opera sarebbe stata eccessiva, ma a Firenze non esistevano in quel tempo grandi imprese capaci di compiere un simile lavoro.
Brunelleschi, chiamato a dare il suo consiglio, disse che lui avrebbe innalzato la cupola senza armature. Dapprima la sua proposta venne addirittura derisa, ma poi, non sapendo trovare altra soluzione, invitarono l'architetto a mostrare il suo progetto. Brunelleschi costruì un modello in muratura. La cupola doveva avere due calotte, una interna più grossa ad azione portante e una esterna di minor spessore. I vuoti interni avrebbero ridotto la massa muraria con guadagno di tempo e denaro. Inoltre un altro sistema tecnico doveva permettere alle pareti di reggersi e sostenersi da sole per gioco di forze opposte: il procedimento dei corsi di mattoni a spinapesce che aveva studiato sui monumenti romani. I priori si convinsero e affidarono la costruzione della cupola a Brunelleschi. Ma gli misero accanto a pari grado un loro protetto, Lorenzo Ghiberti. A Brunelleschi quell'intruso non piaceva affatto. E per di più, se Lorenzo era un genio come scultore, non conosceva niente di tecnica costruttiva e quindi l'eventuale aiuto che La chiesa Santa Maria del Fiore con la cupola del Brunelleschi a Firenzepoteva dare sarebbe stato molto modesto.
Ed ecco che cosa inventa allora l'astuto e arguto Filippo. Un bel giorno, in un momento particolarmente difficile della costruzione, Filippo non si presenta in cantiere. Si manda a vedere a casa sua. Filippo è a letto. Si era finto ammalato. A chi l'andava a trovare sollecitava la sua indispensabile presenza, simulando una voce fioca, diceva: Lasciatemi in pace, non c'è Lorenzo che vi dirige? Ne sa quanto me. Che s'arrangi alla fine. Ma il povero Lorenzo non si raccapezzava affatto. I priori finalmente capirono e si decisero ad affidare la costruzione soltanto a Brunelleschi,facendolo governatore e capo a vita di tutta la fabbrica.

LA CUPOLA BRUNELLESCHIANA È GOTICA
La cupola brunelleschiana si armonizza nella sua linea con la chiesa su cui s'innalza; è quindi di stile gotico. Nonostante ciò, essa si avvicina alla nuova arte rinascimentale per la sua semplicità e armonia. Non è appesantita da decorazioni; mostra soltanto i suoi elementi costruttivi essenziali: gli enormi costoloni che la sorreggono e che guidano il nostro sguardo verso la lanterna.
Ma ancor più nelle altre opere del Brunelleschi si nota il nuovo carattere architettonico, semplice e armonico. Le opere originali del grande architetto, tutte a Firenze, sono: l'ospedale degli Innocenti, la sagrestia di San Lorenzo e la chiesa alla quale è annessa, la chiesa di Santo Spirito, la cappella dei Pazzi e il palazzo Pitti.
Per dare gloria a Filippo Brunelleschi basterebbero le sue poche opere di scultura. Ma più che scultore egli fu architetto; forse non il più grande, ma certamente uno dei maggiori del mondo.

(63) Ettore
Fieramosca
(64) Euclide
(66) Evangelista
Torricelli
(67) Famiglia Doria
(68) Federico II
di Prussia
(69) Federico II
di Svevia
(71) Ferdinando
Magellano
(72) Filippo
Brunelleschi
(74) Filippo II
di Macedonia
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014