Ferdinando Magellano l'impresa

 

FIN DAL PRIMO ritorno di Colombo s'erano levate, negli ambienti dei navigatori e dei cartografi, numerose voci a dubitare che le coste toccate dal genovese fossero quelle dell'India o della Cina.
Che cosa erano dunque quelle terre? Un arcipelago? Un continente? Si stendeva un nuovo mare al di là di esse? A chiarire ogni dubbio vennero le esplorazioni di Amerigo Vespucci che accertarono trattarsi di un ben vasto continente, venne la scoperta di Balboa che, attraverso l'America centrale, vide un nuovo oceano stendersi al di là di essa. Il problema che aveva spinto Colombo alla sua impresa non era dunque affatto risolto. La via occidentale per le Indie attendeva ancora d'essere scoperta. Esisteva un passaggio verso quell'oceano? Dove si trovava? Un nobile portoghese, Fernao de Magalhàes (in italiano Magellano), pretendeva di saperlo. E poiché per organizzare una spedizione occorreva molto denaro, propose al re di Spagna di unirsi a lui... in società. E la proposta fu accettata.

IL CONTRATTO
Magellano rilasciò al re il solenne impegno di scoprire isole, terre e gran copia di spezie. Tutto sarebbe appartenuto al re. II re rilasciò a Magellano la seguente dichiarazione:
Il nostro volere e segno della nostra grazia che noi, in riconoscimento della fatica di questo viaggio vi riconpensiamo permettendovi di trattenere un quinto del guadagno netto ottenuto, detratte le spese per la flotta. Perchè possiate effettuare il vostro progetto vi promettiamo cinque navi: due di centotrenta tonnellate ognuna, due di novanta e una di sessanta tonnellate con equipaggio provviste e armi per due anni. Avrete 234 uominicompresi i capitani i nostromi e i mozzi. Questo vi promettiamo; e abbiate la nostra reale parola che noi intendiamo proteggervi, e così firmeremo con il nostro nome. Io il Re 22 maggio 1518.

LE CIFRE
Ecco l'elenco delle provviste imbarcate da Magellano sulle sue navi :
libbre 21 383 di galletta - libbre 570 di carne salata - libbre 480 di olio - libbre 1 120 di formaggio - libbre 1 700 di pesce (1 libbra = g 340) - 200 barili di sardine - 238 dozzine di pesci secchi e inoltre una gran quantità di lenticchie, fagioli, piselli, farina, miele, cipolle, fichi secchi, sale. Gli equipaggi delle navi erano composti da marinai di ogni nazionalità; su 262 uomini, che in effetti parteciparono all'impresa, vi erano solo 178 spagnoli, poi circa 40 portoghesi, una trentina di italiani, e francesi, tedeschi, greci, inglesi, negri e malesi, i quali ultimi avrebbero dovuto fungere da interpreti una volta che si fosse giunti alla meta. I chiodi di garofano erano fra le spezie più ricercate. Un quintale di questa mercé, acquistato al porto di Londra, dove veniva portato dai navigatori portoghesi, costava quattrocento ducati; acquistato a Calicut (India), dove veniva portato dai mercanti malesi, costava solo cento ducati; ma lo stesso quintale, acquistato alle Moluccne, le famose Isole delle Spezie, ove questa merce veniva prodotta, costava quattro ducati!
Là i Portoghesi erano già giunti, attraverso la circumnavigazione dell'Africa, e avevano stabilito colonie. Valeva bene la pena che la Spagna si desse da fare, nella speranza da trovare una via più breve per giungervi!

LA CRONACA DELL'ARDIMENTOSA IMPRESA
20 settembre 1519 - La flotta salpa da San Lucar, porto spagnolo alla foce del Guadalquivir.
13 dicembre - La flotta approda alla baia di Rio de Janeiro e vi sosta alcuni giorni per rifornirsi di viveri freschi e riordinare le navi. Poi Magellano fa spiegare tutte le vele, ed inizia la fase decisiva del viaggio: la ricerca del passaggio ad ovest.
10 gennaio 1520 - La costa piega verso ovest! Ecco un'ampia distesa d'acque addentrarsi fra le terre: senza dubbio è lo stretto cercato ; avanti! Due settimane dura la difficile navigazione delle grosse navi fra le due sponde che, invece di aprirsi su un nuovo mare, si vanno sempre più avvicinando l'una verso l'altra. Al fine Magellano deve ammettere di essersi ingannato: quello non è uno stretto, ma l'ampia foce di un gran fiume, il Rio della Plata.
31 marzo - Ogni baia, ogni insenatura è stata esplorata; s'è perso molto tempo e l'inverno australe è alle porte. In questa baia, chiamata San Julian, Magellano decide di far svernare la sua flotta; ordina che si dimezzino le razioni del vitto e che si intraprendano i lavori di restauro delle navi. Il Cartagena, il Quesada e il Mendoza approfittano del malcontento della ciurma per provocare una rivolta; la nave ammiraglia si trova sotto i cannoni puntati di tre navi ribelli: solo la piccola Santiago è rimasta fedele. Grazie alla sua astuzia Magellano può catturare i ribelli: fa giustiziare il Quesada e il Mendoza; in quanto al Cartagena, lo abbandona, assieme a un suo complice, in quelle terre sconosciute.
Sul finire di maggio la piccola Santiago viene mandata in esplorazione verso sud. Alcune settimane dopo, alcuni marinai di questa nave tornano, sfiniti, per via di terra; la nave è naufragata ed essi si sono a stento salvati. Le tempeste invernali non sono ancora cessate. Solo il 24 agosto la flotta riprende il viaggio.
26 agosto - Dopo due soli giorni di navigazione, le tempeste costringono le navi ad una nuova sosta. Magellano stesso si sente incerto e dubita del successo: si trattiene per altri due mesi alla foce del Santa Cruz. Non sa di essere ormai giunto a pochi giorni di navigazione dal passaggio tanto faticosamente cercato.
18 ottobre - Le quattro navi riprendono la rotta. Subito incontrano un promontorio dietro il quale si apre una baia profonda. Anche questa volta non sarà che un fiordo? Magellano manda innanzi in esplorazione due navi. Esse tornano recando l'annuncio atteso: il passaggio è forse trovato. Tutta la flotta s'inoltra nella stretta via d'acqua, fiancheggiata da rupi a strapiombo. Sulla loro sommità, la notte ardono i fuochi degli indigeni: perciò chiamano quella regione Terra del Fuoco.
Seicento chilometri dura la difficile navigazione fra le rocce: pare, quello stretto, la soglia dell'inferno. E c'è chi non osa varcarlo: Estevao Gomez, pilota della San Antonio, imprigiona il capitano e volge la prua della nave verso l'est, sulla rotta del ritorno. Magellano dapprima crede che la nave sia naufragata e la fa a lungo cercare, poi deve persuadersi dell'amara verità. La San Antonio era la nave più grossa e più carica di provviste della sua flotta. Pochi mesi dopo, il suo equipaggio rientrerà in Spagna e, per non essere accusato di diserzione, darà una falsa relazione degli avvenimenti. Le tre navi superstiti proseguono verso l'ovest e poche ore dopo entrano nel nuovo, grande oceano sconosciuto.
28 novembre 1520 - 6 marzo 1521 - Centodieci giorni dura la traversata di questo oceano, così calmo che lo chiamano Pacifico. Si esauriscono tutte le riserve di viveri e d'acqua; i marinai si riducono a mangiare la carne dei topi di bordo e le guarnizioni di cuoio lessate. Finalmente l'oceano è attraversalo. Trovano isole ricche di frutti di ogni sorta e di fresche sorgenti: sono le isole Marianne e le Filippine.
Gli indigeni riserbano agli Spagnoli accoglienze generalmente amichevoli. Il sultano di queste isole è in guerra con quello della vicina isola di Matan; Magellano gli promette il suo aiuto.
27 aprile - Guidato dall'ammiraglio, un gruppo di marinai armati sbarca a Matan, ma si trova aggredito da più di mille indigeni. Magellano cade sulla spiaggia, colpito da una freccia, mentre combatte per permettere ai suoi marinai di reimbarcarsi. Così la spedizione perde il suo capo. Lo stesso sultano di Cebu, deluso per la sconfitta degli Spagnoli, tende loro un agguato invitandoli ad un banchetto: molti cadono uccisi, altri prigionieri.
Dei 260 uomini partiti non ne restano che 114 ; troppo pochi per il governo di tre navi. Si decide allora di dare alle fiamme la più malconcia delle tre imbarcazioni: la Concepcion.
6 novembre - Le due navi vagano a lungo dall'una all'altra isola senza più osare di approdare, sia per timore degli indigeni, sia per timore dei Portoghesi. Gli uomini di Magellano sanno bene, infatti, di essere giunti ormai in vicinanza delle colonie che il Portogallo ha da tempo fondato in queste isole: quei fieri concorrenti commerciali farebbero certamente e facilmente prigionieri quei poveri superstiti, per impedire loro di portare in patria notizie delle scoperte compiute. Approdano finalmente alle famose Isole delle Spezie, la meta di tutto il viaggio: le Molucche ; il momento è propizio perché i Portoghesi sono in quei giorni lontani dalla loro base.
21 dicembre - La Trinidad e la Victoria salpano dalle Molucche stracariche di preziosissime spezie. Si inizia il viaggio di ritorno, attraverso l'altra metà della sfera terrestre. Qui la rotta è già nota, ma le disavventure non mancano ugualmente.
Poco dopo la partenza, infatti, si apre nella Trinidad una grossa falla che costringe la nave a rientrare alle
Molucche. Si teme ormai, di giorno in giorno, il ritorno dei Portoghesi: si decide allora che la Victoria riparta subito, sola, col massimo carico possibile.
19 maggio 1522 - Dopo aver compiuto una lunghissima rotta nell'Oceano Indiano, la Victoria supera il Capo di Buona Speranza.
A bordo non vi sono più che una trentina di bianchi e una decina di malesi imbarcati alle Molucche, per farne dono, secondo la consuetudine, al re.
9 luglio - La fame e la sfinitezza li costringono a sbarcare alle Isole del Capo Verde, benché siano possedimento portoghese. Ma vengono riconosciuti: quelli che sono a terra vengono imprigionati, gli altri riescono a mala pena a levar l'ancora e a fuggire.
6 settembre - Dei 262 che erano partiti, solo 15 sono quelli che toccano nuovamente il porto di San Lucar. Sono con loro tre indigeni della Malesia. L'unica nave superstite, la Victoria, è ridotta a un putrido fasciame, a mala pena galleggiante ; ma la sua stiva racchiude ben 300 quintali di spezie; dalla loro vendita il re Carlo, frattanto divenuto l'imperatore Carlo V, ricaverà una somma tale che lo risarcirà largamente delle spese della spedizione. 1526 - Rientrano in Spagna quattro superstiti della Trinidad. Che era avvenuto dell'ex nave ammiraglia, rimasta alle isole Molucche?
Dopo aver riparato le avarie, essa era ripartita verso l'est, nell'intento di riattraversare il Pacifico e di giungere nell'America centrale. Ma, avendo sbagliato rotta, s'era sperduta nel Pacifico settentrionale. Dopo aver perso metà dell'equipaggio per le sofferenze e la fame, era riuscita a rientrare alle Molucche. Qui i superstiti erano caduti nelle mani dei Portoghesi: erano stati imprigionati e venduti come schiavi sui mercati dell'India. Soltanto quattro erano riusciti a fuggire e a rivedere la patria.

LE CONSEGUENZE
L'utilità commerciale della via scoperta da Magellano fu, in pratica, assai, scarsa. Il sospirato passaggio era risultato troppo a sud e costringeva le navi ad una rotta lunga e molto pericolosa, nei freddi e burrascosi mari australi.
Il risultato grandissimo della circumnavigazione del globo fu invece quello di aver praticamente dimostrato la sfericità della Terra. Il viaggio diede inoltre un inestimabile contributo al lavoro dei cartografi, che poterono finalmente tentare il disegno di un globo terrestre senza dover eccessivamente ricorrere alla fantasia, il viaggio sollevò inoltre, per la prima volta, la questione del cambiamento di data. Possiamo immaginare lo stupore dei reduci che, dopo aver tenuto scrupolosamente i calendari di bordo durante il viaggio, si trovarono, al ritorno in patria, arretrati di un giorno!

(63) Ettore
Fieramosca
(64) Euclide
(66) Evangelista
Torricelli
(67) Famiglia Doria
(68) Federico II
di Prussia
(69) Federico II
di Svevia
(71) Ferdinando
Magellano
(72) Filippo
Brunelleschi
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014