Amedeo VI, conte di Savoia detto il conte Verde

 

POMERIGGIO del 6 gennaio 1353. Nella cittadina di Bourg (Francia) è in pieno svolgimento un grande torneo. Dodici tra i migliori cavalieri della Contea di Savoia stanno affrontando altri dodici cavalieri dei feudi vicini. I migliori in campo riceveranno in premio un fermaglio d'oro da una dama. Tutti i concorrenti si battono con abilità, ma tre cavalieri della Contea di Savoia riescono a mettersi in vista per la loro eccezionale bravura. E così, all'imbrunire, quando il torneo ha termine, il prezioso dono viene consegnato a quei tre abili cavalieri.
Tra questi, uno attira particolarmente l'attenzione dei presenti: tutti notano che non c'è parte del suo abbigliamento che non sia di color verde; e verde è anche il drappo che ricopre il suo cavallo. Questo cavaliere è il diciannovenne Amedeo VI, conte di Savoia. Da quel giorno Amedeo VI vestirà sempre di verde; ed è questa la ragione per cui passò alla storia col nome di Conte Verde .

ABILE DIPLOMATICO E PRODE CONDOTTIERO
Quando, per la morte del padre (anno 1343), si trova erede della Contea di Savoia, Amedeo VI ha appena 9 anni. Naturalmente, troppo giovane per poter governare. Così, in sua vece, governano i suoi cugini, Ludovico II di Savoia-Vaud e Amedeo III, conte del Genevese (territorio intorno a Ginevra). I due reggenti mostrano di avere ben scarse capacità di governo: non solo non sanno sfruttare alcuna occasione per estendere il territorio della contea, ma non riescono nemmeno ad impedire che il vicino Ducato di Milano si impadronisca di alcuni feudi del Piemonte (territorio confinante con la Contea di Savoia). Quando, verso il 1350, il Conte Verde, uscito di tutela, inizia a governare da solo, mostra subito di essere ben più abile dei suoi due cugini. Egli comprende che, per riuscire ad ingrandire la contea, è necessario assicurarsi l'alleanza di una delle più grandi potenze dell'epoca, che erano Francia e Inghilterra.Amedeo VI, conte di Savoia detto il conte verde
Nel 1355, quando il re di Francia deve far fronte all'invasione inglese, il Conte Verde trova opportuno schierarsi dalla parte dei Francesi. Non solo: per rendere più stretta la sua alleanza con i Francesi, egli sposa Bona di Borbone, nipote del re di Francia (anno 1355). In cambio di tutto ciò, il Conte Verde ottiene il permesso di invadere alcuni territori del Delfìnato (Stato confinante con la Contea di Savoia). Intanto, le imprese militari compiute nel Delfìnato e al seguito del re di Francia gli procurano la fama di prode condottiero. Nel 1359, il Conte Verde non si lascia sfuggire un'altra buona occasione per ingrandire la sua contea. Venuto a conoscenza che Caterina di Vaud' mette in vendita il suo feudo, egli si affretta ad acquistarlo. Dietro versamento di 160 000 fiorini d'oro, entra in possesso del nuovo territorio. Sei anni dopo, il Conte Verde riesce ad ottenere un grande riconoscimento: l'Imperatore di Germania lo nomina Vicario Imperiale della Savoia e dei feudi di Losanna, Ginevra, Torino, Aosta e Ivrea. Tale titolo gli da il diritto di governare su questi territori in nome dell'imperatore. È la prima volta che i Conti di Savoia ottengono un onore così grande. Sicuro ormai della sua potenza, il Conte Verde decide di imporre la sua autorità sul cugino Giacomo di Savoia, signore del Piemonte. Ma Giacomo, valendosi di alcuni privilegi ottenuti dall'imperatore, non vuole piegarsi. È la guerra. In brevissimo tempo, il Conte Verde occupa tutto il Piemonte. Ma poi, vedendo che la popolazione gli è ostile, restituisce il territorio al cugino, facendogli però giurare di essergli suddito fedele (anno 1360). Sistemati a suo netto vantaggio i rapporti con i più pericolosi Stati confinanti (Delfìnato e Piemonte), il Conte Verde si può ora permettere di assentarsi dai suoi territori. Desideroso di partecipare ad imprese di guerra, si reca a Costantinopoli per portare aiuto all'imperatore d'Oriente, minacciato dai Turchi (anno 1366). E anche in Oriente ha modo di mostrare le sue non comuni capacità di condottiero. Rientrato in patria nell'estate del 1367, viene a sapere che Filippo, succeduto al padre nella signoria del Piemonte, non intende sottostare alla sua autorità. Allora il Conte Verde agisce immediatamente: fa arrestare Filippo e, dopo un lungo e complicato processo, riesce a farlo condannare a morte come traditore e ribelle.
Scoppiata nel 1372 una guerra tra il Papato e i Visconti, il Conte Verde considera buona l'occasione per estendere i suoi domini a danno dei Visconti. Si schiera quindi dalla parte del Papato. Dato però che non sarebbe stato possibile sconfìggere le forze viscontee, decide di mettere in atto un altro piano. Si ritira dalla lotta e si fa promotore della pace tra i due contendenti, cercando di ottenere concessioni territoriali sia dall'uno che dall'altro.
Un'altra buona occasione gli si presenta nel 1382. Venuto a conoscenza che Luigi d'Angiò sta organizzando una spedizione militare contro Carlo III di Durazzo, che gli ha usurpato il Regno di Napoli, il Conte Verde gli offre il suo aiuto. In cambio, ottiene che, a guerra finita, Luigi d'Angio si impegni ad aiutarlo nella lotta contro i più temibili avversari di Casa Savoia: i Visconti di Milano. Nel luglio del 1382, l'esercito di Carlo d'Angiò si mette in marcia verso il Regno di Napoli. Il Conte Verde lo segue con 1000 cavalieri. La marcia è lunga e faticosa: solo dopo tre mesi vengono raggiunti i dintorni di Napoli.
Ma questa volta la fortuna non arride al Conte di Savoia. Scoppiata improvvisamente un'epidemia tra i soldati, anch'egli ne viene colpito. Trasportato a Santo Stefano, presso Campobasso, il Conte Verde vi giunge in condizioni assai gravi. Pochi giorni dopo, circondato dai migliori cavalieri della contea, egli cessa di vivere (1 marzo 1383). La sua salma viene trasportata nella Savoia e tumulata nell'Abbazia di Altacomba, dove riposa tuttora.

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