Charles Darwin

 

Il naturalista britannico Charles Darwin (Shrewsbury 1809-Downe 1883) ha rivoluzionato la biologia con la sua teoria dell'evoluzione che avviene attraverso il processo della selezione naturale. Darwin ha fornito anche importanti contributi nei campi della storia naturale e della geologia. La teoria dell'evoluzione, che ammette che tutti gli esseri viventi si siano evoluti da forme preesistenti, provocò grandi dibattiti e grandi controversie e contribuì in maniera determinante alla rivalutazione dell'essere umano come tale e nei confronti di tutti gli altri organismi viventi.
Darwin era figlio del medico Rober Waring Darwin e di Susannah Wedgwood, figlia del proprietario della omonima fabbrica di porcellane, Josiah Wedgwood. Era anche nipote del poeta, filosofo e naturalista Erasmus Darwin. Il giovane Darwin mostrò uno scarso interesse allo studio sia nei primi anni trascorsi nella scuola di Shrewsbury sia in quelli passati alla facoltà di medicina dell'Università di Edimburgo, nel 1825-27. Egli decise che non sarebbe mai divenuto un medico dopo aver assistito a diverse operazioni chirurgiche effettuate senza anestesia. Negli stessi anni cominciò a interessarsi di geologia e di storia naturale. Alla fine di questo periodo fu mandato a studiare per prendere gli ordini di ministro della Chiesa d'Inghilterra presso il Christ Church College dell'Università di Cambridge, ma non mostrò alcuna inclinazione neppure nei confronti del ministero ecclesiastico. Nel 1831, un suo amico professore a Cambridge, John Stevens Henslow, lo raccomandò per una posizione di apprendistato gratuito come naturalista in una spedizione di carattere scientifico. Darwin si imbarcò quindi per un viaggio di cinque anni sulla Beagle, una nave di Sua Maestà. Questa occasione costituì un punto cruciale della sua vita. Il Beagle levò le ancore il 27 dicembre 1831 con l'obiettivo di studiare sia le coste dell'Oceano Pacifico lungo l'America Meridionale che alcune isole dello stesso oceano, oltre a fondare alcune stazioni di riferimento per la navigazione nella stessa area. Il compito di Darwin consisteva nello studio della geologia e biologia di queste regioni.
Nonostante Darwin non avesse un'esperienza particolarmente vasta nel campo della geologia, nondimeno fece delle importanti scoperte, molte delle quali fornirono nel corso degli anni una base geologica ad alcune delle sue idee sull'evoluzione. Notò, a esempio, che le rocce sedimentarie cristallizzano quando vengono metamorfosate da parte di altre rocce che si sovrappongono e studiò anche il meccanismo con il quale i vulcani e i terremoti cambiano lo stato del suolo facendo innalzare alcune aree e abbassare altre. Queste osservazioni, e altre dello stesso tipo, lo portarono alla formulazione di una teoria sulla formazione delle barriere coralline. Darwin credeva che le piattaforme tipiche delle barriere coralline esistenti nei vari mari fossero state costruite dai residui di scheletri di organismi corallini morti allorché la barriera che li ospitava aveva subito un lento processo di inabissamento, venendosi quindi a trovare ben sotto il livello del mare. Sia le osservazioni geologiche dì Darwin che le sue teorie hanno una cosa in comune: il concetto cioè che ogni cosa presente in natura, vivente o non vivente, subisce dei cambiamenti con il procedere del tempo. Egli pubblicò queste osservazioni e le conclusioni relative in tre libri: Coral Reefs (Le barriere coralline, 1842), Volcanic Islands (Le isole vulcaniche, 1844), e Geologica! Observations on South America (Osservazioni geologiche sull'America Meridionale, 1846).
Le scoperte biologiche di Darwin gli hanno attribuito una posizione duratura nella storia della scienza e della cultura in generale. Le isole Galàpagos costituirono forse lo scenario dove sì svilupparono le più importanti e le più note ricerche di questo naturalista. In queste isole lo scienzato inglese trovò una varietà di vita animale straordinaria e apparentemente del tutto strana. Trovò, a esempio, che certe specie animali strettamente correlate fra di loro ma diverse vivevano in isole distinte anche se queste isole, dal punto di vista geologico, climatico e per altre condizioni fisiche, erano molto simili fra di loro. Scoprì una serie di fringuelli terrestri, ciascuno dei quali appartenente a una specie ben caratterizzata, con becchi che presentavano delle differenze appariscenti sia nella lunghezza che nella potenza. Collegò queste differenze non con la struttura fisica delle varie isole ma con le abitudini alimentari degli uccelli. Quelli con un becco potente si alimentavano di semi grossi; quelli con becchi più piccoli si alimentavano di semi piccoli e quelli con becchi sottili si alimentavano prevalentemente di insetti. Postulò quindi che ogni fringuello aveva quel particolare aspetto proprio in base al cibo che riusciva a trovare nel proprio ambiente, un esempio questo di ciò che successivamente è stato chiamato adattamento. Questi uccelli sono ormai noti in campo scientifico come i fringuelli di Darwin.charles darwin
Lungo la costa del Pacifico, nell'America Meridionale, Darwin osservò anche che talune specie, fra di loro strettamente correlate, vivevano in aree geografiche adiacenti e che alcune specie, che si trovavano su isole oceaniche isolate, in molti casi somigliavano a specie che era possibile riscontrare sulla terraferma più vicina. Il modo di pensare più radicato nei biologi di quel tempo era di considerare che tutte le specie viventi fossero immodificabili e che fossero state create così come si presentavano; tuttavia Darwin aveva trovato che specie simili sono presenti sempre in aree geografiche adiacenti. Quando, in una certa località, trovò dei resti fossili di specie estinte che erano molto simili a delle specie viventi, cominciò a chiedersi perché specie fra di loro molto simili fossero esistite ed esistessero in periodi di tempo geologicamente successivi.
Darwin raccolse molti campioni biologici e geologici, studiò molti reperti fossili e fece una serie di osservazioni sulla forma, sul numero, sulle diversità e sulle abitudini di vita di forme di vita differenti fra di loro. Da questa sua meticolosa ricerca giunse all'idea che le specie derivano, o meglio, discendono, dopo aver subito delle modifiche, da altre specie: in altre parole, tutte le specie viventi si sono evolute a partire da altre specie.
Il nonno di Darwin, Erasmus, aveva già accennato, ai suoi tempi, al concetto di evoluzione e alcuni geologi contemporanei di Darwin avevano considerato con favore la possibilità che l'aspetto esterno della terra potesse aver subito delle modificazioni durante i vari periodi del tempo; Darwin, però, aspettò diversi anni dopo il suo ritorno in Inghilterra, avvenuto nel 1836, per presentare le sue conclusioni. Comunicò nel 1839 nel «Journal of Researches» solo alcuni dati estratti dalla vastissima quantità di osservazioni che aveva accumulato durante il suo lungo viaggio. Scrisse anche un breve riassunto delle sue idee sull'evoluzione, che rimasero perciò note solo a un ristretto numero di scienziati. La maggior parte del suo tempo Darwin lo dedicò ad altri lavori tra cui uno studio dettagliato sui cirripedi.
Si sposò nel 1839 con una cugina, Emma Wedgwood, e visse a Londra solo per poco tempo durante il quale fu ammesso alla Royal Society. Nel 1842 si stabilì a Downe, nel Kent, afflitto da un cattivo stato di salute in conseguenza del suo viaggio sul Beagle. In questo periodo, durante il quale fu soggetto a vari sintomi di affaticamento e a disturbi intestinali, fu considerato come un vero e proprio ipocondriaco. In realtà era stato colpito in Argentina dalle punture, di un insetto che gli tramise la tripanosomiasi.
ORIGINE DELLE SPECIE
Nel 1856 Darwin cominciò a scrivere la sua teoria dell'evoluzione attraverso la selezione naturale, ma prima di aver finito questa opera ricevette nel 1858 una pubblicazione del naturalista Alfred Russell Wallace che presentava una teoria simile alla sua. Alcuni amici comuni fecero in modo che i due scienziati presentassero una comunicazione congiunta alla Linnaean Society di Londra nel 1858. Il 27 novembre 1859 fu pubblicato un riassunto della teoria di Darwin con il lungo titolo On thè Origin of Species by Means of Natural Selection, or thè Preservation of Favoured Races in the Struggle for Life (Sull'origine delle specie per mezzo della selezione naturale, o la conservazione delle razze favorite nella lotta per la vita).
Darwinismo. In questo libro Darwin presentò la sua ipotesi che le specie si evolvono da altre specie più primitive attraverso il processo della selezione naturale che agisce in natura in modo del tutto spontaneo. Questo tipo di impostazione scientifica è ormai noto come darwinismo. Nel suo resoconto su come si verifica la selezione naturale, egli fece notare che non tutti gli individui di una data specie sono esattamente uguali fra di loro, ma sì notano invece nei vari individui alcune variazioni e differenze e osservò che proprio queste alterazioni possono rendere gli individui che le possiedono più adattati a particolari condizioni ecologiche. Teorizzò che gli individui ben adattati di una determinata specie hanno maggiori possibilità di sopravvivere e di generare figli che non quelli meno adattati e perciò, col passare del tempo, questi ultimi tendono lentamente a scomparire. L'accumulo di meccanismi di adattamento a un particolare modo di vita conduce, se c'è una dispersione geografica della popolazione, alla formazione e allo sviluppo di specie separate, ciascuna delle quali adattata al suo particolare ambiente ecologico nel quale viene a trovarsi. Doveva essere una scienza che si sviluppò in seguito, la genetica, a fornire una spiegazione dettagliata di questo processo. Impatto sull'ambiente scientifico. L'effetto causato da On thè Origin of Species fu immediato e il libro si diffuse in modo molto ampio. L'opera si scontrava con molti schemi di pensiero che a quei tempi venivano accettati come validi, contraddiceva concetti e credenze religiose considerati dei punti fermi e metteva in luce il fatto che l'uomo è una specie come tante altre che si è evoluta da qualche forma più primitiva. I contrasti e i dibattiti su questa teoria si allargarono dall'Inghilterra all'Europa e quindi agli Stati Uniti (anche in tempi abbastanza recenti la teoria di Darwin sull'evoluzione ha suscitato delle discussioni spesso molto accese). Nonostante che le varie prove sperimentali fornite durante gli anni dallo stesso Darwin fossero estremamente convincenti e ben circostanziate, alcuni scienziati si allinearono con gli uomini di Chiesa e accettarono la visione ortodossa della scienza che questi ultimi mantenevano in vita; altri si opposero alla teoria come tale, altri ancora la accettarono in modo entusiastico.
Darwin stesso non si impegnò in modo molto deciso nella difesa della sua teoria lasciando che fossero altri a prendere le sue parti, in modo particolare il biologo inglese T. E. Huxley. Uno dei maggiori effetti che derivarono dalla pubblicazione del libro sull'origine delle specie fu la spinta vigorosa che ne ricevette la ricerca scientifica in campo biologico. Gli scienziati che operavano in tutti i settori della biologia si sforzarono di effettuare ricerche capaci di confermare o di confutare le idee di Darwin. Queste stesse idee si diffusero poi in molte altre discipline anche se talvolta in forme non strettamente aderenti ai concetti originali. Tipico a questo proposito è il cosiddetto darwinismo sociale che incoraggiava una interpretazione a dir poco spietata dell'idea che la sopravvivenza è tanto più favorita quanto più è adattato l'organismo. L'eugenetica, un termine coniato da sir Francis Galton, cugino di Darwin, per descrivere il miglioramento controllato delle varie specie, compreso l'uomo, era anch'essa in origine basata su premesse che si possono far risalire alle ipotesi di Darwin.
Darwin nel frattempo continuò a scrivere e a far ricerca, allargando e chiarendo sempre più i concetti che aveva esposto in On thè Origin of Species. Nel libro Descent of Man, and Selection in Relation to Sex (Sull'origine dell'uomo e sulla selezione in relazione al sesso, 1871) Darwin fornì alcune prove sperimentali sull'evoluzione dell'uomo a partire da forme primitive e discusse il ruolo della selezione sessuale nei confronti dell'evoluzione. Gli studi successivi furono dedicati alle piante. Fra i suoi lavori di carattere botanico si possono citare Insectivorous Plants (Piante insettivore, 1875), nel quale Darwin descrisse come la drosera cattura e digerisce gli insetti, e The Power of Movement in Plants (Potenza del movimento nelle piante, 1880), nel quale descrisse e spiegò come la luce influenza la direzione di crescita di una pianta. La sua ultima opera, Formation of Vegetable Mould through thè Action of Worms (Formazione di terre vegetali e di colture attraverso l'azione dei vermi, 1881), descrive nei dettagli la maniera con la quale i lombrichi arricchiscono e aerano il suolo, rendendo così un notevole beneficio all'agricoltura.
Darwin morì nel 1883 e fu sepolto nell'abbazia di Westminster. E ormai universalmente riconosciuto una delle più grandi figure nella storia delle scienze biologiche.

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