Cesare Battisti

 

MOLTI ITALIANI conoscono la figura di Battisti solo come quella di un grande patriota che andò incontro alla morte pur di affermare l'italianità della sua terra. Non sanno, però, che egli fu una rara e ammirevole personalità, anche al di fuori del modo glorioso in cui concluse la sua vita.

IL GEOGRAFO
Era nato a Trento (il 4 febbraio 1875) dalla famiglia di un commerciaste, uomo all'antica, sobrio, che i figli ricordavano di aver visto ridere sì e no qualche volta. Cesare prese tutta la gravita di carattere del padre, e fece sempre ogni cosa, nella sua vita, con estremo impegno e serietà; non si concesse una giovinezza spensierata, ma si dedicò presto e totalmente allo studio e al lavoro. Ecco alcune sue parole, pronunciate nel 1895: « L'unica realtà della nostra esistenza è il dovere», parole piuttosto rare in bocca a un giovane di vent'anni.
Unico suo svago erano le lunghe escursioni in montagna che gli fruttarono un grande amore per la sua terra e per il suo popolo e una profonda conoscenza di tutti gli aspetti geografici del Trentino. E qui si profila la figura del geografo. Egli compì gli studi universitari a Firenze, dedicandosi in modo particolare alle scienze geografìche; si laureò coi massimi voti. La tesi fu pubblicata e il giovane trentino divenne il miglior collaboratore dei suoi stessi docenti. Cominciò allora la sua attività di scrittore, dedicata soprattutto a studiare e descrivere la geografia trentina. Fa un certo effetto su uno dei suoi libri veder scritto, sulla copertina, « dott. Cesare Battisti »; ecco, si pensa, egli amò la sua terra anche così: studiandola e descrivendola agli altri italiani, perché anch'essi, conoscendola, potessero amarla. Si apre il volume con un certo rispetto, che presto diviene ammirazione perché vi troviamo un lavoro estremamente meticoloso e completo, la regione trentina è analizzata sotto tutti gli aspetti: orografici, idrografici, climatici, storici, amministrativi, ecclesiastici, demografici, economici, linguistici, culturali, finanziari, ecc.; un gran numero di cartine, compilate con criteri veramente moderni, accompagnano il testo. Forse Battisti avrebbe potuto diventare un ottimo docente di geografìa, se la sua ferma decisione di dedicarsi alla liberazione della sua terra non lo avesse presto indotto a lasciare Firenze.
Cesare Battisti ricondotto in cella dopo la lettura della sentenza che lo condanna a morte
IL PROPAGANDISTA
Ed eccolo di nuovo a Trento, ove inizia la sua attività di giornalista, di oratore, di organizzatore di società
filoitaliane. Bisogna sapere che l'Austria faceva di tutto per estirpare dalla popolazione trentina ogni carattere della nazionalità italiana: rendendo obbligatorio lo studio della lingua tedesca, vietando i rapporti e le comunicazioni con l'Italia, favorendo immigrazioni di Tedeschi e di Slavi. Contro questi sistemi, Battisti parlò e scrisse per vent'anni. Fondò e diresse numerosi giornali e periodici, si buscò centinaia di denunce, andò incontro a tutti i guai possibili con la polizia, la censura, l'amministrazione austriaca. Dai Trentini fu eletto rappresentante dell'Italia alla Dieta di Innsbruck e a Vienna. Anche qui difese a viso aperto i diritti della popolazione italiana. Quando poi scoppiò la guerra e l'Italia parve mantenersi neutrale, Battisti varcò di nuovo il confine e riprese la sua opera di propaganda in Italia: si trattava ora di persuadere gli Italiani che dei fratelli attendevano di essere liberati di là da un ingiusto confine.

IL SOLDATO
Riassumiamo con le parole di Battisti stesso le ultime vicende della sua vita.
Ecco la lettera che egli inviò al Ministero della guerra chiedendo di essere arruolato:
« ... mi metto a completa disposizione di cotesto Ministero, chiedendo di essere arruolato nell'esercito regolare... Ho trentanove anni, ma sono forte e abituato ai disagi della montagna.
Da vent'anni mi dedico allo studio della geografìa fìsica del Trentino, sul quale ho compilato molte memorie e molte guide territoriali. Ho fiducia che la mia domanda sarà accolta e che sarò mandato nelle prime file alla frontiera. C. Battisti, deputato al Parlamento austriaco per la città di Trento ».
Eccolo semplice soldato. Alle imprese al fronte alternò, presso il comando, l'utilissima attività di cartografo, fornendo materiale geografico prezioso per lo svolgimento delle operazioni. Sul campo, si guadagnò la promozione prima a sottotenente, poi a tenente. Sapeva quale sarebbe stata la sua fine se fosse caduto prigioniero; ma il giorno in cui durante una diffìcile azione si trovò circondato dai nemici, non pensò a porsi in salvo, come avrebbe potuto: pensò invece che il suo sacrifìcio avrebbe molto giovato alla causa italiana e molto nuociuto a quella austriaca. E si lasciò catturare. Ecco la dichiarazione che fece davanti al tribunale austriaco:
« Io sono cittadino italiano perchè sono stato nominato ufficiale dell'esercito italiano. Debbo, tuttavia, ammettere di non essere stato cassato dal nesso statale austriaco. Dichiaro, inoltre, di aver fatto, prima e dopo lo scoppio della guerra con l'Italia, un'intensissima propaganda, in ogni modo, parlando, scrivendo, e con la stampa, sostenendo la causa italiana e per l'annessione all'Italia di tutte le regioni italiane occupate dall'Austria; e di essere entrato di mia spontanea volontà nell'esercito italiano; e dopo la nomina a sottotenente e tenente, combattuto contro l'Austria, e fatto prigioniero di guerra mentre combattevo... ».
Che cosa poteva dire di più? Anche di fronte ai giudici aveva tenuto fede al suo ideale e a quella linea di estrema onestà che aveva caratterizzato tutta la sua vita. Un grande eroe, certo, ma innanzitutto anche un uomo tutto d'un pezzo, cioè sempre fedele ai suoi principi di austerità e di lealtà, a qualunque prezzo (12 luglio 1916).

(28) Cavour
(29) Carlo Alberto
(31) Carlo Magno
(32) Carlo Martello
(33) Carlo Marx
(34) Carlo V
(36) Caterina
di Russia
(37) Cesare Battisti
(38) Cesare
Beccaria
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-10-2014