Assurbanipal

 

ASSURBANIPAL regnò sulla Mesopotamia nel settimo secolo avanti Cristo. È una data abbastanza lontana per farci pensare che diffìcilmente potremmo trovare su questo personaggio notizie ampie e attendibili. Per di più solo un secolo e mezzo fa a mala pena si immaginava l'esistenza del suo popolo, delle sue città, della loro antica civiltà.
Eppure oggi siamo in grado di narrare la vita, i trionfi e i dolori di questo antico sovrano servendoci di documenti assolutamente originali, quali non esistono per personaggi storici vissuti molto tempo dopo di lui. Infatti possediamo noi una sola riga autografa di Giulio Cesare o di Augusto, o, almeno, uno scritto originale di quel tempo, che parli di loro? Assolutamente no, fatta eccezione, si intende, per le iscrizioni su pietra appartenenti a lapidi o monumenti. Questo fatto eccezionale si verifica invece per l'antichissimo Assurbanipal; e ciò si deve al fatto che i popoli mesopotamici usavano come materiale da scrittura non fogli di papiro o di pergamena, ma tavolette di argilla. Decine di migliaia di queste tavolette, alcune delle quali, si crede, scrìtte di pugno dal sovrano, dopo la distruzione delle città dell'Assiria sono rimaste per millenni sepolte nella sabbia, in attesa di costituire la gioia degli archeologi e degli storici moderni.

LE IMPRESE MILITARI
Assurbanipal era il terzo figlio di Assarhaddon, il sovrano di Assur, la città principale dell'Assiria. Non essendo l'erede al trono, egli fu destinato fin dalla gioventù ad un'alta carica sacerdotale. Ma il fratello maggiore, erede legittimo, morì anzitempo. Si tenne allora, nel 669, una seduta fra i personaggi più in vista del governo dell'Assiria; furono i militari ed i grandi sacerdoti a sostenere, in questa occasione, la candidatura del giovane Assurbanipal. Al secondo figlio del re, di nome Shamashshumukin, fu assegnato il principato e il governo di Babilonia, naturalmente sotto la sovranità del fratello Assurbanipal.
Militari e sacerdoti non avevano sbagliato a riporre la loro fiducia in Assurbanipal. Egli diede molta gloria (e grandi bottini) ai primi, tutelò ed accrebbe il prestigio dei secondi.il sovrano assiro assurbanipal
Le sue imprese militari mirarono a consolidare e ad espandere le conquiste compiute dal padre. Vinse le tribù selvagge che infestavano i deserti, facendo gran bottino di schiavi e cammelli, saccheggiò e distrusse Tebe, in Egitto. Recentemente in un palazzo di Assurbanipal a Ninive (altra città assira) si sono trovate statue di Faraoni, frutto dei suoi saccheggi in Egitto.
Ma il grande re assiro ebbe l'accortezza di abbandonare i territori egiziani quando divenne troppo difficile mantenerne il controllo. Verso il 652 avanti Cristo si trovò impegnato a dominare una rivolta di città mesopotamiche capeggiata dal fratello Shamashshumukin, governatore di Babilonia. La guerra fra i due fratelli rivali durò quattro anni e alla fine Assurbanipal costrinse il fratello a cercare la morte nell'incendio del proprio palazzo babilonese, mentre la città cadeva in sue mani. Ma la grande impresa di Assurbanipal fu la conquista dell'Elam, la regione a est della Mesopotamia. Ascoltiamone il racconto dalle sue parole: « Per il raggio di un mese e venticinque giorni di marcia io devastai le province dell'Elam. Vi sparsi il sale e le spine. I figli del re, le sorelle del re, i membri della famiglia reale dell'Elam, giovani e vecchi, prefetti, governatori, cavalieri, artigiani, quanti c'erano, abitanti maschi e femmine, grandi e piccoli, cavalli e mule, asini, greggi e mandrie più numerose di uno sciame di cavallette, io trasportai come bottino in Assiria ».
Al termine di queste imprese l'impero di Assurbanipal comprendeva l'Assiria, la Babilonia, la Media, l'Armenia, la Palestina, la Siria, la Fenicia, l'Elam e l'Egitto.

UN UOMO DI CULTURA
Pare incredibile che un guerriero crudele come Assurbanipal potesse nutrire un vero debole per la letteratura. Eppure per merito suo si raccolse una biblioteca di 30 000 tavolette d'argilla tutte catalogate, classificate e munite di una etichetta di riconoscimento. Esse contengono censimenti anagrafici e catastali, osservazioni astrologiche, oracoli, previsioni, esorcismi, preghiere, canti guerreschi e religiosi, genealogie di divinità e di re. Assurbanipal si compiaceva di leggere tutto ciò e di discuterne coi sacerdoti, che erano i depositari delia scienza. Ce lo dice egli stesso: « Appresi l'arcano tesoro di tutta l'arte di scrivere sulle tavole, comprendo i presagi del cielo e della terra, discuto nei consessi degli eruditi, so eseguire difficili casi di divisione e di moltiplicazione, so leggere i testi scritti nella diffìcile lingua sumerica, esaminai le pietre scritte nell'epoca del diluvio universale... ».
Assurbanipal trascorse l'ultimo periodo del suo lungo regno alternando queste attività da erudito alle cacce, alle corse, alle gare di tiro con l'arco. Poteva essere considerato un uomo felice. Eppure ecco il drammatico documento che egli ci ha lasciato scritto in una tavoletta, quasi certamente impressa di suo pugno, prima della morte avvenuta verso il 626 avanti Cristo. « Io ho agito bene verso gli dei e verso gli uomini, verso i morti e verso i vivi. Perché la malattia si è abbattuta su di me? io non posso liberarmi dalla discordia nel mio paese e dai dissensi nella mia casa. La malattia della mente e della carne sempre mi perseguita. Con un grido di dolore termino i miei giorni. Nel giorno del Dio protettore della città io sono infelice; sento che la morte si impadronisce di me e mi si avvicina ».

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-10-2014