Antonio Stoppani

 

NEL 1837, il naturalista svizzero Luigi Agassiz dava una notizia che doveva destare grande sorpresa tra gli studiosi di geologia (scienza che studia la composizione e la struttura della crosta terrestre nel corso dei secoli). Egli affermava che all'inizio dell'era quaternaria (circa un milione di anni fa) vi era stato sulla Terra un periodo glaciale. Ed aggiungeva che immense distese di ghiaccio avevano ricoperto la Pianura Padana. Tali inaspettate affermazioni erano sostenute dai fatti: ricerche compiute soprattuto nell'Europa centrale avevano dimostrato chiaramente l'esistenza in epoca lontana dei ghiacciai. Si erano potuti trovare morene e superfici levigate, ma soprattutto blocchi di roccia isolati, lontani dai punti di provenienza e quindi trasportati dai ghiacciai. Per la geologia si era aperto un nuovo capitolo. In seguito a quella scoperta, alcuni fenomeni della Terra potevano ora venire interpretati diversamente. Un problema, ad esempio, che appassionava i geologi fin dalla fine del Settecento, era quello dell'origine dei laghi delle Prealpi italiane. Ad esso si poteva ora dare una risposta definitiva? Tra i molti studiosi che affrontarono tale questione e che lasciarono importanti studi geologici, è da ricordare l'italiano Antonio Stoppani.

UN GEOLOGO FAMOSO
La passione per la geologia nasce in Antonio Stoppani quando ancora è studente nel Seminario di Monza. Tutto ciò che nella natura gli sembra possa rivelare il passato della Terra diviene ben presto oggetto dei suoi studi. Nei dintorni di Lecco, sua città natale, comincia a fare le sue prime scoperte: nelle rocce delle montagne egli trova fossili di pesci e conchiglie. Non ci possono essere dubbi: quei resti ormai pietrificati indicano chiaramente che, dove ora c'è la terra, in tempi antichissimi doveva esserci il mare! E Stoppani si appassiona a tal punto alla ricerca di quei fossili, che decide di esplorare minuziosamente tutta la zona delle Prealpi lombarde. Allora le scoperte si susseguono alle scoperte: in poco tempo il giovane seminarista può addirittura allestire in casa sua un vero museo di curiosità geologiche. Ordinato sacerdote nel 1848, Stoppani non tralascia i suoi studi prediletti; anzi, ormai ha deciso, si dedicherà unicamente alla geologia. Rimane ancora insoluto il problema dell'origine dei laghi prealpini? Ebbene, egli non si darà pace fino a che non gli sembrerà di aver trovato la giusta soluzione.
Dopo aver pubblicato alcune opere che lo rivelano uno dei più illustri geologi del tempo, Antonio Stoppani viene nominato professore di geologia all'Università di Pavia. Per merito suo, anche la zona delle Prealpi è ormai geologicamente nota.
Si può quindi comporre una carta geologica d'Italia, e il Governo italiano ne da l'incarico ad Antonio Stoppani. Intanto, le continue ricerche che egli va compiendo in Lombardia, lo portano a nuove e inaspettate scoperte: nei laghi di Pusiano, di Varese e di Como vengono alla luce resti di antichi villaggi su palafitte, risalenti nientemeno che all'età della pietra. Si può ormai sapere con certezza che l'Italia era abitata fin dalle epoche più remote. Gli studi di Antonio Stoppani non si limitano soltanto all'Italia: egli si reca a fare ricerche geologiche anche in Svizzera, Germania, Francia, Inghilterra, Austria, Russia, Turchia, Palestina ed Egitto. Come frutto di tali ricerche, lo Stoppani pubblica nel 1873 il Corso di geologia. Allora i migliori testi di geologia erano quelli di autori inglesi, francesi e tedeschi; con la grande opera dello Stoppani anche l'Italia può vantarsi di dire la sua parola in questa scienza. Approfonditi sempre più i suoi studi, il grande geologo giunge ad avanzare un'ipotesi assolutamente nuova: egli sostiene che buona parte della zona glaciale antartica è da ritenersi una vera e propria massa continentale. I geologi del suo tempo la ritengono un'ipotesi addirittura assurda, ma le grandi esplorazioni dell'inizio ventesimo secolo hanno dato pienamente ragione a Stoppani. Appena nominato direttore del Museo Civico di Milano, Antonio Stoppani ha un'idea: quella cioè di porre la geologia alla portata di tutti. Ed ecco allora che tiene conferenze e scrive articoli su giornali e riviste. Chi si reca ad ascoltare le sue conferenze, chi legge i suoi articoli sono però soltanto gli adulti. E i giovanetti? Perché non mettere anche loro al corrente delle ultime scoperte geologiche? pensa Stoppani. Ed ecco che egli scrive un libro adatto alla gioventù. In esso, descrivendo le bellezze naturali dell'Italia, espone via via in modo semplice e chiaro i più importanti principi di storia naturale e di geologia. II Bel Paese (questo è il titolo del libro) ottiene subito un enorme successo e viene considerato il capolavoro di Stoppani. E così, quando nel 1891 Antonio Stoppani cessa di vivere, il dolore per la sua scomparsa non colpisce soltanto un piccolo gruppo di studiosi, ma anche le migliaia e migliaia di giovani che hanno conosciuto il sacerdote geologo attraverso la piacevolissima lettura del suo capolavoro.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-10-2014