Antonio Pigafetta

 

SAN LUCAR DE BARRAMEDA (Spagna), 6 settembre 1522. Quindici uomini, scalzi, denutriti e malconci si recano in pellegrinaggio di ringraziamento al Santuario di Santa Maria della Vittoria. Sono gli unici superstiti dei 262 uomini partiti quasi tre anni prima al seguito della spedizione guidata da Magellano. Le battaglie contro gli indigeni delle isole su cui sono sbarcati, la fame, le malattie hanno decimato l'equipaggio, mentre le tempeste hanno distrutto ben quattro delle cinque navi sulle quali gli uomini si erano imbarcati. Tra i pochi reduci vi è un giovane italiano, appartenente a una famiglia patrizia di Vicenza. Egli ritorna dalla spedizione portando un prezioso diario di bordo, grazie al quale è stato possibile conoscere tutte le vicende di quel fantastico primo giro del mondo. Questo giovane è Antonio Pigafetta.

SPIRITO AVVENTUROSO
Dell'infanzia e della gioventù di Antonio Pigafetta si sa piuttosto poco. È incerto persino il suo anno di nascita: alcuni biografi sostengono che sia il 1480, altri il 1490. È noto comunque che Pigafetta era l'unico discendente di un'antica famiglia nobiliare di Vicenza e che fece parte dei Cavalieri dell'Ordine di Rodi. Si sa anche che fin da giovinetto egli ebbe un solo desiderio: quello di navigare. Si era infatti nell'epoca delle grandi scoperte geografiche e i viaggi verso paesi sconosciuti attiravano i più ardimentosi.
Per giornate intere Pigafetta restava chiuso nella sua stanza a studiare carte geografiche, libri di navigazione, strumenti nautici e a progettare grandi spedizioni per mare di cui egli avrebbe voluto essere il capo. Naturalmente poi fece di tutto per appagare questo suo desiderio. Cari genitori — disse un giorno il giovane Antonio — io sento che il mio destino è sul mare. Le fatiche, il pericolo, le privazioni, le insidie dell'oceano non mi spaventano. Di fronte a una decisione così risoluta, i vecchi genitori non ebbero la forza di opporsi. Fu così che Antonio Pigafetta, dopo alcuni preparativi, lasciò Vicenza.

FINALMENTE L'OCCASIONE PROPIZIA
Nel 1519, Pigafetta giunse in Spagna con Francesco Chiericati, un illustre prelato suo concittadino, che era Nunzio Apostolico presso il re Carlo V di Spagna. A Barcellona, venne a sapere che il navigatore portoghese Fernando Magellano aveva presentato al re Carlo V il progetto di un lungo viaggio per mare. Magellano avrebbe voluto raggiungere le isole Molucche navigando verso ponente e passando dall'Atlantico al Pacifico per mezzo di uno stretto di mare che era convinto dovesse esistere. Per Pigafetta era giunta finalmente la buona occasione. Senza esitare, egli lasciò Barcellona e si recò a Siviglia per conferire direttamente con Magellano. Portava con sé una lettera di raccomandazione del Chiericati.
il busto dell'esploratore Antonio Pigafetta
CRIADO DI MAGELLANO
Era una mattina di settembre quando Antonio Pigafetta si presentò a Magellano.
Cavaliere — chiese Magellano — voi volete dividere con me i pericoli di un viaggio alle Molucche? Con entusiasmo, capitano — rispose Pigafetta — e sono sicuro di condividere anche il successo dell'impresa a voi affidata. L'accordo era così stipulato. Pigafetta si aggregò alla spedizione di Magellano col grado di criado, cioè segretario addetto alla persona del comandante. Bisógna proprio dire che durante tutta la navigazione Pigafetta dimostrò di possedere una tempra veramente eccezionale. In quei tre duri anni di viaggio, a bordo di navi vecchie e prive di ogni conforto, sotto climi insopportabili, tra atroci sofferenze provocate dalla fame e dalla sete, Pigafetta fu l'unico uomo dell'equipaggio che non ebbe nemmeno una minima indisposizione. La peste, lo scòrbùto, le ferite purulente uccisero a decine i suoi compagni. Ma Pigafetta, anche quando fu costretto a calmare la fame con cuoio rammollito, non lamentò neanche un minimo disturbo intestinale. Terminata la spedizione, Pigafetta fece una relazione del lungo viaggio ai Sovrani di Spagna e del Portogallo e a Maria Luisa di Savoia, reggente al trono di Francia. A Vicenza, dove tornò nel 1523, si fermò ben poco. Lasciò la città natale per andare a soggiornare prima a Mantova, alla Corte dei Gonzaga, e poi a Roma, alla Corte papale. Ma nell'estate del 1524, egli, non si sa per quale ragione, venne licenziato dalla Corte papale Fin qui arrivano le notizie che noi abbiamo di lui.

IL SUO DIARIO
Pigafetta scrisse un diario di bordo durante i tre anni di navigazione. Esso contiene notizie sulla rotta del viaggio, resoconti delle ambascerie fatte da lui stesso ai vari re dei luoghi in cui le navi approdavano, relazioni sui singolari
costumi delle popolazioni indigene, osservazioni sulla flora e la fauna Da questa data in poi, della sua vita non si sa più nulla. dei paesi esplorati lungo il viaggio. Il diario comprende inoltre un dizionarietto dei vocaboli di uso comune adoperati dagli indigeni delle Molucche, della Patagonia e delle Filippine. Nessuno prima di Pigafetta aveva descritto con tanta ricchezza di particolari i paesi visitati. Si può quindi capire come questo diario costituisca il più importante documento del viaggio di Magellano.

(6) Alessandro
Magno
(7) Alessandro
Manzoni
(8) Alessandro
Volta
(9) Alexander
Humboldt
(10) Amerigo
Vespucci
(14) Antonio
Pigafetta
(15) Antonio
Stoppani
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-10-2014