Amerigo Vespucci

 

LA PRIMA VOLTA che Amerigo Vespucci sbarcò nell'isola di Trinidad, nell'estate del 1499, gli indigeni lo invitarono con grandi sorrisi ad entrare nelle loro capanne. Rassicurato dal loro fare bonario, il grande navigatore li seguì. Ma non appena ebbe messo piede nella prima capanna vide qualcosa che avrebbe fatto una certa impressione a chiunque: un enorme mucchio di ossa umane accatastate in un angolo. Fingendo indifferenza, Vespucci rivolse uno sguardo interrogativo al vecchietto dal viso mite che lo aveva fatto entrare. Con una serie di gesti, quello spiegò che lui e i suoi connazionali solevano recarsi nelle isole vicine a catturare uomini e donne; poi se li dividevano... e se li pappavano allegramente. Vespucci sentì un brivido, ma non battè ciglio: continuò a sorridere con l'aria più tranquilla del mondo, e cambiò argomento facendo intendere al bravo vecchietto che gli interessava conoscere la sua età. Il vecchio indicò la collana che gli pendeva sul petto: ogni pietruzza un anno, ed erano centotrenta!
Gli vennero poi indicati altri Matusalemme che avevano chi 120, chi 150 anni: quella brava gente pareva vivere molto a lungo, ed era molto orgogliosa di questa longevità. Il navigatore capì che complimenti e felicitazioni non dovevano essere risparmiati, se voleva farseli amici, e distribuì agli arzilli vecchioni dei fazzoletti colorati e pezzi di vetro variopinto che aveva portato con sé. In tal modo se li fece tanto amici che non solo uscì vivo da quell'incontro con i cannibali, ma venne scortato fino alla sua nave e salutato con grandi manifestazioni di vera simpatia.

DA MERCANTE A ESPORATORE
Amerigo Vespucci riuscì a tornare sempre vivo dai suoi avvenurosi viaggi. Ottenne questo grazie al suo sangue freddo ed alla sua capacità di dominare ie situazioni più diffìcili. Eppure quest'uomo, destinato a rivelare un temperamento così straordinario, era giunto fin quasi a 50 anni conducendo una vita ben diversa da quella dell'ardito navigatore. Nato il 18 marzo 1454 a Firenze, seguì gli studi ciassici ed ebbe come maestro dì geografìa ed astronomia il grande matematico fiorenino Paolo Dal Pozzo Toscanelli. Dedicatosi al commercio, nel 1492 veniva mandato a Siviglia presso la ditta del ricco banchiere Giannozzo Berardi. Qui si dimostrò tanto abile che divenne suo socio e alla morte del Berardi ebbe la direzione della ditta. Accorto e intelligente, il Vespucci fu il tipico commerciante del Quattrocento. Anche fisicamene il suo aspetto era quello del bravo borghese: la sua aria bonaria, il suo sorriso indulgente, le sue maniere cortesi ispirarono a tutti fiducia e simpatia. Ma il commerciante Vespucci era anche un espero cosmografo di navi e di strumenti nautici. La sua ditta, infatti, era specializzata nell' allesire le spedizionì dei navigatori i quali, nel Quattrocento, andavano numerosi alla ricerca di nuove terre. Fu proprio lui, Amerigo Vespucci, a preparare il terzo viaggio di Colombo. Finché un giorno ci fu il colpo di scena: il mercante si faceva esploratore, l'agiato e pacifico commerciante quasi cinquantenne lasciava il suo modesto negozio per imbarcarsi su una nave diretta verso l'ignoto.
Ritratto di Amerigo Vespucci del  Botticelli
STRAORDINARIE AVVENTURE
Si era nel 1499 e l'avventuriero Alonzo de Hojeda aveva avuto l'autorizzazione di armare una squadra di 4 navi per proseguire le scoperte colombiane. Allora il Vespucci si fece improvvisamente avanti, associandosi all'impresa. Il 16 maggio la flotta salpava da Codice. I due uomini, però, non andavano d'accordo e così si divisero dandosi appuntamento per il ritorno all'isola di Haiti, scoperta da poco da Colombo. Le due navi capitanate dall'Hojeda si dirigevano a Nord mentre le due guidate dal Vespucci volgevano a Sud. Fu durante questo viaggio che Amerigo Vespucci scoperse l'isola di Trinidad e visse l'avventura fra i cannibali di cui abbiamo parlato. Non fu quella, del resto, l'unica volta che lui e i suoi marinai si trovarono in circostanze abbastanza pericolose. Un'altra straordinaria avventura, ad esempio, fu lo sbarco nell'isola dei giganti. Giunti sulla spiaggia di Curagao, il Vespucci e i suoi compagni si videro venire incontro enormi donne, alte più di due metri. Esse offrirono loro dei cesti di frutta e poi li condussero nelle loro capanne, dove si trovavano degli uomini dall'aria poco raccomandabile, ancor più giganteschi delle donne. A quella vista i compagni del fiorentino si sentirono piegare le ginocchia. Già si vedevano perduti; ma Vespucci col suo sangue freddo e la sua cortesia seppe risolvere ancora una volta la situazione. Quando giunse il momento della partenza i robusti indigeni parevano addirittura dispiaciuti. Alla fine di giugno del 1500 Amerigo Vespucci, ricongiuntosi con l'Hojeda ad Haiti, era di ritorno in Spagna.

SOTTO UN'ALTRA BANDIERA
Vespucci si aspettava di partire subito con un'altra spedizione, ma il re Ferdinando e la regina Isabella non erano disposti a finanziare una nuova impresa. Dopo mesi di attesa, il fiorentino, che fremeva dalla voglia di partire, ricevette delle offerte dal re del Portogallo; Ferdinando e Isabella finalmente acconsentirono che egli accettasse tali offerte e così, l'anno seguente, Vespucci partì con una spedizione che batteva bandiera portoghese.
Fu durante questo viaggio che il fiorentino capì come le terre da lui raggiunte facessero parte di un nuovo mondo, e proprio in riconoscimento a questa sua intuizione l'America fu chiamata così: America, ossia terra di Amerigo. Non ha senso, perciò, l'accusa che fu rivolta alla memoria di Vespucci di aver usurpato la fama di scopritore a Cristoforo Colombo: egli fu infatti uno dei migliori amici dell'ammiraglio genovese, e non cercò mai di scavalcarlo. Il nome di America, inoltre, fu dato al Nuovo Mondo quando Vespucci era già morto: non certo, perciò, per suo interessamento o per suo desiderio.

LE SUE SCOPERTE E LA SUA IMPORTANZA
Amerigo Vespucci occupa un posto di grande importanza nella storia delle esplorazioni dell'America, che ebbe la sua epoca d'oro appunto tra la fine del '400 e la prima metà del '500. Durante il suo viaggio del 1499 egli toccò le coste del Brasile dieci mesi prima dei Cabrai, che dai Portoghesi è considerato lo scopritore di questa terra. Inoltre scoperse Trinidad, tagliò per primo l'Equatore ad occidente, raggiunse e risalì il Rio Amazzoni, vide per primo la Croce del Sud, una costellazione dell'emisfero australe. Il suo viaggio del 1501, durante il quale egli esplorò le coste del Brasile e scoperse il Rio de la Plata, ebbe poi, dal punto di vista geografico, una importanza enorme, perché fu proprio esso a dare l'idea che le terre recentemente scoperte formassero una massa continentale indipendente, un nuovo mondo che nulla aveva a che fare con l'Asia. Il Vespucci se ne rese conto perché costeggiò la terraferma fino ad una latitudine meridionale allora mai raggiunta, senza incontrare alcun indizio che facesse pensare all'Asia.

MORÌ POVERO
Dopo il viaggio del 1501, Vespucci ne fece un altro nel 1503. Quindi, ottenuta la cittadinanza spagnola, si mise a riposo. Investito dal re della carica di Piloto Major, istruì i piloti spagnoli destinati ai grandi viaggi. Tanti onori, però, fruttarono ben pochi quattrini ad Amerigo Vespucci: quando, il 22 febbraio 1512, a Siviglia, egli morì, sua moglie si trovò in povertà. Così finì colui che era destinato a dare il suo nome all'America.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-10-2014