Alessandro Manzoni

 

ALLORCHÉ, dopo la seconda guerra per l'indipendenza e l'impresa dei Mille, fu raggiunta la tanto sospirata e combattuta unità d'Italia, molti dei più illustri personaggi che ne erano stati i protagonisti si recarono a salutare il vecchio grande poeta Manzoni. Primo a giungere nella bella casa milanese di via Morone fu il ministro Cavour, al quale il poeta ricambiò la sua alta stima con una di quelle frasi profonde e argute nello stesso tempo che sapeva spesso trovare; gli disse : Voi avete le qualità dell'uomo di Stato: avete ordinariamente la prudenza, e al bisogno l'imprudenza. Da lui si recarono nel 1860 Vittorio Emanuele II, nel '62 Giuseppe Garibaldi, nel '68 Giuseppe Verdi. Alessandro Manzoni veniva così ossequiato perché, come poeta e scrittore, attraverso la sua opera aveva diffuso l'amore per la comune madre lingua e soprattutto ispirato saggezza di vita e amore di patria.

LA VITA
Alessandro Manzoni nacque a Milano il 7 marzo 1785 dal nobile don Pietro e dalla marchesina Giulia Beccaria, figlia del celebre Cesare Beccaria, autore del famoso libro Dei delitti e delle pene.
Negli anni della sua giovinezza Lisandrino, come veniva chiamato in famiglia, compì severi studi classici nei collegi di Merate e di Lugano, poi al Longone di Milano e a Magenta. Ben presto nacque in lui la passione della lettura e della poesia; leggeva i poeti del tempo tra i quali ammirava soprattutto il divino Monti, che divenne poi suo amico.
Importanti avvenimenti intanto succedevano in Lombardia. Nel 1796 entrarono in Milano le truppe francesi di Napoleone il quale, definendosi liberatore dei popoli oppressi, proclamava la Repubblica Cisalpina. La nobiltà Alessandro Manzonidella città era per la maggior parte favorevole alla nuova idea rivoluzionaria portata dai Francesi. Anche Manzoni le sosteneva e, dopo il ritorno di Napoleone in Lombardia nel 1801, egli compose un poemetto inneggiante alla libertà. Dopo aver terminati gli studi, Manzoni partecipò attivamente alla vita intellettuale della sua città; egli si recava spesso a Pavia ad ascoltare le lezioni di Giuseppe Zola e del Foscolo, frequentava riunioni e ritrovi letterari, mentre faceva amicizia con diversi scrittori e poeti. Per parecchi anni Alessandro non vide la madre, la quale si era stabilita a Parigi; finalmente la raggiunse nel 1805. Nella capitale francese il Manzoni venne introdotto dalla madre in diversi ambienti intellettuali dove ebbe modo di conoscere molti scrittori francesi. Durante questi contatti col mondo culturale parigino, Manzoni sentì nascere in sé molte idee nuove e propositi di lavoro; nello stesso tempo si accentuò ancor più in lui il sentimento antireligioso. Nel 1807 Manzoni venne colpito dal primo dei numerosi lutti della sua lunga vita: gli morì il padre. Dopo alcuni mesi Manzoni conobbe colei che diventerà sua moglie: Enrichetta Blondel, una dolcissima creatura che egli sposò l'anno successivo con rito calvinista essendo la famiglia di lei protestante.
L'anno 1810 segnò una svolta decisiva nella vita del Manzoni. Dopo una lunga crisi religiosa, il poeta si riaccostò alla religione cattolica. Ottenuta una concessione papale, celebrò il suo matrimonio secondo il rito religioso cattolico e la dolce moglie lo seguì abiurando la propria religione e facendosi cattolica. Nel 1813 Manzoni acquistò la casa di via Morone che rimase la dimora definitiva per tutta la sua vita. Con lui andò ad abitare anche la madre. Dopo là caduta di Napoleone, ancora una volta ritornarono in Lombardia gli Austriaci. Da essi Alessandro Manzoni, già famoso poeta, ebbe offerte di cariche onorifiche. Ma Manzoni non accettò. Schivo di ogni pubblicità e di carattere riservato, egli non volle mai immischiarsi in attività pubbliche, e tantomeno in quelle austriache. Le sue idee politiche erano infatti profondamente italiane. Egli ebbe costanti rapporti di amicizia con carbonari, specialmente col conte Federico Confalonieri. Dopo il marzo del 1821, sdegnato per le crudeli repressioni austriache, Manzoni andò con la famiglia nella sua villa di Brusuglio. Là iniziò la stesura dei Promessi Sposi, il grande romanzo al quale lavorerà per quasi tutta la vita restante. Ma la vita, fino allora serena e tranquilla, cominciò ad essere funestata da gravi lutti: gli muoiono prima la mamma, poi l'adorata moglie e ben 8 dei 10 figli che ebbe. Nel 1861 perde la seconda moglie, la nobildonna Teresa Stampa che aveva sposato nel 1837. Uniche e grandi consolazioni sono per lui, oltre ai figli rimastigli, il suo romanzo, molto apprezzato, a cui lavora incessantemente per perfezionarlo nella lingua, e l'avverarsi di un'Italia libera e indipendente. Un giorno, scendendo la breve scalinata della chiesa di San Fedele, la sua chiesa , ebbe un capogiro e cadde. Fu per lui una caduta fatale; ormai vecchio di quasi novant'anni, non si riprese più. Morì il 22 maggio 1873, pochi giorni dopo la morte del figlio Pietro.
Le sue spoglie vennero inumate nel famedio (recinto degli uomini illustri nei cimiteri) del Cimitero monumentale di Milano, ove tuttora stanno. Nel primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi compose in sua memoria una celebre messa funebre.

LE OPERE DEL MANZONI
Ecco le opere, in ordine di tempo di pubblicazione, scritte dal grande poeta: Inni Sacri, la Resurrezione, il Nome di Maria, il Natale, la Passione, la Pentecoste, le Liriche (fra cui: l'ode Marzo 1821 , il Cinque Maggio é i cori del Carmagnola e dell'Adelchi ); le Tragedie (il Conte di Carmagnola e l' Adelchi); I Promessi Sposi, gli Scritti minori .

(1) Confucio
(2) Dracone
(3) Cervantes
Miguel
(6) Alessandro
Magno
(7) Alessandro
Manzoni
(8) Alessandro
Volta
(9) Alexander
Humboldt
(10) Amerigo
Vespucci
 
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 7-10-2014