la seconda guerra punica

 

QUELLA CHE STIAMO per narrare è la più terribile delle guerre che Roma abbia affrontato in tutti i suoi mille anni di storia. Una guerra lunga (durò la bellezza di 18 anni!) difficile e rischiosissima per ambedue i contendenti: Roma e la sua più grande rivale, Cartagine. Tito Livio, il massimo storico romano, impiegò più pagine per darci il resoconto di questa guerra che per narrare tutti i fatti dei precedenti cinque secoli di storia romana.
Qualunque trattato di storia romana non dedica ad essa meno di cento pagine; questo può darci un'idea della complessità delle operazioni militari e politiche che tale guerra richiese.

UNA SPEDIZIONE MILITARE DURATA SEDICI ANNI
La prima guerra punica s'era conclusa, ne] 241 avanti Cristo, con una parziale sconfitta di Cartagine, la quale dovette. abbandonare la Sicilia, la Sardegna e la Corsica Per rifarsi dì queste perdite, Cartagine iniziò e concluse vittoriosamente la conquista della Spagna. I Romani le imposero allora di non oltrepassare il fiume Ebro e di rispettare le città alleate dei Romani. Nel 219 Cartagine ritenne di essere tornata abbastanza forte per non dover più sottostare a queste imposizioni. Non solo, ma il comandante dell'esercito cartaginese, Annibale Barca (la cui vita avventurosa abbiamo narrata a pagina 266), decise di portare la guerra in Italia, per sferrare un attacco diretto verso Roma. Ebbe così inizio quella che si chiamò seconda guerra punica (219-202 avanti Cristo).

1) Dichiarazione di guerra! Annibale muove da Cartagèna, la potente colonia-arsenale che egli stesso aveva fondato in Spagna, e, dopo nove mesi di assedio, riesce a conquistare e distruggere Sagunto, una citta alleata dei Romani (anno 219 avanti Cristo).
2) Presso la città di Tarragona Annibale stabilisce un grande deposito di rifornimenti.
3) Passaggio dei Pirenei ed inizio della marcia verso l'Italia (anno 218 avanti Cristo). Annibale ha con sé circa
50 000 fanti, 9000 cavalieri e 37 elefanti. Non si tratta di un grandissimo esèrcito, ma è formato da truppe espertissime e fedeli. Siamo in primavera.
4) Le popolazioni celtiche della valle del Rodano si oppongono al passaggio dell'esercito cartaginese.
Annibale si apre la strada combattendo; ma le sue forze, per le perdite subite, si riducono a 38 000 fanti e 8000 cavalieri.
5) Passaggio delle Alpi; è un'impresa grandiosa e disperata. È autunno, cade la prima neve; occorrono nove giorni per la salita, sei per la discesa sul versante italiano. Sulle nevi, sulle rocce, nei burroni muore quasi la metà degli uomini, si perdono quasi tutte le vettovaglie, le armi, i carriaggi. Non sono più dì 20 000 fanti e 6000 cavalieri quelli che si accampano, laceri e sfiniti, nelle terre dei Galli Cisalpini. Si trattavano, fortunatamente, di popolazioni che Annibale si era rese amiche mandando, in precedenza, degli emissari a compiere trattative.
6) Roma si muove! Essa inizia la sua difesa con una azione di attacco: un esercito, al comando del console Sempronio Longo, viene mandato in Sicilia perché si prepari a sbarcare in Africa per attaccare Cartagine.
7) Partenza dal porto di Pisa di un esercito, comandato da P. Cornelio Scipione, verso la Gallia. Questo esercito doveva fermare Annibale prima che egli valicasse le Alpi; ma, sbarcato a Marsiglia, Scipione apprende che il cartaginese si trova già nella Pianura Padana; non rimane che fare dietro-front e precipitarsi in Alta Italia prima che sia troppo tardi. Una parte del proprio, esercito Scipione la fa però proseguire verso la Spagna, al comando del fratello Cneo Cornelio. L'esercito di Sempronio, che già aveva occupato Malta e stava per raggiungere l'Africa, viene immediatamente richiamato dal Senato.
8) Battaglia del Ticino (ottobre 218 avanti Cristo). Scipione, accorso oltre il Po per arrestare l'avanzata di Arinibale, si scontra con lui e ne viene sconfìtto. Il console stesso salva a mala pena la vita. In seguito a questa prima vittoria di Annibale, i Galli Cisalpini passano decisamente dalla sua parte, fatto che fu di grave danno per i Romani.
9) Battaglia della Trebbia (25 dicembre 218 avanti Cristo). Scipione ricongiunge le proprie legioni a quelle di Sempronio che ha risalito a marce forzate tutta l'Italia. I due generali tentano nuovamente di troncare l'avanzata nemica; ma Annibale, con uno stratagemma, li sconfìgge nuovamente presso il fiume Trebbia. Le perdite dei Romani in quella battaglia ammontarono a ben ventimila uomini!
10) Distrutte le riserve di Annibale! Cneo Cornelio Scipione, raggiunta Tarragona, distrugge le riserve di Annibale e stabilisce un forte presidio.
Questa impresa costituì l'unico successo romano nella prima annata di guerra.
11) Battaglia del Lago Trasimeno (primavera 217 avanti Cristo). Al "comando del nuovo console, Flaminio, un altro esercito romano muove contro l'invasore. Ma questi riesce a sorprenderlo "mentre è in marcia lungo le rive del Lago Trasimeno, in .una zona chiusa fra
due gole. 15 000 Romani e lo stesso Flaminio rimangono uccisi oppure annegati nel lago.
12) Una nuova tattica. Annibale è praticamente alle porte di Roma, ma non osa attaccare la grande città e devia verso l'Umbria cercando di sollevare le popolazioni locali. Ridotti in così gravi condizioni, i Romani eleggono un dittatore: Quinto Fabio Massimo. Egli adotta la tattica di evitare le grandi battaglie e di logorare il nemico con continui piccoli attacchi.
13) Canne, 2 agosto 216 avanti Cristo: la più grande sconfìtta della storia di Roma. La tàttica « temporeggiatrice » adottata da Fabio Massimo stanca presto i Romani che sono desiderosi di combattere apertamente il nemico. Infatti due nuovi consoli, Paolo Emilio e Terenzio Varrone, attaccano l'esercito di Annibale nella piana di Canne, in Puglia, ma subiscono una tregenda sconfitta: circa 50 000 soldati romani, ottanta senatori e persino uno dei consoli periscono in quella battaglia. Annibale sembra veramente invincibile!
14) Peregrinazioni di Annibale nell'Italia meridionale. Dopo la schiacciante vittoria di Canne, Annibale offre ai Romani la possibilità di trattare la resa, ma il Senato romano rifiuta sdegnosamente la proposta. Perché Roma dovrebbe arrendersi? Annibale l'ha sì sconfitta in diverse grandi battaglie, ma ha forse la possibilità di occupare Roma o tutte le altre città d'Italia a lei fedeli? Il suo minuscolo esercito, mostratosi invincibile nelle battaglie, sarebbe inefficace per un lungo assedio. Il Senato romano comprende che per vincere il pericoloso nemico è sufficiente pazientare ed impedirgli di ricevere rinforzi.La mancanza di aiuti e la lontananza dalla sua patria lo logorerebbero lentamente. Dopo i fatti di Canne, Annibale rimane in Italia per altri quattórdici anni; riporta ancora numerose piccole vittorie, ma non riesce a concludere la guerra in suo favore. Anzi, quanto più il tempo passa, tanto più la situazione si fa diffìcile. Egli impiega tutto questo tempo nel tentativo di allearsi le città italiane, ma quasi tutte preferiscono rimanere fedeli a Roma.
15) Punizione di una città ribelle. Nel 212 il Console Claudio Marcello espugna e saccheggia Siracusa, che si era schierata dalla parte del nemico. Anche le città di Capua e Taranto subiscono la stessa sorte per lo stesso motivo. 16) Annibale a tre miglia da Roma! Nella primavera del 211 Annibale, durante uno dei suoi spostamenti, giunge in vista della sua grande nemica. Con quale commozione egli guardala metropoli che è riuscito a battere ma non a domare! Il Senato romano si spaventa così poco di questa presenza che, per mostrare la sua sicurezza, mette in vendita all'asta il terreno sul quale Annibale aveva posto il suo campo. E il terreno viene aggiudicato allo stesso prezzo che se fosse stato libero!
17) Una sconfìtta e una vittoria in terra di Spagna. Il possesso della Spagna era importantissimo per ambedue i rivali perché di là sarebbero potuti partire i rinforzi che insistentemente Annibale invocava: là, infatti, si trovava suo fratello Asdrubale. Nel 211 i fratelli generali Publio Cornelio Scipione e Cneo Cornelio Scipione sono da questo sconfìtti ed uccisi. Ma pochi anni dopo sono vendicati dal figlio del primo, che si chiama anch'egli Publio Cornelio Scipione. Egli sconfìgge Asdrubale e conquista Cartagena.
18) L'impresa di Asdrubale. Nel 207, aderendo ai continui richiami di Annibale, Asdrubale lascia la Spagna con circa 60 000 uomini. Rapidamente e senza subire perdite egli giunge in Italia. Guai se i due eserciti cartaginesi riuscissero a ricongiungersi!
19) La battaglia del Metauro (primavera del 207 avanti Cristo). Il ricongiungimento fra i due eserciti avversari è impedito dall'audacia e dalla decisione del console Claudio Nerone, il quale, lasciato un piccolo contingente delle sue forze davanti ad Annibale, corre velocemente incontro ad Asdrubale e riesce a sconfìggerlo, sul fiume Metauro, uccidendolo e disperdendo il suo potente esercito.
20) La fine delle speranze di Annibale. Vista svanire ogni possibilità di ricevere aiuti, Annibale si ritira con le poche truppe rimastegli nell'estrema punta della penisola, in Calabria, pensando di passare in Sicilia per eccitare alla rivolta contro Roma le città dell'isola.
21) I Romani in Africa. Ma per Roma è giunto il momento di passare alla riscossa decisiva. Un potente esercito viene armato e affidato al nuovo Publio Cornelio Scipione, reduce dalle vittorie in Spagna: 25 000 uomini, su 40 navi da guerra e 400 da carico salpano dal Lilibeo verso la costa africana. Davanti a una tale minaccia il governo cartaginese richiama subito In patria Annibale.
Lo scopo principale dei Romani, che era quello di allontanare finalmente Annibale dal suolo italiano, viene quindi raggiunto.
22) La battaglia di Zama (estate del 202 avanti Cristo). Lo scontro definitivo fra i due eserciti avviene nella regione desertica a sud-ovest di Cartaginé. Annibale ancora una volta dispone le sue forze con la più grande accortezza e genialità, ma questa volta la fortuna non è dalla sua parte. L'esercito cartaginese viene sopraffatto; è la prima ed unica sconfìtta, ma sarà anche quella definitiva. Per la sua incrollabile tenacia, per il suo valore, Roma ha vinto la più grande nemica.

(22) Prima guerra d'indipendenza
(23) Prima guerra mondiale
(24) Prima guerra punica
(25) Resistenza
Brescia Venezia
(26) Rivoluzioni
europee 1848
(27) Roma
conquista la Grecia
(28) Roma
conquista Taranto
(29)Seconda guerra
indipandenza
(30) Seconda
guerra mondiale
(31) Seconda
guerra punica
(32) Terza guerra
d'indinpendenza
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-01-2014