la seconda guerra mondiale

 

Pochi mesi prima che la guerra scoppiasse, lo storico Henri Hauser annotava: «Uno dei fenomeni più inquietanti dell'era attuale è l'impallidire dell'idea di pace. Non si parla che di riarmo (riarmo con il pretesto del disarmo), di patti di non aggressione che assomigliano stranamente a delle alleanze... C'è da chiedersi se la nostra civiltà non sia già sull'orlo dell'abisso». Purtroppo prevedeva il vero. A parole, nessuno voleva la guerra. Nei fatti, però, c'era chi non solo la desiderava, ma anche la preparava. C'era di più: il decennio che stava per finire non era stato affatto pacifico. Nel 1935-36 l'Italia di Mussolini aveva aggredito l'Etiopia e l'aveva sottomessa come propria colonia. In Estremo Oriente il Giappone aveva aggredito già la Cina, per espandere il proprio impero. Nella stessa Europa era ancora in corso la lacerante guerra civile spagnola, la "prova generale" del futuro grande conflitto. E questo era vero soprattutto per il Terzo Reich, sempre più ferreamente dominato da Adolf Hitler.
I preparativi del Terzo Reich
In una riunione destinata a rimanere segreta, tenuta il 21 maggio 1935, Hitler aveva fatto approvare una Legge Segreta per la Difesa: essa metteva l'intero, potentissimo apparato industriale della Germania al servizio dei preparativi economici per la futura guerra. Sempre nel '35 nel Reich era stato ripristinato il servizio militare obbligatorio. Gli effettivi della Wehnnacht ( esercito) passarono di colpo da 100 000 a mezzo milione di uomini. Un trattato estorto con durezza alle Potenze occidentali, inoltre, consentì che fosse ricostituita la flotta da guerra tedesca, fino a raggiungere il 95% della potenza di quella inglese. E quella inglese era la flotta più potente del mondo... Fu incoraggiata la ricerca scientifica e tecnologica: nuovi materiali, acciai speciali, più efficienti aerei da trasporto o da combattimento, nuovi modelli di carri armati e di mezzi corazzati, armi, cannoni, mitragliatrici, esplosivi, fucili...
E mentre il tutto veniva "collaudato" in Spagna, il Fuhrer sempre più frequentemente parlava della necessità per la Germania di procurarsi un Lebensraum, uno spazio vitale in cui poter espandersi.
IN MARCIA VERSO L'ABISSO
Marzo 1938: ultimo anno di pace ufficiale, in realtà primo di un conflitto che non usava ancora carri o cannoni ma che era già in atto. Il Reich hitleriano proseguiva implacabile nella realizzazione dei suoi piani: l'assorbimento di tutte le regioni in cui vivevano persone di lingua o di origine germanica; l'espansione territoriale verso est e verso sud; purtroppo anche la soppressione di popolazioni che il razzismo nazista giudicava inferiori, gli ebrei in particolare.
Hitler realizzò un colpo grosso con l'annessione dell'Austria (Anschluss, in tedesco). Fu una prova di forza a cui il resto del mondo non seppe reagire. Dopo anni di intensa propaganda, attentati, tentativi di creare sollevazioni popolari filo-naziste, le forze armate di Hitler materialmente invasero l'Austria. Anche se non ci fu una resistenza armata, fu una vera occupazione militare. Ma il 13 marzo 1938 un plebiscito popolare, abilmente pilotato dalla propaganda e dall'intimidazione, portò la maggioranza degli austriaci a votare a favore della riunificazione dell'Austria al Reich. E non pochi si domandarono silenziosamente perplessi quando mai l'antica gloriosa Austria era stata unita a un Reich tedesco di così recente costituzione!
II mondo tirava il fiato. Si pensava che quel voto popolare in Austria avesse spento una miccia, una possibile causa di conflitto internazionale. Nella riunione segreta del 30 maggio 1938, però, Hitler ordinava intanto ai suoi ministri e generali di prepararsi alla prossima mossa, cioè schiacciare la Cecoslovacchia.
Nel territorio cecoslovacco dei Sudeti, al confine con la Germania, vivevano 2 300 000 tedeschi. Tanto bastava perché il Fuhrer lanciasse un duro ultimatum: otto giorni per sgombrare il territorio dei Sudeti e restituirlo al Reich. Era il 12 settembre 1938. Fidando nell'aiuto della Francia e dell'Inghilterra, sue alleate, la Cecoslovacchia si apprestò a resistere con le armi. Ma gli alleati non intervennero. Venne invece indetta una conferenza a Monaco. Vi parteciparono Hitler, i primi ministri francese Daladier e inglese Chamberlain e Benito Mussolini, in veste di mediatore. Si discuteva la sorte della Cecoslovacchia. Hitler la spuntò: i Sudeti vennero annessi al Reich. Era la fine di settembre. In ottobre Hitler ordinò ai suoi di inglobare il resto della Cecoslovacchia. A metà del marzo 1939 la Wehrmacht eseguì l'ordine: la Cecoslovacchia passò a far parte del Reich.
Alla fine del 1936 l'alleanza tra l'Italia fascista e la Germania nazista era stata confermata da un patto. Neanche un mese dopo l'annessione tedesca della Cecoslovacchia, Mussolini intese pareggiare i conti con l'amico rivale tedesco; un corpo di spedizione italiano sbarcò in Albania e la occupò, in sei giorni, dal 6 al 12 aprile. Diventava sempre più chiaro il senso generale di quelle manovre: espansione continua, anche a costo della guerra.
Dopo la Prima guerra mondiale la Polonia aveva ottenuto un corridoio che, dividendo in due parti la Germania orientale, le permetteva di raggiungere il Mar Baltico. La città tedesca di Danzica era stata dichiarata città libera. Hitler proclamò la sua intenzione di riottenere Danzica e riunire la Germania alla Prussia orientale, divise appunto dal famoso corridoio. Questa volta Francia e Inghilterra dichiararono che se la loro alleata Polonia fosse stata aggredita, anch'esse sarebbero scese in guerra contro il Reich. Stavolta la miccia non si sarebbe potuta spegnere.
I SETTEMBRE 1939
Il 1° settembre 1939, soldati tedeschi abbatterono la sbarra che segnava il confine con la Polonia. Era l'inizio della guerra che in pochi anni, man mano che scattavano i meccanismi delle aggressioni e delle alleanze, avrebbe coinvolto una trentina di Paesi. All'invasione della Polonia, Hitler si era preparato anche con mezzi diplomatici. Nell'agosto precedente aveva stipulato un Patto di non-aggressione con l'Unione Sovietica. Non solo quest'ultima non sarebbe intervenuta contro la Germania all'attacco della Polonia, ma anzi avrebbe partecipato alla spartizione di quello sventurato Paese, già più volte occupato e diviso nel corso degli ultimi secoli. Nessuno prevedeva che cosa sarebbe nato dall'azione contro la Polonia. Per il momento fu solo un Blitzkrieg, una guerra-lampo che stupì il mondo almeno tanto quanto lo indignò. Le truppe tedesche superarono il confine polacco, i carri armati avanzarono rapidamente nell'interno, mentre la Luftwaffe ( aviazione militare) bombardava impietosamente le città. La resistenza dell'esercito polacco fu generosa ma inutile. Il 27 settembre la Polonia capitolò e fu spartita tra Germania e Unione Sovietica. Fedeli agli accordi, Inghilterra e Francia si erano schierate al fianco dell'alleato polacco. Non solo a parole: avevano dichiarato guerra al Reich.
GLI ANNI DI FUOCO
All'inizio fu una guerra strana. Francia e Inghilterra l'avevano dichiarata il 3 settembre 1939, ma fino alla primavera del 1940 non successe quasi nulla. L'unica attività militare fu quella dei Sovietici che aggredirono la Finlandia e, dopo tre mesi di eroica resistenza, l'occuparono. Ma dal '40 si scatenò il finimondo.
ANNO 1940
II conflitto divampò sul serio quando a entrambi i contendenti parve chiaro che l'altro si preparava a mettere le mani sui territori della Danimarca e della Norvegia. Furono i tedeschi a vincere quella specie di corsa. Il collaudato Blitzkrieg stupì di nuovo il mondo e lo terrorizzò. Con fulminee manovre di divisioni di Panzer (mezzi corazzati), appoggiati dal cielo dai micidiali Stukas (cacciabombardieri in picchiata), i tedeschi occuparono la Danimarca e la Norvegia. Poi invasero Olanda, Belgio, Lussemburgo: l'obiettivo era naturalmente la Francia.
Le armate francesi e inglesi erano ancora esigue e scarsamente preparate. Soprattutto non si aspettavano quella guerra di movimento, basata sulla velocità e la potenza dei carri e sull'impiego dell'aviazione. La loro resistenza fu presto travolta.
Il 14 giugno la stessa Parigi venne occupata dalle truppe germaniche. Il corpo di spedizione inglese, accerchiato nei pressi del porto di Dunkerque, fu mezzo disfatto. I superstiti furono tratti in salvo da una flottiglia di navi e di barche venute dall'Inghilterra attraverso la Manica.
La Francia era ormai battuta. Desiderando partecipare non tanto alla guerra, quanto alla vittoria ormai assicurata dagli alleati nazisti e alla spartizione del bottino francese, anche l'Italia di Mussolini dichiarò la guerra. L'Italia scese in campo il 10 giugno. Ma già il 17 dello stesso mese la Francia chiese e ottenne l'armistizio. Il Paese fu diviso in due parti. Una, dall'Atlantico al Reno, la fascia settentrionale con Parigi, fu occupata direttamente dai tedeschi. L'altra fu retta da un governo filo-tedesco guidato dal maresciallo Pétain, insediato nella città di Vichy.
In appena sette giorni di guerra contro la Francia gli italiani non erano stati quasi impegnati. Ripresero però l'iniziativa occupando la Grecia, con il pretesto di assicurarne la neutralità. La campagna di Grecia fu tanto sanguinosa quanto inutile. Solo il deciso intervento dell'alleato tedesco risolse vittoriosamente la situazione. Poco più tardi anche la Iugoslavia venne occupata. L'intera Penisola balcanica era ormai caduta sotto il dominio delle cosiddette Forze dell'Asse (l'accordo tra Roma-Berlino detto Asse), cioè delle forze armate nazi-fasciste. La guerra sembrava sul punto di concludersi. Solo l'Inghilterra era rimasta in campo. Gli obiettivi tedeschi e italiani parevano facilmente raggiungibili: lotta alla Gran Bretagna sul mare; invasione delle isole britanniche; attacco alle colonie in Africa.
ANNO 1941
Italiani e tedeschi fecero sbarcare in Africa un poderoso corpo di spedizione. Il nucleo era rappresentato dal temibile Afrika Korps, possenti e veloci carri armati e mezzi corazzati, sotto il comando dell'abile feldmaresciallo Rommel, detto "la volpe del deserto". Le forze dell'Asse puntarono vittoriosamente e, al solito, rapidamente verso l'Egitto. L'intento era quello di controllare il canale di Suez, per tagliare le comunicazioni tra l'Inghilterra e le sue colonie (Indie e Australia soprattutto), da cui giungevano rinforzi e rifornimenti.
Intanto i tedeschi facevano i preparativi per l'invasione delle isole britanniche. Paurosi bombardamenti sulle città, incursioni aeree, approntamento dei piani di sbarco... Ma l'invasione non ci fu mai. L'offensiva fu bloccata dall'eroica resistenza della RAF (Royal Air Force - aviazione militare), che per mesi si oppose vittoriosamente.
Il '41 fu l'anno in cui la guerra diventò davvero mondiale. Nel giugno Hitler dichiarò guerra all'Unione Sovietica, con cui i rapporti si erano guastati dopo l'occupazione Tedesca dei Balcani. Del resto Hitler aveva sempre detto che il vero obiettivo del Reich era l'espansione a Est e, insieme, l'annientamento del pericolo rosso, la rivoluzione comunista. All'inizio la Wehrmacht ottenne successi al solito strepitosi: giunse a meno di 100 chilometri da Mosca. Anche un corpo di spedizione italiano partecipò alla campagna di Russia: un impresa che si sarebbe tramutata prima in calvario, poi in tragedia. Anche in Estremo Oriente si aprì un altro fronte.
Il Giappone (dal settembre 1940 alleato della Germania e poi anche dell'Italia) attaccò di sorpresa la flotta degli Stati Uniti ancorata nel porto di Pearl Harbor e distrusse o danneggiò gravemente molte navi. Anche gli Stati Uniti scesero in guerra: contro il Giappone per il momento; ma ben presto sarebbero intervenuti anche in Europa.
Alla fine dell'anno la guerra divampava praticamente sull'intero globo. Oltre 20 milioni di uomini in armi erano impegnati sui vari fronti. E il conflitto divenne totale, grazie ai terribili bombardamenti anche sulle città, per spezzare non solo la potenza economica del nemico, ma anche la volontà di combattere del popolo intero. Solo il continente americano e l'Australia ebbero la fortuna di non avere la guerra in casa.
ANNO 1942
Le forze dell'Asse, integrate da quelle giapponesi nel Pacifico, controllavano mezzo mondo. Il '42 segnò una svolta: una serie di grandi battaglie.
Sul fronte africano la preponderanza dell'Asse fu spezzata nella gigantesca battaglia di El Alamein, uno scontro tra carri armati che fu vinto dagli Alleati, guidati dal generale inglese Montgomery. Tedeschi e italiani dovettero compiere una ritirata di ben 1 200 chilometri. Intanto gli americani erano sbarcati in forze in Marocco e nell'Algeria, intenzionati a usare le basi nordafricane come trampolino di partenza per l'attacco all'Europa.
Sul fronte russo la città di Stalingrado divenne un inferno. In seguito a una poderosa controffensiva dell'Armata Rossa, ben 300 000 tedeschi furono accerchiati senza possibilità di scampo. Fu un massacro: Hitler aveva dato e ripetuto l'ordine di combattere fino all'ultimo uomo. Disobbedendo al Fiihrer, il generale Von Paulus si arrese alla fine del gennaio '43 con i pochi superstiti di un'intera armata.
Sul fronte del Pacifico, la lotta fra americani e giapponesi si svolgeva soprattutto sul mare con giganteschi scontri tra flotte e largo impiego di portaerei. E appunto la superiorità aeronavale americana determinò l'inizio della fine della supremazia giapponese. Vincendo lo scontro nel Mar dei Coralli e nelle Midway (maggio-giugno '42), gli americani passarono al contrattacco e all'occupazione dei territori caduti in mano nipponica.
battaglia stalingradoANNO 1943
La cosiddetta offensiva generale degli alleati fu avviata nell'inverno, a opera dei russi. Dopo la vittoria di Stalingrado l'avanzata sovietica fu travolgente. La ritirata delle forze tedesche, ma soprattutto di quelle italiane, assai male equipaggiate, fu uno degli eventi più tragici della guerra. Intanto si intensificavano i bombardamenti anglo-americani sulle città tedesche e italiane.
Il 10 luglio 1943 gli Alleati decisero di attaccare il nemico là dove era più debole: l'Italia. Gli anglo-americani sbarcarono in Sicilia, conquistarono
l'isola in poco più di un mese, poi cominciarono a risalire lungo la Penisola. Mussolini e l'intero regime fascista non ressero al peso della disfatta militare: alla fine di luglio il Duce fu deposto e imprigionato e il nuovo governo presieduto dal maresciallo Badoglio cominciò trattative segrete con gli Alleati per ottenere l'armistizio. Esso fu firmato il 3 e reso noto 18 settembre. Sentendosi traditi, i tedeschi occuparono fulmineamente tutta la Penisola, schiacciando spietatamente ogni resistenza. Chi non potè rifugiarsi sui monti per dar vita a una lotta partigiana fu talora incarcerato, deportato nei campi di lavoro forzato in Germania, sovente ucciso... L'antico alleato diventava il nuovo nemico da combattere.
ANNO 1944sbarco in normandia
D-Day (giorno dello sbarco) e operazione Overlord ("signore supremo") sono i nomi in codice della più colossale operazione militare della storia: lo sbarco degli Alleati in Normandia. All'alba del 6 giugno 1944, sotto un micidiale fuoco tedesco, scattò l'operazione lungamente preparata. Cinquemila navi, undicimila aerei, tre milioni e mezzo di uomini e poi carri armati, semoventi corazzati, cannoni...
Questa immensa forza militare si riversò sulle spiagge francesi contro i tedeschi occupanti. La battaglia fu durissima, ma alla fine gli Alleati dilagarono.
Il 15 agosto un secondo grande sbarco fu effettuato a Tolone, nel sud della Francia. Da nord a sud le colonne alleate puntarono su Parigi. La capitale francese fu liberata il 24 agosto. Il 2 settembre gli americani entravano in Belgio. Il 13 settembre (per la prima volta dai tempi di Napoleone) nemici in armi entravano in territorio tedesco.
L'offensiva dell'Armata Rossa a oriente determinò il crollo del fronte orientale. Gli Alleati della Germania furono battuti: la Romania si arrese il 12 settembre, la Bulgaria il 16 ottobre; contemporaneamente venivano invasi i territori ungherese, cecoslovacco, iugoslavo, Ai primi di ottobre gli inglesi sbarcarono in Grecia e la liberarono. Risalendo verso la Germania, le forze alleate raggiunsero il Danubio: il Reich stesso era direttamente minacciato.
ANNO 1945
Pochi, forse nessuno, in Germania speravano ancora nella vittoria. Eppure furono chiamati alle armi in servizio effettivo anche i ragazzi di sedici anni e gli uomini fino ai sessanta. Bambini di 12-14 anni ricevevano un fucile e l'ordine di combattere o morire bene; donne e anziani erano impegnati in una sorta di milizia popolare. La sconfitta definitiva del Reich fu spaventosa. Nella stessa Berlino, ultimo baluardo, si continuò a combattere casa per casa, muro per muro. Tutto ebbe finalmente termine solo quando Adolf Hitler si suicidò. Era il 1° maggio 1945. Il 7 maggio il Reich si arrendeva definitivamente.
Un'altra storia d'orrore si ebbe in Giappone. Anche nel Pacifico la guerra era chiaramente finita, ma i giapponesi rifiutavano di arrendersi. Il presidente americano Harry Truman autorizzò l'uso di una nuova, terrificante arma: la bomba atomica. Una bomba fu sganciata sulla città di Hiroshima (304 000 abitanti): circa 80 000 morti sul colpo, 100 000 feriti, decine di migliaia di morti nelle settimane, mesi, anni successivi per effetto della contaminazione radioattiva. Una seconda bomba venne sganciata, con effetti analoghi, sulla città di Nagasaki: 30 000 morti all'istante. Dopo questa atrocità, anche il Giappone si arrese, il 15 agosto 1945, la guerra era finalmente finita.

(21) Prima
campagna
Napoleone
(22) Prima guerra d'indipendenza
(23) Prima guerra mondiale
(24) Prima guerra punica
(25) Resistenza
Brescia Venezia
(26) Rivoluzioni
europee 1848
(27) Roma
conquista la Grecia
(28) Roma
conquista Taranto
(29)Seconda guerra
indipandenza
(30) Seconda
guerra mondiale
(31) Seconda
guerra punica
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-01-2014