prima campagna di Napoleone

 

UNO DEI FATTI PIÙ SORPRENDENTI della Rivoluzione francese fu la guerra vittoriosa condotta dalla Francia contro la coalizione di numerosi stati europei. Essa, di fronte al pericolo' dell'invasione straniera, oppose dapprima una tenace resistenza e poi vinse e sbaragliò gli eserciti nemici.
Alla fine dell'anno 1795, quando la rivoluzione poteva dirsi conclusa, la Francia era ancora in guerra contro le nazioni alleate d'Austria e di Sardegna. Il governo francese, rappresentato dal Direttorio, decise di continuare la guerra.
C'erano infatti due buoni motivi per farlo: 1) il desiderio di entrare in possesso di territori al di là del Reno, 2) la possibitìtà di ingenti bottini nelle ricche città dell'Italia austriaca. Venne preparato un piano audace: attaccare gli Asburgo simultaneamente dalla Germania e dall'Italia. Due eserciti dovevano avanzare sul fronte del Reno, un terzo prendere i territori italiani e proseguire poi verso Vienna, dove essi avrebbero dovuto incontrarsi. L'esercito che da tempo era accampato a ridosso del confine italo-francese, ricevette l'ordine di passare all'offensiva. Il comando venne dato ad uno dei più giovani generali della rivoluzione: Napoleone Bonaparte.

PRIMI SCONTRI E PRIME VITTORIE
« Io vi condurrò nelle più fertili pianure del mondo. Province opulente, grandi città saranno nelle vostre mani, e là troverete l'onore, la gloria e la ricchezza ».
Con queste parole Napoleone finisce il discorso con cui il 27 marzo 1796, a Nizza, parla ai suoi soldati, circa
40 000 uomini, coi quali entra nel territorio italiano.
All'inizio dell'azione, la prima cura di Napoleone è quella di dividere gli eserciti piemontese e austriaco per affrontarli separatamente. Con ardite manovre sorprende il nemico e ottiene brillanti vittorie, a Millesimo e a Dego. Dopo solo cinque giorni dall'inizio delle operazioni, le linee alleate sono rotte e i Sardi separati dagli Austriaci.
Importante è, ora, obbligare il re dei Sardi Amedeo III alla pace; solo in questo modo si potrà proseguire, sicuri di non avere nemici alle spalle. Napoleone manda le truppe verso l'interno del Piemonte. Con facilità esse conquistano Alba, poi Cherasco. Nella stessa città vengono iniziati i preliminari per una pace separata. Ora si può continuare l'avanzata. Il generale Bonaparte deve superare il Po, un ostacolo difficile, al di là del quale sono accampate le truppe di Beaulieu, il comandante austriaco. Questi tiene pronti i suoi soldati attorno a Milano. Ma non sa con chi ha a che fare. Napoleone non arriva mai dove il nemico lo aspetta; la sorpresa fa parte della sua tattica militare.
Infatti una sgradita notizia arriva agli orecchi del generale austriaco: Napoleone marcia verso Milano da est, cioè dalla direzione opposta a quella in cui era aspettato. Con marce notturne Napoleone aveva costeggiato la sponda destra del Po e l'aveva passato a Piacenza, non tenendo alcun conto della neutralità del minuscolo ducato.
Se ora Beaulieu si ostinerà a rimanere davanti a Milano, avrà tagliata la sua linea di ritirata verso l'Adige e il Tirolo. In tutta fretta egli lascia la regione per riorganizzarsi in posto più sicuro, verso Mantova. Intanto l'esercito francese venendo da Piacenza, all'altezza di Lodi si scontra con le retroguardie dell'esercito nemico. Dopo un aspro combattimento, le truppe francesi proseguono l'avanzata verso Milano, ove Napoleone fa il suo ingresso trionfale il 15 maggio dell'anno 1796. La guerra subisce una pausa.
napoleone bonaparte
NAPOLEONE ASTUTO DIPLOMATICO
Durante la breve tregua, Napoleone ha modo di porre a profitto le sue qualità di grande politico. Il Direttorio e la Francia hanno bisogno di denaro e ancora di denaro, e le città italiane sotto l'accorta amministrazione austriaca sono divenute ricche. A Milano viene imposto un contributo di 20 milioni di lire; in più la città viene alleggerita di oggetti preziosi e opere d'arte che prendono la via di Parigi. Altre pesanti indennità sono imposte al Duca di Parma, al Duca di Modena, alla Santa Sede e a Bologna. Il Direttorio può essere soddisfatto; ogni lettera di Bonaparte annuncia l'invio di altri milioni. Le città italiane non si ribellano; pochi tentativi in questo senso vengono immediatamente e brutalmente soffocati. Dai più, Napoleone viene considerato come un liberatore. Egli sa manovrare in pace così come sul campo di battaglia.

LA GUERRA RIPRENDE
L'Austria fa scendere in Italia un nuovo esercito al comando del generale Wurmser. La guerra si sposta verso Mantova e Brescia. Il generale austriaco mette a dura prova l'ingegno, militare di Napoleone il quale, infine, sconfigge l'avversario a Castiglione delle Stiviere, a Bassano Vicentino e ad Arcole. Alla fine dell'anno 1796, un terzo esercito austriaco scende dal Brennero, al comando del maresciallo Alvinczy. Napoleone vince ancora una volta. Egli sa animare i propri soldati, ridare loro sempre nuove energie e grande volontà di vincere.

NAPOLEONE SA RINUNCIARE A VIENNA
All'inìzio del 1797, Napoleone ha come avversario lo stesso giovane arciduca Carlo che si era distinto nella guerra e aveva sconfitti gli eserciti francesi inviati in Germania Napoleone vince, sconfigge, mentre il nemico si ritira sempre più addentro nel proprio territorio. Ormai Vienna non è lontana (a sei giorni di marcia). Ma Bonapàrte stima più prudente non proseguire; il suo esercito, stanco di tanto combattere, potrebbe incontrare sgradite sorprese in un territorio ostile e tanto lontano dalla madrepatria. Egli sollecita quindi la pace i cui preliminari vengono fissati a Leoben (18 aprile 1797) .

LE CONDIZIONI DELLA PACE
I preliminari di Leoben vengono definiti nella pace di Campoformio ( 17 ottobre 1797). Con essa si stabilisce che il Belgio e la Lombardia divengano possedimenti francesi insieme al territorio Veneto a ovest dell'Oglio e l'Austria si aggreghi tutto il territorio di Venezia. L'infelice Repubblica aveva l'unica colpa di non essersi opposta all'invasione del suo territorio da parte degli eserciti contendenti.

LE REPUBBLICHE DEMOCRATICHE TITALIANE
LA REPUBBLICA CISPADANA - Fondata da Napoleone in seguito alla battaglia a Lodi (1796); comprendeva le città di Modena, Reggio, Ferrara, Bologna.
LA REPUBBLICA TRANSPADANA - Si costituì insieme alla Cispadana e comprendeva la Lombardia occupata dall'Austria. Le due repubbliche erano divise dal Po (in latino Padus) da cui prendevano il nome.
LA REPUBBLICA CISALPINA - Si formo con la riunione delle repubbliche Transpadana e Cispadana e fu proclamata il 28 giugno 1797. Comprendeva la Lombardia con Mantova, le province del Veneto di Bergamo, Brescia, Cremona, Verona, Rovigo, Modena, Massa e Carrara, e Bologna, Ferrara e Romagna.

(12) Guerre contro Mitridate
(13) Guerre Galliche
(14) Guerre
macedoniche
(15) Guerre persiane
(16) Impresa dei mille
(17) Italia
nella prima guerra mondiale
(18) Lotte Atene e Sparta
(19) Guerre Francia Spagna
(20) Presa di Roma
(21) Prima
campagna
Napoleone
(22) Prima guerra d'indipendenza
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-01-2014