guerra dei trent'anni

 

GUARDATE il costume di un soldato di ventura della prima metà del '600, l'epoca della Guerra dei Trentanni: sotto l'armatura ha un giustacuore rosso o blu, calza ampi stivali, la cintura sorregge una spada dall'elsa intarsiata.
Egli ha un'aria fiera, da bravo soldato leale; guardandolo vien da pensare che forse a quei tempi le guerre potevano essere anche belle, con i capitani che si salutavano prima di battersi e i re che premiavano i soldati valorosi. Purtroppo, invece, tutto questo risponde ben poco alla realtà dei fatti.
La Guerra dei Trentanni fu combattuta quasi esclusivamente da armate di mercenari, il cui mestiere era quello di battersi, ora per l'uno ora per l'altro degli Stati europei, meglio, per chi pagava di più. Un soldato costava abbastanza caro. Quando le casse dei principi non poterono più sostenere la spesa di quella lunga lotta, si ricorse a un sistema che fece di quella guerra una delle più crudeli di tutta la storia: invece di pagarli, si permise ai mercenari il libero saccheggio dei paesi conquistati. La borghesia e il popolo, già impoveriti dalle tasse che i principi avevano loro imposto per procurarsi
degli eserciti ben agguerriti, si videro così spogliare di tutto, devastare i campi, vendere i familiari come schiavi, bruciare le case. Questa strage spaventosa durò per anni, e quando ebbe termine, l'Europa era ridotta in condizioni davvero pietose. Intere città si erano spopolate, e ricche regioni erano impoverite. La Guerra dei Trent'anni durò esattamente dal 1618 al 1648. Lo svolgimento delle ostilità fu così confuso, che per cercare di seguirne meglio le fasi distingueremo quattro periodi.

IL PERIODO BOEMO - PALATINO (1618-1625)
Già da vari anni la situazione politica europea era andata aggravandosi. I vari Stati erano vincolati gli uni agli altri da un complicato gioco di alleanze; bastava che due di essi si scontrassero per trascinare nella guerra tutti gli altri. L'occasione arrivò con un avvenimento rimasto famoso la « Defenestrazione di Praga ». Al triste episodio seguì una guerra che si concluse con la battaglia della Montagna Bianca, vinta dall'esercito imperiale germanico contro la Boemia. La vittoria sui Boemi ebbe l'effetto di esaltare le mire guerresche del governo spagnolo, dominato dall'onnipotente Olivares. Egli convinse il debole re Filippo IV (un Asburgo anche lui, come l'imperatore tedesco vittorioso Ferdinando II) che era il momento buono per sfruttare il successo della casata; così iniziarono le ostilità contro la Olanda e la Francia. Quest'ultima riuscì a mettere a posto pacificamente le cose, grazie all'abilità diplomatica del suo grande ministro Richelieu, mentre in Olanda la guerra si trascinò a lungo. Fu quello un pessimo affare per la Spagna: uscita da un lungo periodo di guerre, quella infelice nazione aveva bisogno di pace; l'ambizione sconsiderata di Olivares la spinse invece verso la rovina.

PERIODO DANESE (1625-1630)
L'astuto Richelieu si era accorto della minaccia spagnola; ma pensava che la Francia non fosse ancora pronta a sostenere una guerra contro la Spagna e i suoi alleati. Perciò prendeva tempo, e da buon diplomatico si limitava ad aizzare contro gli Asburgo (l'imperatore tedesco e il re di Spagna) gli Stati più ostili a quella casata. Sosteneva gli Olandesi, che continuavano a battersi coraggiosamente contro Olivares, e forniva aiuti finanziari alla Danimarca, il cui re Cristiano IV, luterano, era entrato in guerra contro l'imperatore. Ma il vantaggio della potenza militare era ancora dalla parte degli Asburgo, e re Cristiano fu battuto. La lega cattolica era guidata da un grande generale, il Tilly, e a capo delle forze imperiali c'era un avventuriero abilissimo e spietato, il famoso Alberto di Wallenstein.
Fu lui che applicò il crudele sistema del saccheggio libero: le sue soldataglie spadroneggiavano dovunque. Richelieu però non si perdeva d'animo: aizzava i principi tedeschi contro il loro imperatore, imbaldanzito dalle sue vittorie. Ma il suo capolavoro diplomatico fu quello di portare nella lotta Gustavo Adolfo di Svezia.

PERIODO SVEDESE (1630-1635)
Il giovane Gustavo Adolfo era già una figura leggendaria. Grande condottiero, aveva ottenuto vittorie gloriose contro i Russi e i Polacchi; era coraggioso, impetuoso; i suoi contemporanei lo chiamavano il «re delle nevi». Nella battaglia di Breitenfeld, del 1631, Gustavo Adolfo riuscì a battere il grande Tilly, e i suoi soldati arrivarono fino alla Baviera. In un anno la Germania era conquistata. Ma restava il Wallenstein. Gustavo Adolfo riportò la vittoria, nella grande battaglia campale di Lutzen, ma perse la vita. Gli successe alla guida dell'esercito il cancelliere Alex Oxenstierna; la sorte parve favorire gli Svedesi, perché il Wallenstein attraversava gravi vicissitudini. L'imperatore, insospettito dalle sue trame, finì col farlo assassinare. Ma anche senza Wallenstein, l'esercito imperiale battè ugualmente gli Svedesi a Nordlingen. Scoraggiati da questa sconfitta, gli alleati della Svezia lasciarono la lotta, accordandosi con l'imperatore Ferdinando III. Richelieu capì che ormai non bastava più l'appoggio diplomatico e finanziario ai nemici della Spagna e dell'impero: la Francia doveva entrare in guerra a fianco degli Olandesi (che continuavano a battersi dal 1620!) e degli Svedesi, soli contro l'impero. Cominciò così il periodo finale, il più lungo e sanguinoso.
saccheggio in villaggio nella guerra dei trent'anni
PERIODO FRANCESE (1635-1648)
Dopo l'intervento francese tutta l'Europa era percorsa da eserciti. Nel 1640, la Spagna era agli sgoccioli: contro di lei si erano allineati anche i principi italiani Vittorio Amedeo I di Savoia e Odoardo Farnese. Le popolazioni della Catalogna e del Portogallo, sfinite dalle tasse durissime, si erano sollevate e invocavano la protezione francese. Alla fine, anche in campo militare arrivò il crollo: nel 1643, a Rocroi (pr. rocruà), il grande condottiero francese Principe di Condé schiacciò l'esercito spagnolo. L'Imperatore resistette ancora, ma non con la forza e l'autorità di un tempo. Intanto erano morti Olivares, Richelieu, e il re di Francia Luigi XIII; da varie parti si invocava la fine della strage. Eppure la guerra, nonostante si fossero iniziate le trattative di pace, durò ancora degli anni.
Si giunse a una decisione quando l'ultimo sforzo degli Svedesi, dei Francesi e dei loro alleati uniti, riuscì a stroncare la coalizione Spagna - Impero. Nel 1648 la pace venne firmata a Munster, in Westfalia: i sogni di potenza degli Asburgo erano miseramente crollati. Il solo risultato della loro folle politica fu quello di provocare il trionfo francese e di spargere la miseria, la desolazione, le devastazioni in quasi tutta l'Europa.

(2) Battaglia di
Lissa
(3) Bersaglieri in Crimea
(4) Campagne
Napoleone
(5) Cesare conquista la Gallia
(6) Conquista della
Libia
(7) Crociate
(8) Guerra dei
cento anni
(9) La guerra contro Giugurta
(10) Guerra contro
i pirati
(11) guerra
Trent'anni
(12) Guerre contro Mitridate
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-01-2014