Le crociate

 

Le crociate furono spedizioni militari della cristianità fra il sec. XI e il sec. XIV per riconquistare la Terra Santa ai musulmani. Il termine crociata deriva dal simbolo innalzato dai più ardenti predicatori in ogni angolo d'Europa e poi riproposto sulle bandiere e sulle casacche dei combattenti: la croce. I crociati portavano infatti cucita sui loro abiti una croce rossa per indicare che erano soldati di Cristo.
Per estensione furono definite crociate anche quelle spedizioni militari che assunsero, spesso propagandisticamente il carattere di guerre in difesa dell'ortodossia religiosa minacciata dagli eretici: come contro gli Almohadi in Spagna e contro gli albigesi in Francia nel sec. XIII.
CAUSE
Le cause delle crociate furono molte e complesse, ma ebbero soprattutto carattere religioso, i crociati sembravano continuare la vecchia tradizione del pellegrinaggio in Terra Santa, spesso imposto come penitenza ai peccatori; ora tuttavia assumevano il duplice ruolo di pellegrini e di combattenti. Questo pellegrinaggio armato sembrò giustificare anche la guerra per la riconquista dei luoghi sacri della cristianità.
Il concetto di guerra santa rompeva decisamente la secolare tradizione del pacifismo cristiano e si era fatta strada già verso la fine del sec. IX in occasione della guerra contro i saraceni nell'Italia meridionale. La riscossa perciò della cristianità minacciata dall'espansione perseguita dai nuovi signori dell'impero musulmano, i Turchi Selgiuchidi, ebbe inizio nel sec. XI, quando appunto i Turchi si misero a ostacolare i pellegrinaggi cristiani, dopo aver sottratto all'impero bizantino l'Anatolia, la Siria e la Palestina.
L'infiammata predicazione dei monaci di Cluny e la concessione di larghe indulgenze a chi si fosse dichiarato disposto a riscattare il Santo Sepolcro e a liberare i cristiani d'Oriente attirò migliaia di fedeli, in corrispondenza anche delle gravi crisi economiche che laceravano l'Europa. Non bisogna infatti dimenticare che accanto ai ricordati motivi religiosi e a ragioni politiche - come il vendicare la sconfitta di Manzicuta (1071) e di Damasco (1076) subite dall'esercito bizantino - o alle preoccupazioni pontificie di ricomporre l'unità della Chiesa sotto lo scettro del vescovo di Roma, esistevano motivazioni più generali di ordine economico e demografico, suscitate ad arte come le promesse di investitura feudale per i figli cadetti della nobiltà d'Europa. Non minor peso però ebbero le prospettive di espansione commerciale delle grandi potenze europee e delle forti Repubbliche marinare italiane (Genova, Venezia e Pisa soprattutto), i cui commerci con i mercati dell'Estremo Oriente erano seriamente minacciati dalle orde turche.
LA PRIMA CROCIATA" (1096-1099)
Fu papa Urbano II a bandire nel corso del concilio di Clermont (1095) la prima crociata al grido "Dio lo vuole", subito ripreso da predicatori come l'eremita Pietro di Amiens. Quest'ultimo, insieme al cavaliere Cualtieri Senza Averi, si mise alla testa di una una prima spedizione che, dopo aver compiuto nel nome della croce nefandezze di ogni sorta, compresa una serie di orribili massacri di ebrei in Romania, venne annientata da Bulgari e Turchi prima ancora di arrivare al luogo di raduno fissato a Costantinopoli (1096). Una seconda spedizione, guidata dall'alta nobiltà francese e normanna (Stefano di Blois, Roberto duca di Normandia, Raimondo conte di Tolosa, Goffredo di Buglione, Baldovino di Fiandra e Boemondo di Taranto con il nipote Tancredi, ne erano alcuni degli esponenti più rappresentativi), giunse sulle rive del Bosforo fra la fine del 1096 e i primi mesi del 1097; da lì ripartì con l'aiuto dell'imperatore d'Oriente, Alessio I Comneno, per affrontare i Turchi in Anatolia. Occupata Nicea e vinta la battaglia di Dorileo (1097), espugnarono Antiochia nel 1098 per poi prendere Gerusalemme dopo un feroce assedio nel luglio del 1099.
La vittoria di Ascalona contro i Fatimidi di Egitto garantì definitivamente la sicurezza del territorio conquistato e subito spartito in grandi feudi: la contea di Edessa e di Tripoli e il principato di Antiochia costituivano l'ossatura del regno di Gerusalemme, di cui furono eletti re prima Goffredo di Buglione e poi Baldovino di Fiandra. Pisa ottenne importanti privilegi in Gerusalemme; Venezia conquistò in rapida successione Haifa e Sidone (1100) e Tiro (1124), mentre Genova occupava Beirut e Tripoli (1109) espandendo con facilità un monopolio commerciale che durò sino oltre la metà del sec. XIII.
La persistente rivalità fra i maggiori feudatari e gli altri nobili ostacolò la possibilità di rafforzare tutte queste acquisizioni territoriali.
LA SECONDA CROCIATA (1147-1149)
La causa occasionale della successiva crociata fu la conquista da parte dell'emiro di Mosul della città di Edessa (1144). Per l'ardente predicazione di san Bernardo di Chiaravalle, Luigi VII di Francia e l'imperatore Corrado III guidarono due eserciti separati attraverso l'Anatolia: il ricorso ai due sovrani europei era stato reso necessario dall'esiguità di forze a disposizione del re di Gerusalemme. Quest'ultimo infatti poteva contare solo sull'appoggio navale delle Repubbliche marinare e sui componenti degli ordini monastico-cavallereschi da poco costituiti, i Templari e i Teutonici.
Osteggiati dall'imperatore bizantino Manuele I, decimati dalle epidemie e dagli attacchi dei Turchi, i superstiti dei due eserciti si ritrovarono fianco a fianco nell'inutile assedio di Damasco (1148). L'unico successo della spedizione fu la conquista da parte di contingenti inglesi e frisoni di Lisbona (1147), l'attuale capitale del Portogallo, nel corso della navigazione verso Oriente.
LA TERZA CROCIATA (1188-1192)crociate
La terza crociata fu la risposta alla conquista da parte del sultano Saladino della maggior parte della Palestina, compresa Gerusalemme (1187); il grande condottiero turco aveva infatti portato a compimento la fusione delle due potenze musulmane di Siria ed Egitto e consolidato la sua presenza in Mesopotamia. La notizia della conquista di Gerusalemme convinse papa Gregorio VIII a bandire la nuova crociata alla cui testa, dimenticando i contrasti dinastici, sì misero Filippo II di Francia, l'imperatore Federico Barbarossa e Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra. Mentre Guglielmo II, re normanno di Sicilia, cercava di ritardare l'azione di Saladino in Siria, l'esercito imperiale, battuti i sempre ostili Bizantini di Isacco II Angelo, giungeva in Anatolia e conquistava alcune importanti città turche. La morte per annegamento di Federico Barbarossa nell'attraversare il fiume Selef in Cilicia fu però la causa prima del dissolvimento dell'esercito, seppur non mancarono attriti e rivalità ad aggravare la già preoccupante situazione interna. San Giovanni d'Acri fu riconquistata da Filippo II che poco dopo, conclusa una tregua con Saladino, fece ritorno in patria; Riccardo Cuor di Leone si assicurò invece Jaffa e Cipro, prima di lasciare anch'egli la Palestina. LA QUARTA CROCIATA (1202-1204)
Il papa Innocenzo III si propose di riorganizzare la presenza crociata in Oriente sotto l'insegna del papato. Problemi di carattere finanziario (determinati dall'impossibilità di pagare le tariffe per il trasporto in Oriente dei 10.000 crociati richieste da Venezia) furono la causa principale dell'adesione da parte dei crociati alla proposta di assediare la città dalmata di Zara per restaurarvi l'autorità della Repubblica veneta; conclusa felicemente questa prima impresa, i crociati accettarono sempre per danaro di rimettere sul trono d'Oriente il deposto imperatore Isacco II Angelo.
Posto l'assedio a Costantinopoli, il 18 luglio 1203 entrarono una prima volta nella capitale bizantina. Contrasti tra crociati e bizantini favorirono l'accordo fra i primi e Venezia allo scopo di impadronirsi dell'intero impero. Nuovamente assediata, Costantinopoli cadde il 12 aprile 1204: la città fu presa e saccheggiata e l'ultimo imperatore Alessio V Ducas costretto alla fuga; Baldovino di Fiandra fu eletto imperatore del neocostituito impero latino d'oriente. Solo nel 1261 i bizantini si sarebbero nuovamente impadroniti della loro vecchia capitale.
LA QUINTA CROCIATA (1212-1229)
La mancata liberazione dei luoghi santi per il prevalere degli interessi commerciali di Venezia in Oriente portò nuovamente Innocenzo III a bandire la crociata contro i Turchi. Il tragico episodio della cosiddetta crociata dei bambini durante la quale migliaia di giovani morirono di fame e di malattia o furono venduti come schiavi da armatori privi di scrupoli (1212) - precedette solo di qualche anno lo sbarco in Egitto di un nuovo esercito crociato guidato da Andrea II d'Ungheria e dal duca Lepoldo VII d'Austria, a cui si era associato Giovanni di Brienne, re di Gerusalemme (1217). La presa di Damietta (1219) fu compensata dalla sconfitta a Mansura (1221) per mano degli Ayubbiti sovrani d'Egitto.
La crociata fu perciò nel 1228 sospesa e ripresa dopo molte insistenze dall'imperatore Federico II che, accordatosi con i musulmani, ottenne per dieci anni il possesso di Gerusalemme, Betlemme e Nazareth (1229). Nel 1244 i musulmani avrebbero nuovamente conquistato e messo a sacco Gerusalemme, che da quel momento non sarebbe più tornata in mani cristiane.
LA SESTA CROCIATA (1248-1254)
L'appello alla crociata lanciato da papa Innocenzo IV nel 1245 fu raccolto da Luigi IX di Francia che, alla testa di un esercito quasi esclusivamente composto di francesi sbarcò in Egitto riconquistando Damietta (1249). Ma la risposta musulmana non si fece attendere: a Mansura re Luigi venne sconfitto e preso prigioniero nel 1250. Il prezzo della sua liberazione fu il pagamento di un forte riscatto e la restituzione della città di Damietta sul delta del Nilo.
LA SETTIMA CROCIATA (1270)
Quella che è ormai ricordata come la settima crociata fu in realtà una spedizione di pochi mesi, guidata nuovamente da Luigi IX con l'intenzione di espandere i possedimenti mediterranei del fratello Carlo d'Angiò, re di Sicilia. L'esercito crociato giunse a Tunisi per proseguire poi alla volta dell'Egitto e della Palestina, ma una terribile pestilenza decimò Te truppe e causò la morte dello stesso re di Francia, Carlo d'Angiò, prima di rientrare in Sicilia con i superstiti, ottenne le isole di Malta e di Pantelleria dal sultano musulmano di Tunisi.
LE ULTIME CROCIATE
Gli ultimi avamposti cristiani in Medio Oriente furono progressivamente riconquistati dai mamelucchi. Jaffa e Antiochia nel 1268 e San Giovanni d'Acri nel 1291. Tiro, Beirut e Sidone furono invece abbandonate di fronte all'ormai evidente impossibilità di riconquistare i luoghi santi. La spinta offensiva verso Oriente si era ormai arrestata: i sovrani cristiani, decisamente impegnati l'uno contro l'altro per la supremazia in Europa, non seppero più ritrovare neanche quelle forme superficiali di accordo che avevano reso possibile l'allestimento delle grandi spedizioni crociate.
Nel corso del sec. XIII il papa si era già più volte servito dell'appello alla guerra santa contro i nemici della fede in Occidente: furono perciò chiamate crociate anche le repressioni armate contro i Vendi (una popolazione pagana di origine slava) in Germania nel 1147 e la lotta contro i mori in Spagna. Come pure il massacro autorizzato degli albigesi, la setta eretica che aveva il suo centro nel sud della Francia, che durò dal 1209 al 1229. Del resto gli stessi Angioini si impadronirono del regno di Sicilia, togliendolo agli Hohenstaufen di Germania, come crociati e con il consenso del papa: l'uso delle crociate come strumento di lotta politica continuò sino ai secoli XIV-XV.
GLI EFFETTI DELLE CROCIATE
Le conseguenze delle crociate sono assai complesse da valutare. Sul terreno religioso rafforzarono la rivalità musulmana nei confronti del cristianesimo. Contemporaneamente incrinarono l'unità e il consenso intorno all'autorità della Chiesa e al ruolo del papato, che raggiunse in quegli anni il culmine del suo potere temporale: dal fervore religioso delle origini si giunse a forme aperte di disinteresse e di scetticismo, persino di aperta critica, a esempio verso lo smodato ricorso alla concessione di indulgenze. D'altro canto è indubbio che le crociate seppero stimolare su vasta scala l'entusiasmo religioso delle popolazioni medievali. Le gesta in Terra Santa fornirono l'ispirazione a poeti e letterati in latino e in volgare soprattutto nell'Europa di lingua romanza. I contatti con i musulmani contribuirono alla caduta di pregiudizi nei confronti di religioni e culture diverse, l'idea di ottenere con la forza la conversione religiosa degli infedeli dette nuova forza a missionari e ad apologeti. L'abate di Cluny, Pietro il Venerabile, tradusse in latino il Corano (1143) e lo stesso san Francesco d'Assisi provò personalmente a ottenere la conversione del sultano di Damietta nel corso della quinta crociata, i francescani avrebbero proseguito la sua opera missionaria tra i musulmani.
Sul piano politico le crociate non produssero sostanziali cambiamenti, l piccoli regni crociati e l'impero latino d'Oriente ebbero breve vita.
Solo gli ordini cavaliereschi fondati in Oriente (i cavalieri di san Giovanni o Ospitalieri, i Templari e i Teutonici) ebbero in seguito una qualche influenza sugli avvenimenti politici europei. Gli interminabili contrasti tra i sovrani rivali in Oriente misero a nudo la debolezza complessiva dell'Occidente e contribuirono a consolidare la convinzione dei musulmani di poter a loro volta portare la guerra in Europa. In questo senso le crociate determinarono le guerre contro i Turchi nei secoli successivi, nel corso delle quali l'impero ottomano giunse a espandersi sino ai Balcani e a minacciare il cuore stesso dell'Europa. A testimonianza della presenza crociata in Oriente restano oggi solamente le rovine dei loro castelli: ne erano stati costruiti più di cento, in particolare durante la fase difensiva successiva alla seconda crociata (Krak des Chevaliers, Chastel Blanc, Chàteau Pèlerin, Margot, Monfort). Sul terreno economico le crociate imposero alti costi alla Chiesa come ai laici. Alla crescita economica dell'Europa occidentale vennero sottratti i capitali necessari al finanziamento delle spedizioni: a volte il papato non fu addirittura in grado di finanziare qualsiasi altra forma di attività. Tuttavia le crociate accelerarono il processo di rapida crescita dell'economia monetaria, del sistema bancario e di nuove tecniche fiscali, assieme alla nascita di una moderna borghesia affaristica. L'allargamento degli orizzonti geografici dette slancio alle scoperte dell'epoca moderna. Il commercio, l'architettura e la cultura urbana, particolarmente vivace in Francia e in Italia furono stimolate, mentre la scienza, la filosofia e la medicina dei popoli islamici influenzarono profondamente la vita culturale dell'Occidente. Gran parte di queste sollecitazioni avevano avuto origine dai contatti coi musulmani di Spagna e di Sicilia, piuttosto che dall'effettiva presenza crociata in Oriente, che ebbe il carattere prevalente di occupazione militare: in sede di conclusioni generali non si possono però sottovalutarne gli effetti e le complesse mediazioni.

(1) Battaglia di
Canne
(2) Battaglia di
Lissa
(3) Bersaglieri in Crimea
(4) Campagne
Napoleone
(5) Cesare conquista la Gallia
(6) Conquista della
Libia
(7) Crociate
(8) Guerra dei
cento anni
(9) La guerra contro Giugurta
(10) Guerra contro
i pirati
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 14-01-2014