teatro medioevale

 

NELLA NOTTE di Natale, nel giorno dell'Epifania o, ancor più, nella settimana di Pasqua, in tutti i paesi cristiani si svolgono riti solenni. Ma in numerose antiche cittadine di Spagna, di Francia, d'Italia, di Germania, si tengono, in quei giorni, alcune strane rappresentazioni. I popolani si trasformano in attori e attrici; indossano costumi che assomigliano, approssimativamente, a quelli dell'età romana: lenzuola, coperte colorate, barbe finte, elmi e scudi di cartone sono sufficienti per compiere la trasformazione. Chi interpreta la parte di un apostolo, chi di un soldato romano, chi di un ebreo; qualcuno, poi, personifica la Madonna o Gesù stesso. Soggetto della rappresentazione sono le vicende della vita di Gesù che la Chiesa commemora in quei giorni: a Natale si rappresenta il viaggio di Maria e Giuseppe e la nascita di Gesù in una umile capanna, all'Epifania si ripete il fastoso corteo dei Re Magi che si recano in pellegrinaggio a Betlemme, dove offrono i loro doni al Bambino; nella Settimana Santa le rappresentazioni ripetono i drammatici episodi della Passione: il giudizio di Ponzio Piloto, la flagellazione, l'incontro di Gesù con la Veronica che Gli terge il volto, e col Cireneo.
Ci siamo soffermati a descrivere queste curiose manifestazioni religiose non per tracciare un quadro di folklore, ma perché esse costituiscono un esempio vivente, una sopravvivenza, di quello che era il teatro medioevale. Gli uomini del XX secolo che partecipano a queste manifestazioni non sanno forse che, facendo ciò, essi tengono viva una cerimonia che si ripete da secoli e secoli, ogni anno. Vediamo di scoprire quale fu la sua lontanissima origine.

UN TEATRO NATO IN... CHIESA
Se noi, la Domenica delle Palme, assistiamo ad una Messa cantata, celebrata in rito romano, ad un certo punto udiamo che fra i tre sacerdoti officianti si svolge una specie di dialogo. Ad esempio: 1° sacerdote — Gesù taceva. E il sommo sacerdote soggiunse 2° sacerdote — Ti scongiuro che, tu ci dica se sei Cristo, il Figliolo di Dio
3° sacerdote — Tu l'hai detto. Come vediamo, si tratta di una piccola recita in cui un sacerdote fa la parte del cronista, cioè di colui che racconta il fatto, un altro fa la parte del sommo sacerdote ebraico e un terzo rappresenta proprio Gesù.
Ed ora portiamoci con la fantasia nei primi secoli del Medioevo, proprio all'interno di una chiesa affollata, in cui si stia officiando questa Messa. I fedeli, che comprendono perfettamente il latino, pendono dalle labbra dei sacerdoti, dai quali odono il racconto della Passione, in una forma così facile ed attraente. Anzi, appassionati da questa specie di recita, ben presto i fedeli desiderano udire e vedere con maggiore aderenza alla realtà i fatti che vengono rievocati durante i riti religiosi. Si noti che allora non esisteva quasi alcuna forma di spettacolo, perché la Chiesa stessa aveva causato la scomparsa del teatro romano, i cui spettacoli erano in gran parte immorali. La Chiesa, allora, assecondò questo giusto desiderio dei fedeli e introdusse nella liturgia altri dialoghi di questo genere, sempre più lunghi e completi. Si cominciò anche a far uso di abiti, simboli e oggetti particolari, che permettessero di riconoscere i vari personaggi. Si incominciava, insomma, ad avere una prima, rudimentale sceneggiatura.
Naturalmente, a questo punto non si poteva ancora parlare di teatro. Ma, col passare del tempo, le esigenze sceniche si fecero sempre maggiori: pochi personaggi, pochi costumi, pochi oggetti, poco spazio non bastavano più. La recita, che prima avveniva tutta sull'altare, si svolgeva ora nelle navate. Passò'altro tempo, e le rappresentazioni divennero più complesse. Si esigeva ancora più spazio: esse cominciarono a svolgersi sotto il portico della chiesa. Poi avanzarono nel sagrato. Infine eccole apparire in qualunque piazza della città. Era nato in tal modo il teatro medioevale.

LE SACRE RAPPRESENTAZIONI
Giunti a questo punto di sviluppo, la lingua usata nelle recite non era ormai più il latino. Col trascorrere del tempo le persone in grado di intendere il latino divenivano sempre meno numerose; la Chiesa, poiché ormai non si trattava più di liturgia ma di veri spettacoli che dovevano insegnare e anche un poco divertire, fini con l'adottare per queste recite le varie lingue volgari. I soggetti, invece, rimasero sempre di carattere religioso, da cui il nome di sacre rappresentazioni. Oltre agli episodi della vita di Gesù si rappresentavano fatti dell'Antico Testamento, storie di martiri e altri racconti moraleggianti. Addirittura si cercava di raccontare in un solo spettacolo l'intera vita di un santo, o la storia del popolo ebreo, o tutta la storia dell'umanità, da Adamo al giudizio universale. La singolarità di questi soggetti determinò una delle caratteristiche principali del teatro medioevale: la rappresentazione simultanea di molti ambienti diversi fra i quali gli spettatori dividevano la loro attenzione.

UNA STRANA MESSINSCENA
Lo scenario di una rappresentazione medioevale comprendeva sempre la ricostruzione di numerosi ambienti e luoghi diversi. Ad esempio, se si voleva raccontare la vita di un martire, ecco da una parte la casa dove era nato, poi la scuola dove aveva studiato, poi i diversi luoghi ove si era svolta la sua vita, e, infine, la prigione o il circo ove era avvenuto il suo martirio. Non mancava neppure la rappresentazione dell'inferno, dove si vedevano precipitare i suoi carnefici. Quando non c'erano i mezzi per rappresentare tutti questi luoghi, ci si accontentava di un cartello con una scritta. Poteva anche accadere che, durante la recita, si svolgessero due scene diverse in due di questi luoghi.

VERSO IL TEATRO MODERNO
Naturalmente tanta varietà di scene permise che in queste recite si infiltrasse qualche elemento o qualche personaggio comico. Gli spettatori di ogni tempo si divertono a veder riprodotta sul palcoscenico la loro vita quotidiana; ma il divertimento e la soddisfazione degli spettatori raggiungono il colmo quando un attore accenna ad imitare e a far la caricatura di qualche persona conosciuta e malvista da tutti, magari un potente del luogo. Meglio ancora se quell'attore fa la parte di un cattivo, e si ha così la soddisfazione di immaginare che sia quel tale a precipitare nell'inferno. Ecco che, man mono, il teatro abbandona il suo carattere religioso e diviene lo specchio, la rappresentazione della vita e delle passioni degli uomini. Ma con questo cambiamento ( siamo ormai giunti al secolo XVI ) cessa di esistere il teatro medioevale e nasce veramente il teatro moderno.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014