Scienza e tecnica diciottesimo secolo

 

ANNO 1737. Siamo nel giardino di una ricca villa; ecco avanzare fra i violetti una gentile damina; indossa uno degli abiti sontuosi che la moda del tempo prescrive, tutto pizzi e crinoline, il suo viso è incipriato e porta una candida parrucca. Cammina, ma è tutta assorta nella lettura di un libro che tiene fra le mani: che libro sarà? Tutti saremmo pronti a scommettere che si tratta di un libro di novelle o di delicate poesie; come sì potrebbe pensare diversamente?
Ebbene, perderemmo la scommessa: quella gentile fanciulla sta leggendo nientemeno che un libro intitolato newtonianismo per le dame. Sarebbe come dire, al giorno d'oggi, l'elettronica spiegata alle signorine. Ma nell'anno 1737, il best-seller, cioè il libro più venduto, era proprio quello. Sissignori, nel 1700 la scienza era di moda. divi, i campioni , gli assi del tempo (udite!) erano gli scienziati. I loro nomi erano sulla bocca di tutti, chi poteva li avvicinava o li invitava nel suo salotto.
In quel tempo strano e fortunato fiorivano così le pubblicazioni scientifiche (ricordiamo la celebre Enciclopedia delle Scienze, delle Arti e dei Mestieri, pubblicata in Francia e numerosissime erano le accademie di scienziati. È naturale che in un clima tanto propizio, tutti i rami della scienza facessero i più grandi progressi.

ALCUNI degli strumenti con l'aiuto dei quali compì le sue ricerche Lorenzo Antonio Lavoisier, il grande studioso francese, vissuto fra il 1743 e il 1794, che pose le basi della chimica moderna: essi furono un microscopio, una clessidra, ed una bilancetta di precisione. Ma è necessario dire che quest'ultima fu la più fedele ed utile collaboratrice del grande scienziato una modesta bilancia? Proprio una bilancia, non precisamente modesta, però. Si tratta di una bilancia sensibile a pesi di un decimo di milligrammo.
Lavoisier fu il primo chimico che pensò di servirsi continuamente e scrupolosamente di questo semplice ma importantissimo strumento che era stato piuttosto trascurato dai suoi predecessori. Ma per comprendere tutta la importanza di questa decisione occorre dare uno sguardo alla situazione degli studi di chimica in quel tempo.

I PRIMI PASSI DI UNA NUOVA SCIENZA: LA CHIMICA
Gli alchimisti che tentavano vanamente la ricerca della pietra filosofale e dell'elisir di lunga vita erano ormai un ricordo del passato; gli studi cominciavano ad essere condotti con criteri scientifici. Si era così identificato un gran
numero di nuovi elementi (come ad esempio il nichel, il platino, il cobalto, il manganese, l'azoto e il cloro) e di composti (l'anidride carbonica, l'acido cloridrico e qualche acido organico). In Inghilterra erano addirittura sorti i primi impianti per la produzione industriale dell'acido solforico.

UNA MISTERIOSA SOSTANZA: IL FLOGISTO
Ma tante conoscenze venivano confuse e indirizzate su una strada erronea da una malaugurata teoria, di cui tutti i ricercatori del secolo XVIII erano fermamente convinti, ma che pare un ultimo residuo dell'età degli alchimisti. Si credeva che le reazioni chimiche fossero regolate da una invisibile sostanza, detta flogisto, dalle proprietà misteriose. Ad esempio, tutte le sostanze combustibili dovevano essere ricchissime di questo flogisto; quando bruciavano perdevano il loro flogisto che si liberava nell'aria sotto forma di fuoco.
Fortunatamente, sul finire del secolo venne il Lavoisier, che con la sua bilancetta fece una semplicissima prova: pesò una sostanza, la bruciò e poi pesò di nuovo le ceneri rimaste: il peso era aumentato. Come poteva questo fatto conciliarsi con la teoria della perdita del flogisto? Il grande chimico riuscì a provare che l'aumento di peso era dato dall'ossigeno, col quale la sostanza, bruciando, si era combinata. La teoria del flogisto andò a catafascio; spiegato così correttamente il fenomeno della combustione e dell'ossidazione, era aperta la via alla comprensione di tutte le altre reazioni. Lo stesso Lavoisier, in seguito, scoprì la composizione dell'aria e dell'acqua. La chimica moderna era così nata.

LA FISICA
La scienza che, per prima, si avvantaggiò delle scoperte dei matematici fu la fisica. Ma, forse, la gloria maggiore di questo secolo non consiste tanto nelle scoperte compiute, quanto nel fatto che gli studiosi mostrarono di aver compreso qual era il metodo da seguire nelle loro ricerche: essi non pretendevano più di scoprire e spiegare le leggi naturali con lunghi ragionamenti filosofici, ma si dedicavano allo studio della natura stessa, ne indagavano i fenomeni, li classificavano e cercavano di riprodurli, con esperimenti, nei loro laboratori. Con questo metodo si indagarono le leggi della meccanica (proseguendo gli studi iniziati da Galileo), della dinamica e dell'ottica (continuando le ricerche sulla rifrazione della luce iniziate da Newton). Nel 1738 viene per la prima volta misurata la velocità del suono. Nel 1742 lo svedese Andrea Celsius (1701-1744) stabilisce il grado centigrado come unità di misura del calore. Infine, nel 1790, l'Accademia delle Scienze francese propone una nuova unità di lunghezza: il metro nasce cosi il Sistema Metrico Decimale. Un discorso a parte merita un nuovo ramo della fisica, che solo dal secolo XVII aveva cominciato ad attirare l' attenzione degli studiosi : l'elettricità.

L'ELETTRICISMO
È proprio col secolo XVIII che si cominciano ad osservare e studiare in modo organico le manifestazioni dell'elettricità. L'interesse di tutti per gli strani fenomeni dell'elettricismo, come allora veniva chiamato, era enorme. Durante tutto il secolo l'hobby, il passatempo, di tutti coloro che ci tenevano a mostrarsi aggiornati con le meraviglie del progresso, furono le esperienze con l'elettricità; se ne facevano addirittura dei giochi da salotto.
Nel 1765, a Versailles, un abate appassionato di tali esperimenti eseguì delle prove, ben riuscite, di trasmissione della corrente elettrica attraverso una processione, lunga tre chilometri, di frati legati l'un l'altro con filo di ferro: tutto per mostrare alla corte reale i prodigi dell'elettricità.
Ma, per fortuna, i risultati ottenuti non si limitarono a questo: nel 1752 Beniamino Franklin (americano, 1706-1790) ideò il parafulmine; nel 1791 Luigi Galvani (italiano, 1737-1798) pubblicò un trattato nel quale espose i risultati delle sue esperienze sulla produzione di energia elettrica nel corpo animale;
l'anno seguente Alessandro Volta (italiano, 1745-1827) iniziò gli studi che lo portarono alla costruzione della pila.

SCIENZA
1735 - Il naturalista svedese Carl von Linné, detto Linneo (1707-1778), pubblica una grandiosa opera, intitolata «Sistema della natura», nella quale stabilisce un metodo di classificazione per animali e vegetali.
1752 - Un medico francese pratica a circa 200 pazienti l'estrazione della cateratta, ottenendo la guarigione nella quasi totalità dei casi.
1761 - L'italiano G. Battista Morgagni (1682-1771) pubblica un'opera nella quale, descrivendo le principali malattie, indica per la prima volta in modo preciso le differenze anatomiche fra un organo ammalato e uno sano.
1761 - In quest'anno viene fondata, nella città di Lione. la prima scuola di veterinari
1766 - Franz Anton Mesmer (1734-1815) sostiene l'esistenza di un « fluido magnetico » che è capace di ottenere delle guarigioni. Sia pure nell'errore, egli anticipa, in questo modo, le future ricerche sui fenomeni ipnotici.
1767 - Lazzaro Spallanzani (1729-1799), italiano sfata la teoria delia generazione spontanea degli esseri viventi, dimostrando che anche i germi nascono da altri germi.
1776 - In seguito agli studi e agli scritti di un naturalista tedesco, Simon Pallas (1741-1811), nasce la storia naturale dell'uomo, etnografia, (greco « etnos » popolo e « grafìa », scrittura).
1779 - Il naturalista inglese Jan lugenhousz dimostra che tutte le parti vegetali svolgono la funzione della respirazione, mentre le parti verdi svolgono, sotto l'azione della luce, una funzione contraria (funzione clorofilliana)
1784 Lavoisier compie una serie di esperimenti con i quali spiega perché con la respirazione venga prodotta anidride carbonica, e inoltre dimostra che la quantità di carbonio che viene consumata da un organismo è maggiore se questo è sottoposto ad un intenso lavoro.
1793 L'italiano Vincenzo Chiarugi (1759-1820) sostiene la necessità di rendere più umano il trattamento degli alienati di mente che, a quei tempi venivano tenuti addirittura in catene.
1796 - Edoardo Jenner (1749-1823) medico inglese, pratica, con successo, la prima vaccinazione antivaiolosa. Sarebbe sufficiente questa sola grande conquista a dare gloria alla scienza medica del XVIII secolo.
Tra il 1779 e il 1799 vengono pubblicate delle importanti opere di ornitologìa (studio degli uccelli), ittiologìa (studio dei pesci) ed entomologìa (studio degli insetti).

LA TECNICA
A fianco della scienza pura anche la tecnica compiva, in questo secolo, dei passi da gigante. Si è soliti dire che il secolo delle invenzioni è il 1800: la locomotiva (Stephenson, 1829), la nave a vapore (Fulton, 1807), la fotografia (Daguerre, 1816), il telegrafo (Morse, 1837), il motore a scoppio (Barsanti, 1853), il dirigibile, e molte altre, sono tutte invenzioni del XIX secolo. Ma, più che invenzioni, sarebbe esatto dire conquiste, realizzazioni, perché ognuna di esse fu preceduta da una lunga serie di studi ed esperienze, compiuti per la massima parte nel corso del secolo precedente. Se il XIX fu un secolo di invenzioni, possiamo dunque dire che il XVIII fu un secolo di intensa, vivissima ricerca. Se onoriamo Stephenson, Fulton e gli altri come i padri di tante utili invenzioni, perché non dobbiamo almeno ricordare quelli che, a buon diritto, possono dirsi i nonni di tali invenzioni? Ecco una piccola galleria di questi precursori:

1707 - Dionigi Papin, che qualche decennio innanzi aveva costruito la prima macchina a vapore, applica ora la sua macchina ad un battello, col quale riesce a navigare sul fiume Fulda; ma i battellieri, temendone la concorrenza glielo distruggono. Nei decenni seguenti vi furono diversi altri tentativi, finché, nel 1788, l'americano John Fitch riuscì a compiere con un battello a vapore diversi viaggi fra Philadelphia e Burlington, recando a bordo una trentina di passeggeri.
1727 - J. H Schultze constata che il nitrato di argento, esposto all'aria, si annerisce per azione della luce. Il francese Alexandre Charles, nel 1780, ottiene, con l'uso di questo sale, le prime immagini fotografìche.
1753 - Lo scozzese Charles Marshall studia la possibilità di usare la corrente elettrica per trasmettere dei segnali a distanza; egli suppone necessario l'uso di un filo per ciascuna lettera dell'alfabeto. Un apparecchio basato su questi principi viene costruito, nel 1760, dallo svizzero Georges Louis Lesage.
1770 - Il lorenese Nicolas Joseph Cugnot costruisce un carro a tre ruote con motore a vapore, nel quale il movimento viene trasmesso alle ruote per mezzo di stantuffi. Ma il veicolo risulta tanto rudimentale e difficile da governare che ogni utilizzazione pratica pare impossibile. Un veicolo a vapore assai più perfezionato riesce invece a costruire, proprio negli ultimi anni del secolo, l'inglese Riccardo Trevithick: egli è tuttora considerato dai tecnici il vero primo costruttore di una locomotiva.
1784 - Quasi contemporaneamente in Francia e in Inghilterra, si compiono le prime ascensioni con palloni gonfiati di idrogeno. La prima ascensione, in Inghilterra, è dovuta all'italiano Vincenzo Lunardi, quella francese all'opera dei fratelli Charles.
1782 - L'inglese Giacomo Watt (1736-1819) introduce importantissime migliorie nella macchina a vapore; essa acquista così una tale solidità e una tale efficienza che, impiegata nell'industria come macchina motrice, diverrà la causa principale della trasformazione industriale verificatasi all'inizio del XIX secolo.

(13) Grande Muraglia Cinese
(14) Meraviglie di
Babilonia
(15) Arte architettura antico Egitto
(16) Le piramidi
(17) Pittura italiana
Rinascimento
(18) Regge antica
Persia
(21) Scienza
Rinascimento
(22) Scienza XVIII
secolo
(23) Scienza XIX
secolo
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014