scienza nel rinascimento

 

QUANTE zampe ha una mosca? Per rispondere con sicurezza il sistema è semplice: contare quelle della prima mosca che ci capita intorno; constateremo, senza pericolo di sbagli, che le zampe sono sei. Invece Alberto Magno, famoso saggio del '200, non la pensava così. Dovendo parlare della mosca in un suo trattato, affermò tranquillamente che aveva otto zampe; e sapete perché? Perché così era scritto (probabilmente per un errore) in un altro trattato, quello del grande filosofo e scienziato greco Aristotele. Non gli era passato neppure per la testa di controllare su una mosca la verità di quanto stava per dire. La storiella dice chiaramente con quale spirito i dotti del Medioevo si dedicassero alle scienze. Erano fermi, come prigionieri, incatenati a idee e superstizioni che non avevano il coraggio di superare. Col Rinascimento, l'epoca che inizia nella seconda metà del '400, le cose cambiarono profondamente in ogni ramo delle scienze e dell'arte.

I PITTORI SCOPRONO LA NATURA...
Era stata l'arte ad andare per prima alla scoperta della natura. I pittori avevano cominciato a dipingere le scene dei loro quadri con più aderenza alla verità, preoccupandosi delle proporzioni e adottando una tecnica nuova, quella della prospettiva. Gli oggetti e gli uomini non venivano più dipinti in modo fantasioso, grandi se erano importanti e piccoli se erano secondari, ma erano posti alla distanza e nell' angolazione giusta per riprodurre più fedelmente la realtà.

...E GLI SCIENZIATI LA STUDIANO
Questo sforzo di andare a scoprire come fosse davvero la realtà, lo troviamo agli inizi del XV secolo anche negli uomini di scienza: finalmente essi si sentivano spinti a conoscere il mondo e le creature che lo popolano. I filosofi non si dedicavano più a dispute lunghissime su problemi di poca o nessuna importanza pratica. I matematici applicarono le leggi del calcolo a problemi pratici, come il commercio.
Ma le scienze che progredirono di più furono quelle riguardanti direttamente l'uomo e la natura: anatomia e medicina, zoologia e botanica. Non vi furono molte scoperte vere e proprie, ma accadde qualcosa di importanza forse maggiore: mutò la mentalità degli uomini di scienza di fronte ai problemi da affrontare. Durante il lungo Medioevo, le scienze avevano languito perché la convinzione che non si potesse fare di più dei grandi maestri dell'antichità aveva impedito che si affermassero nuove idee. Adesso, finalmente, tirava un'aria nuova: per la prima volta i dotti si dedicavano alla ricerca non per fare un inutile sfoggio di sapere, ma per ottenere dei risultati che aumentassero le conoscenze utili all'uomo.

I PRIMI PASSI DELLE SCIENZE MODERNE
Certo, non bisogna far lo sbaglio di credere che tutti gli studiosi fossero diventati da un giorno all'altro degli scienziati nel senso moderno della parola. La scienza e la magia qualche volta si confondevano ancora. Ma bisogna tener conto che, nel clima di quell'epoca, ci voleva un grande coraggio, e anche una grande umiltà, per convincersi che le vecchie basi, su cui la scienza era stata fondata per secoli, non reggevano più. Non doveva essere facile persuadersi che quasi tutto quello che si riteneva per vero era da rivedere e da correggere. Attraverso molti errori, e con idee che oggi ci possono sembrare assurde o infantili, ci furono uomini che intrapresero l'avventuroso viaggio nel mondo della scienza. Il loro lavoro, anche quando portò a risultati sbagliati, aprì la strada su cui avrebbero poi progredito gli scienziati moderni, quelli che hanno gettato le basi delle attuali conoscenze umane.

Enrico il Navigatore fonda a Sagres un Istituto di ricerche zoologiche e botaniche: lo « spirito rinascimentale » spingeva i principi ad incoraggiare le scienze (XVI sec).
Temone, fisico tedesco, stabilisce che « l'acqua non può innalzarsi sopra il livello d'origine ». Temone dimostra così che le sorgenti non sono costituite da acqua che sale dalle profondità della Terra (XIV sec).
Alessandro Achillini, di Bologna, medico e filosofo, scopre l'incudine e il martello, minuscoli ed importanti ossicini dell'orecchio medio, e studia la circolazione sanguigna. Egli osa criticare le teorie di Galena (XV sec).
Gian Galeazzo di Santa Sofia, un medico padovano, esegue per primo la dissezione di un cadavere, operazione fino allora considerata sacrilega (inizi del XV secolo).
Nicolo Copernico, astronomo polacco e professore di matematica e astronomia, stabilisce per primo che il Sole è il centro di un sistema ruotante del quale fanno parte la Terra e gli altri pianeti (1543).
Il tedesco Giovanni Muller, detto Regio-montano, inizia l'osservazione delle comete: egli nota per primo la cometa che poi sarà detta di Halley. Muller compie anche i primi studi per la riforma del calendario (1472).
Gutenberg inventa i caratteri mobili da stampa. È una scoperta fondamentale per l'avvenire deile conoscenze scientifiche, che non saranno più privilegio di pochi (1440).
Luca Paciosi di Arezzo pubblica il trattato Summa de Arithmetica ecc, in cui applica il calcolo algebrico alle figure geometriche (1494).
Christopher Rudolf introduce l'uso della virgola nel calcolo aritmetico (1530).
A Norimberga si inizia la fabbricazione di strumenti scientifici. Ben presto apparirà chiara l'importanza di poter disporre di strumenti adatti e perfezionati per la ricerea scientifica (metà del XVI secolo).

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(14) Meraviglie di
Babilonia
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(16) Le piramidi
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Rinascimento
(18) Regge antica
Persia
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Rinascimento
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secolo
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014