scienza nel diciannovesimo secolo

 

IL SECOLO XIX iniziò nel campo della scienza con la definizione di un sistema decimale logico e opportuno che poneva termine alla incertezza e alla confusione che regnavano attorno alle misure e ai pesi. Infatti le unità di peso e di lunghezza variavano allora non solo da nazione a nazione, ma anche da una regione all'altra dello stesso paese. Le ricerche vennero concluse nel 1799 in Francia e il nuovo sistema fu dichiarato obbligatorio; divenne facoltativo per opera di Napoleone nel 1812 e tornò ad essere nuovamente obbligatorio nel 1837. L'unità fondamentale di lunghezza, cioè il metro, doveva essere la decimilionesima parte del quarto di meridiano terrestre passante per Parigi.
La distanza corrispondente, cioè un metro, venne riportata su di una sbarra metallica che divenne da allora l'unità pratica alla quale si riferiscono indirettamente tutti gli strumenti di misura esistenti nei vari paesi che adottano il sistema decimale.

LA RICERCA TEORICA
Dal metro derivano poi le altre unità di misura: il litro che è il volume di un cubo di 1 decimetro di lato; il chilogrammo che è il peso di un decimetro cubo di acqua a 4° C, cioè di un litro di acqua. I vari campioni di queste unità di misura si trovano a Parigi nell' Ufficio Internazionale dei pesi e delle misure. Le successive misurazioni del nostro pianeta, fatte con strumenti più precisi, hanno dimostrato che l'unità di lunghezza non è esattamente la decimilionesima parte del quarto del meridiano terrestre. Ci si è accorti infatti che il campione realizzato dagli scienziati francesi è errato di due decimi di millimetro, ossia che il quarto di meridiano risulta lungo 10 002 000 metri. La lunghezza della sbarra non è comunque stata alterata.
La definizione delle misure decimali denota un bisogno di chiarezza scientifica che caratterizza appunto il secolo XIX. Questo secolo infatti può essere considerato come l'iniziatore dell'età scientifica basata sulla ricerca teorica. Nei secoli passati le invenzioni e i progressi tecnici nascevano dal desiderio di soddisfare bisogni della vita pratica; invece nel secolo XIX si effettua una ricerca dei vari principi e leggi che regolano i vari fenomeni naturali; saranno poi gli stessi principi scoperti a suggerire applicazioni pratiche e invenzioni. Vediamo ora alcune delle maggiori scoperte scientifiche del secolo XIX:

1808 - L'inglese John Dalton enuncia la sua teoria atomica in cui dichiara che la materia è composta di atomi.
1811 - Il fisico italiano Amedeo. Avogadro enuncia la sua famosa legge, detta appunto legge di Avogadro: volumi uguali di gas a eguale pressione e temperatura contengono un ugual numero di molecole.
1820 - Giovanni Oersted, professore all'Università di Copenaghen, scopre l'azione della corrente elettrica sull'ago calamitato il quale devia al passaggio della corrente elettrica.
L'esperienza di Oersted fu una delle prime che misero in evidenza gli effetti magnetici della corrente.
Le importanti osservazioni di Oersted, completate e approfondite in seguito da altri scienziati, portarono all'invenzione dell'elettrocalamita e alle sue varie applicazioni.
1828 - II chimico tedesco Federico Wohler riesce a fabbricare in laboratorio una sostanza organica; la urea. Questa grande scoperta aprì la via allo studio della chimica organica, ossia dei composti del carbonio.
Wohler scoprì nel 1822 l'acido cianico, e nel 1827 tre nuovi corpi semplici fra i quali l'alluminio.
1829 - Il chimico svedese Giacomo Berzelius introduce un metodo di rappresentazione simbolica degli elementi ancor oggi in uso; egli assegna ad ogni elemento un simbolo letterale formato dall'iniziale maiuscola del nome latino.
1820-1830 - I due fisici Andrea Ampère e Giorgio Ohr contribuiscono efficacemente con esperienze, studi e scoperte allo sviluppo della scienza dell'elettricità.
1831 - II fisico inglese Michael Faraday dimostra il principio dell'induzione elettromagnetica che sta alla base di un grande sviluppo industriale; infatti quasi tutte le macchine elettriche sono fondate sul principio dell'induzione della corrente.
1859 - L'inglese Carlo Darwin pubblica L'origine delle specie. In questo libro, lo scienziato inglese nega il concetto della immutabilità delle specie e sostiene che le specie esistenti derivano da altre preesistenti, attraverso una selezione naturale che lascia sopravvivere e continuare le specie più forti e più adatte all'ambiente.
1860-65 - Lo scienziato francese Luigi Pasteur dimostra la falsità della cosiddetta generazione spontanea, cioè della formazione spontanea di esseri viventi nella materia inanimata. Egli scopre che molte malattie sono dovute all'azione di organismi viventi microscopici. Questa scoperta produsse risultati di importanza immensa nella medicina, nella chirurgia e nell'industria.
1869 - Il russo Dimitri Mendelejev idea la tabella del sistema periodico degli elementi. Egli, disponendo i nomi degli elementi in una tabella in ordine di peso atomico crescente, trova che gli elementi distanti otto caselle hanno proprietà molto simili (di qui il nome di tabella périodica). Gli elementi che fino allora non erano stati ancora scoperti erano indicati nella tabella da altrettante caselle vuote; così Mendelejev, basandosi sulla periodicità dei caratteri simili, non solo potè predire la scoperta, ma anche le particolari proprietà di elementi ancora sconosciuti che, poi scoperti, risultarono effettivamente rispondenti alle previsioni dello scienziato russo.
1888 - II fisico tedesco Enrico Hertz, dopo una serie di numerosi esperimenti, dimostra che le forze dell'elettricità e del magnetismo possono formare onde elettromagnetiche che si propagano nello spazio. Le sue teorie posero le basi per la realizzazione della telegrafia senza fili e della radio.
1865 - Il monaco agostiniano di un convento boemo, Gregorio Mendel, pubblica un'opera in alcuni volumi intitolata Ricerche sugli ibridi delle piante. In quest'opera il monaco riferisce i risultati di innumerevoli incroci da lui pazientemente eseguiti fra varietà di piselli e di fagioli. I libri vennero depositati nella locale accademia scientifica ove rimasero sconosciuti per circa quarant'anni. La loro scoperta, avvenuta nel 1900, fu una vera rivelazione. Le ricerche del monaco chiarivano alcune fondamentali leggi dell'ereditarietà e diedero origine alla genetica moderna (la genetica è appunto la scienza che studiò la trasmissione dei caratteri ereditari). Le leggi di Mendel ebbero un enorme valore pratico nell'agricoltura e nell'allevamento; infatti con fecondazioni praticate seguendo quelle leggi si ottengono animali,e piante, con qualità desiderate.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014