Pittura italiana rinascimento

 

IN UNA FRESCA MATTINA di primavera un giovane percorre di buon passo la strada che da San Giovanni in Valdarno porta a Firenze. Egli vuole raggiungere la città prima del tramonto; per abbreviare il cammino lascia spesso la strada e attraversa i campi tenendo sempre d'occhio il corso dell'Arno. Il giovane porta con sé tutto il suo avere: un vestito sdrucito indosso e qualche indumento che tiene avvolto in un misero telo. Egli lascia il suo paese natale dove vivono la madre ed un fratello. La loro esistenza è stata piena di tribolazioni e dolori; dopo la morte del padre, la madre a stento riusciva a provvedere ai due suoi figli. Quando ella si risposò il giovane fuggì di casa; era scontroso e non aveva bisogno di cure. Egli, si può dire, viveva per un'unica passione: la pittura. A San Giovanni ha imparato la tecnica dell'arte; ma ora sente il bisogno di conoscere i grandi pittori di Firenze e, più di tutto, ha desiderio di dipingere. Il giovane, che ha poco più di vent'anni, si chiama Tommaso, soprannominato Maso e poi Masaccio. Giunge a Firenze intorno all'anno 1422. Egli studia le opere di alcuni grandi artisti allora viventi: Masolino, Gentile da Fabriano e Lorenzo Ghiberti; ma essi non hanno nulla da insegnargli, la loro arte è simbolica e legata ancora alla tradizione gotica. Masaccio apprezza invece Brunelleschi e Donatello, i due artisti che, rispettivamente, nell'architettura e nella scultura compiono opere ardite e meravigliose. I tre artisti, benché di diversa età, hanno molte qualità comuni e stanno spesso insieme. Quando i fiorentini, chiamati a giudicare i bozzetti che Brunelleschi e Ghiberti hanno presentato per decorare la porta del Battistero, preferiscono il Ghiberti, Masaccio e l'amico Donatello ridono di quel verdetto. Masaccio cominciò a dipingere a Firenze, poi a Pisa, quindi ancora a Firenze dove affrescò la Cappella Brancacci nella Chiesa del Carmine. Gli affreschi della Cappella per la loro forza espressiva, per la modernità della composizione divennero il modello per molti grandi artisti del Rinascimento. Quando Masaccio li dipinse aveva 26 anni; un anno dopo moriva a Roma.
Questo sfortunato pittore, morto agli inizi della sua attività artistica, lasciò in pochi metri quadrati di superficie la più potente pittura del Rinascimento e indubbiamente una delle più grandi opere d'arte che siano mai state create.

UN'ARTE CHE ESALTA LA VITAil tributo di masaccio (particolare)
Osserviamo l'illustrazione che riproduce il più famoso affresco di Masaccio: Il Tributo ( Particolare qui a lato). Le figure degli Apostoli e di Cristo sono rappresentate con una forza espressiva tanto violenta che acquistano una, dignità da eroi. Sono personaggi che vivono l'episodio come nella realtà ed essi si impongono alla nostra attenzione. Si ha quasi l'impressione che vi si possa girare attorno, come se assistessimo ad una scena vera. Masaccio sa farci sentire la consistenza delle figure e degli oggetti rappresentati, egli dipinge sulla superficie piatta di un muro immagini che sembrano avere un volume. Per questi motivi Masaccio è l'iniziatore del nuovo stile che si chiamerà rinascimentale. Tutta la pittura del Medioevo trattava le figure come immagini senza corpo, quasi caricature della realtà. Essa, infatti, era un'arte simbolica che doveva condurre l'uomo ai pensieri dello spirito. Col Rinascimento, che comprende i secoli XV e XVI, nasce invece una nuova arte che non è più narrazione per simboli ma ritratto della natura e dell'uomo; l'uomo diventa il centro del suo mondo e scopre la bellezza di ciò che lo circonda. Nelle varie corti dei piccoli Stati del territorio italiano i nobili fanno a gara nell 'arricchire il proprio guardaroba di abiti eleganti, ma anche nell'approfondire la propria cultura e nell'affinare la propria sensibilità. Essi amano la gloria e, affinchè i loro nomi possano essere ricordati dai posteri, affidano ai più bravi artisti la costruzione di grandi palazzi o la riproduzione delle loro sembianze. L'arte rinascimentale rispecchia questa concezione di vita ed e, per questo, un'arte moderna; essa, infatti, non serve più, come in antico, a esprimere qualche cosa di sovrannaturale, ma illustra la vita reale. Molte opere pittoriche rappresentano soggetti religiosi, ma i pittori prendono, come modelli di santi e di madonne, personaggi viventi della loro città. E il popolo che va a vedere, curioso, l'ultima opera del famoso pittore rivede, reso più interessante dall'interpretazione dell'artista, il mondo in cui egli vive. Il rinascimento come periodo artistico, comprende due secoli: il XV e il XVI. Nel XV secolo si ha il cosiddetto primo Rinascimento o Umanesimo che si esprime con un'arte sobria e potente; nel XVI secolo si ha il secondo Rinascimento dove tutte le espressioni artistiche tendono ad essere più ricche e fastose fino a giungere, al principio del secolo XVII, alle espressioni del Barocco, che si differenzierà dal Rinascimento per eccessiva ricchezza decorativa.

PIERO DELLA FRANCESCA (1420-1492) -Piero della Francesca nacque a Borgo San Sepolcro, al confine fra la Toscana e l'Umbria. Egli lasciò oltre ad affreschi celeberrimi come quello di Rimini ( Sigismondo Malatesta dinnanzi a San Sigismondo ) i più importanti quadri da cavalletto di questo secolo. La suggestione della sua opera è dovuta ad uno straordinario equilibrio di composizione assolutamente perfetto. La figura dipinta da Piero è raffello- ritrtto di agnolo donisolenne ma profondamente umana. I paesaggi hanno l'incanto del miracolo la tecnica è quella di un pittore di oggi.
SANDRO BOTTICELLI (1445-1510) - Sandro Filipepi, detto Botticelli, fu un pittore dotato di uno straordinario senso della decorazione. Le sue figure eleganti ed armoniose sembrano uscire dalle poesie a soggetto mitologico cantate dal Poliziano e dallo stesso Lorenzo il Magnifico.
RAFFAELLO (1483-1520) - Raffaello Sanzio fu uno dei pittori più versatili; dipinse scene idilliache, meravigliose Madonne e stupendi ritratti in cui riuscì a rendere con somma potenza le qualità spirituali oltre che esteriori del soggetto ritratto, come si può notare nel quadro riprodotto di fianco.
GIORGIONE (1477 -1510) - Giorgio Barbarelli detto Giorgione è il pittore che apre la strada in modo definitivo all'arte moderna. I soggetti dei suoi quadri, dove il vero protagonista è il paesaggio, sono la grande invenzione di questo artista.
Nelle sue composizioni campestri inondate di un colore stupendo, le figure sono affondate nell'atmosfera, così come gli alberi le cui foglie ci sembra veder stormire nell'umidità di un tramonto.
TIZIANO (1477-1576) Nei quadri di questo pittore veneto l'armonia e la bellezza del colore raggiungono effetti di straordinaria suggestione. Tiziano fu un uomo dotato di una eccezionale vitalità (visse infatti fino a quasi cent'anni) e produsse, di anno in anno, opere sempre più sorprendentemente moderne.


LE SCUOLE ITALIANE NELLA PITTURA DEL RINASCIMENTO ED I LORO PITTORI PIÙ RAPPRESENTATIVI

SCUOLA VENEZIANA
Giovanni Bellini (1430?-1516) - Vittore Carpaccio (1455-1526) - Giorgione (1477-1510) - Tiziano (1477-1576) - Lorenzo Lotto (1480-1556) - Tintoretto (1518-1594) -Paolo Veronese (1528-1588).
SCUOLE DELL'ITALIA SETTENTRIONALE
Vincenzo Foppa (14287-1516) - Cosimo Tura (1430-1495) - Andrea Mantegna (1431-1506) - Correggio (14897-1534).
SCUOLA TOSCANA
Paolo Uccello (1397-1475) - Masaccio (1401-1428) - Andrea del Castagno (1423-1457) - Andrea del Verrocchio (1435-1488) - Botticelli (1445-1510) - Ghirlandaio (1449-1494) - Leonardo (1452-1519) - Michelangelo (1475-1564) - Andrea del Sarto (1486-1531).
SCUOLE DELL'ITALIA CENTRALE
Piero della Francesca (1420?-1492) - Pietro Vannucci, detto il Perugino (1445-1523) - Raffaello (1483-1520).
SCUOLA DELL'ITALIA MERIDIONALE
Antonello da Messina (1430-1479).

(8) Arte in Roma
antica
(10) Arte del Tibet
(11) Arti figurative
XIX secolo
(12) Colosseo
(13) Grande Muraglia Cinese
(14) Meraviglie di
Babilonia
(15) Arte architettura antico Egitto
(16) Le piramidi
(17) Pittura italiana
Rinascimento
(18) Regge antica
Persia
 
 
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