Le Meraviglie di Babilonia

 

FESTOSI E GAGLIARDI squilli di tromba risuonano per le vie di Babilonia, la grande, la meravigliosa città che sorge sulle rive dell'Eufrate. È l'anno 500 avanti Cristo. Nella più bella città della Terra oggi è un giorno di festa! Si festeggia il Nuovo Anno e una solenne processione attraverserà la città, percórrendo la Strada Trionfale. Come ogni anno, le statue sono state portate alla riva del fiume, caricate su alcune imbarcazioni e trasferite nel Tempio Giardino. Là i sacerdoti hanno celebrato il matrimonio fra il dio Marduk (il dio che ha creato il mondo) e la Dea della Terra. Le loro nozze, che sì rinnovano ogni anno, sono un augurio di fertilità per i campi e di prosperità per tutto il paese. Oggi il grande corteo si ricompone per riportare le statue degli dei nel loro tempio, dove saranno custodite per tutto, il resto dell'anno. Immaginiamo di accodarci anche noi al fastoso corteo, confusi in mezzo alla folla che grida d'entusiasmo, che canta inni di guerra. Percorreremo la città e potremo osservare le sue splendide costruzioni.
la grande porta di ishtar
LA STRADA TRIONFALE
Ecco, il corteo si avvicina al lato settentrionale della città. Già si è imboccata la Strada Trionfale. Essa è larga 23 metri, ed è pavimentata con massicci blocchi di calcare, quadrati, col lato di oltre un metro; ai due lati corre un bordo di pietra rossa. Il re che ha fatto costruire quest'opera imponente ha voluto che, per tutti i millenni, essa recasse il suo nome : « Io sono Nabucodonosor, re di Babilonia, figlio di Nahopolassar, re di Babilonia. Io ho lastricato con pietre la strada di Babele, per la processione del grande Signore Marduk. Marduk, Signore, dona vita eterna ». Non si può dire che questa frase sia un esempio di modestia! Tuttavia, data l'eccezionalità dell'opera, siamo disposti a concedere al re di porre la dicitura su un bel cippo all'inizio della strada? Nossignori, Nabucodonosor non sa che farsene di un cippo: questa scritta figura scolpita su ognuna delle migliaia e migliaia di pietre che lastricano la strada. Sul lato interrato, naturalmente, perché il traffico e il tempo non la possano corrodere. La Strada Trionfale era una « via sacra », ma era anche un'opera difensiva. Era l'unica grande strada che penetrasse fin nel cuore della città, dove, cinta da nuove mura, stava la rocca col palazzo reale. Qualunque nemico, per espugnare Babilonia, doveva necessariamente percorrerla: ed allora gli ingegneri del re escogitarono il modo di poter trasformare la Strada dei Trionfi in una strada di morte. Ai lati della strada innalzarono due muraglie, alte sette metri: chi la percorreva camminava in una specie di grande corridoio. dove non aveva possibilità di fuga né a destra né a sinistra ed era esposto a tutte le offese, dall'alto. A questo punto viene la notizia che forse stupirà di più il lettore moderno: noi ci figuriamo tutte le costruzioni antiche del color bianco dei marmi, o grigio delle pietre. Ma non era affatto così: gli antichi, Egiziani, Assiri, Greci, Romani, nelle decorazioni architettoniche facevano un grandissimo uso dei colori: e che colori sgargianti erano quelli! Babilonia non era da meno: tutte le sue più grandi costruzioni erano rivestite di mattoni smaltati d'uno smagliante colore azzurro. Così era anche per le muraglie che fiancheggiavano la Strada Trionfale; e sul fondo azzurro erano raffigurati, allineati l'uno dietro l'altro, circa centoventi leoni, grandi al naturale, di un bel color fulvo, con le fauci spalancate.
Sarà stato uno spettacolo imponente, ma non si può certo dire che la più bella strada di Babilonia fosse un viale ameno!

GIARDINI DELLA REGINA
In prossimità del palazzo del re, la grande strada è sbarrata da una porta gigantesca: la Porta di Ishtar. L'arco, sotto il quale transita il corteo, ha una apertura alta 12 metri, ma al di sopra di essa, due torri s'innalzano fino a 23 metri. Ancora più alte sono le torri che completano la porta, verso l'interno. Tutto il monumentale complesso, rivestito di smalto azzurro, è decorato con figure di tori e di draghi, gialle e bianche, che lampeggiano sotto il sole. È uno spettacolo terribile e affascinante. Fra le acclamazioni della folla i carri-barca, decorati d'oro e di lapislazzulì, sui quali sono poste le statue degli dei varcano la grande porta e fanno il loro ingresso nella rocca. Primo a passare, è il carro di Marduk; attorno alla statua del dio stanno quattro grandi sacerdoti. Secondo è il carro reale, sul quale stanno il re, l'auriga ed un servo che sorregge un gran parasole. Varcata la porta, il corteo costeggia il lato orientale del palazzo del re. E qui ci appare un'altra opera, che fu una delle meraviglie del mondo antico: i giardini pensili.
Essi si elevano simili a una gigantesca gradinata i cui ripiani siano sorretti da archi di pietra; un muro di sei metri di spessore circonda tutta la costruzione, e un'ampia scalea sale di terrazza in terrazza. Su ogni ripiano è collocato uno spesso strato di terreno fertile. Si vedono piante rampicanti in fiore che rivestono gli archi e le colonne, pergolati di fiori profumati che ombreggiano le terrazze, palmizi e alberi carichi di frutta.
Un sistema di sollevamento porta l'acqua in un serbatoio sulla terrazza più in alto; da qui essa scende a rigagnoli e cascatelle per bagnare i meravigliosi giardini. E tutto questo non è che il dono di Nabucodonosor alla sua sposa, perché non rimpianga le verdi colline della Media, ove ella è nata!

LA TORRE DI BABELE
La processione passa ora nel centro della città; ammiriamo i palazzi più ricchi e lussuosi che mai siano esistiti: alcuni sono persino attorniati da vasti terreni di caccia. Vediamo il tempio di Ninmakh, il tempio di Ishtar, il popoloso Mercato. Ora la Strada Trionfale volta verso occidente, quasi ad angolo retto. Il corteo è giunto alla meta : ecco a sinistra un tempio, dove verrà deposta la statua; ecco a destra una immensa torre, la famosissima torre di Babele! Essa è circondata dalle case dei pellegrini e dei sacerdoti che le formano attorno come un vasto recinto quadrato. La sua forma è quella di un'enorme piramide a gradini larga alla base circa cento metri e alta altrettanto. Ottantacinque milioni di mattoni sono occorsi per innalzarla, ed ognuno reca impresso il sigillo del re! Sulla sommità sorge il santuario di Marduk, dalle pareti azzurre e dal tetto d'oro. È così splendente, sotto il sole di Oriente, che i viaggiatori che giungono a Babilonia lo scorgono da lontano. Per le due ampie scalee laterali il popolo sale fino al primo terrazzo, a 33 metri d'altezza. I sacerdoti salgono per la gradinata centrale e poi, per scale segrete, proseguono su, fino al tempio. In questo tempio non c'erano statue; non occorrevano, perché veniva ad abitarlo... il dio Marduk in persona! E per lui, il tempio conteneva un triclinio ed una tavola di oro. Be', non siamo i soli a sorridere; sentiamo cosa ne pensa Erodoto, uno storico antico che vide il santuario ancora... in funzione :
« Essi dicono che il dio stesso visiti il tempio e riposi su questo giaciglio, ma la cosa mi sembra incredibile ».

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014