Arti figurative diciannovesimo secolo

 

OSSERVIAMO l' immagine qui sotto, tratta da un quadro eseguito nel 1854 dal pittore francese Courbet. Vediamo un uomo camminare per una strada di campagna, lieto, quasi fiero di sé, portando sulle spalle una cassetta di colori, un cavalietto ripiegato e alcune tele arrotolate. È un pittore (Courbet vi ha ritratto se stesso), un pittore che va alla ricerca dei suoi soggetti percorrendo la campagna. La natura che lo circonda, le immagini comuni della vita degli uomini che vedrà sul suo cammino gli offriranno la possibilità di esprimere, per mezzo della pittura, la sua poesia ed i suoi sentimenti.
Ecco, questa semplice immagine ed il concetto che essa esprime indicano che una rivoluzione era avvenuta nella storia della pittura. Fino allora si era dipinto ovunque: nelle regge, nelle chiese, nelle autoritratto gustave courbetville, nei monasteri, nei palazzi di governo, nelle case dei ricchi e dei potenti; ma ben raramente era accaduto che un pittore andasse a piantare il suo cavalletto in un viottolo di campagna fiancheggiato da siepi, o sulla sponda di un canale percorso da pigri barconi, o in una rustica trattoria dei sobborghi. Questo andare incontro alla natura e alla realtà della vita è il distintivo della pittura e di tutta l'arte figurativa del XIX secolo.

L'ARTE NEOCLASSICA
All'inizio del secolo le arti avevano tutt'altro indirizzo di quello che abbiamo descritto.
Sul finire del Settecento era, sorta ovunque, ma specialmente in Italia ed in Francia, una grande passione per l'antichità classica greco-romana. Ciò era dovuto, in gran parte, all'interesse destato dagli scavi di Pompei e di Ercolano; il ricco materiale ritrovato era riprodotto da un gran numero di stampe e incisioni, che si diffusero in tutta Europa; molti artisti trassero da questi modelli dell'antichità l'ispirazione per le loro opere. La loro arte fu detta « neo-classica », che significa nuovo classicismo.
Antonio Canova (1757-1822).
Il maggior esponente della scultura neoclassica fu l'italiano Antonio Canova. Nacque nel Veneto, ma trascorse gran parte della sua vita a Roma, dove i papi lo ebbero in grande considerazione; in quella città egli diresse uno studio da cui uscirono un gran numero di statue, ritratti, gruppi decorativi e monumenti funerari che, diffusi in tutta Europa, gli procurarono un'immensa fama. Anche Napoleone volle farsi ritrarre da lui. Era dotato di una eccezionale abilità tecnica, ma l'essersi dedicato esclusivamente all'imitazione dei classici ha in gran parte privato di originalità la sua opera.
Jacques Louis David (pron. jach luì david - 1748-1825).
Ecco un altro artista che conobbe il favore dei grandi ed ebbe in vita altissimi onori. Fu il pittore della Rivoluzione e Napoleone lo nominò addirittura primo pittore dell'Impero. Egli stesso si stimava uno dei massimi artisti della storia. Ma non lo è, perché i suoi quadri mancano di vera poesia e di originalità; rivelano solo una grande sicurezza nel disegno e una cura minuziosa dei particolari. Sembrano rappresentazioni teatrali dove la disposizione dei gruppi, gli atteggiamenti dei personaggi, persino le pieghe delle vesti manifestano la ricerca dell'effetto scenografico. Tuttavia le sue opere destarono l'entusiasmo dei contemporanei, perché nei soggetti esse esaltavano il valore e le virtù degli antichi, che i cittadini della nuova Repubblica francese ambivano imitare.
GLI ARCHITETTI NEOCLASSICI - Anche in architettura si manifestò la tendenza neoclassica. In ogni città d'Europa sorsero chiese simili a templi romani, edifici ornati da timpani e colonnati, archi identici a quelli antichi.
Il teatro alla Scala di Milano. Questo teatro, opera dell'architetto Giuseppe Piermarini (1734-1808) è un bellissimo esempio di architettura neoclassica.
Carlo Gottardo Langhans (1733-1808). La Porta di Brandeburgo, a Berlino. È una delle più grandiose costruzioni in stile neoclassico. Come il Teatro alla Scala di Milano, anch'essa è stata gravemente danneggiata durante l'ultima guerra e poi ricostruita identica all'originale.
paul cezzane le cabanon de jourdan
IL ROMANTICISMO
Ma ecco sorgere una nuova forma di pensiero: il romanticismo. Cessa l'ammirazione per la bellezza serena e perfetta, ma un poco fredda, delle opere classiche; si vuole qualcosa di più vivo, più umano; gli artisti romantici si esprimeranno in una forma più tormentata ma più spontanea.
Francisco Goya (1746-1828). Questo grande artista spagnolo seppe raffigurare altrettanto bene tanto gli aspetti frivoli e gentili del Settecento, quanto le tragiche vicende che aprirono il nuovo secolo.

IL NATURALISMO E L'IMPRESSIONISMO
II pittore Gustave Courbet (pron. gùstàv curbé), fu il primo vero pittore della natura e della realtà, il primo cioè di quei pittori che cercavano nella natura la loro fonte di ispirazione.
Nella cerchia di questi pittori, a Parigi, verso il 1860, si andò formando un nuovo gruppo, quello degli impressionisti; era costituito da artisti giovani, abili e geniali. Si chiamavano Claude Monet (pron. clòd mone), Camille Pissarro (pron. camil pisaró), Edgar Degas (pron. edgàr degà), Pierre Renoir (pron. pièr renuàr) e altri; consideravano come proprio caposcuola un grande pittore più anziano di loro: Edouard Manet (1832-1883). Ad essi si unì più tardi colui che fu forse il più grande di tutti, Paul Cézanne (pron. pòl sesàn). Erano tutti appassionatissimi della loro arte, pronti a sopportare, pur di poterla seguire, una vita di incomprensioni e di povertà. E queste non mancarono.
paul gauguin paesaggio della martinicaPaul Cézanne (1839-1906). Cézanne lasciò presto il gruppo dei compagni parigini e si ritirò in una cittadina di provincia, preferendo proseguire da solo la sua ricerca di un continuo perfezionamento. Ancora un mese prima di morire, nel 1906, scriveva ad un amico: « Studio sempre e mi sembra di fare dei lenti progressi ». Ed era ormai riconosciuto come uno dei più grandi pittori! Lavorava spesso all'aperto; un giorno, era sessantasettenne, lo sorprese un temporale, ma volle proseguire il lavoro coprendosi con un mantello. Cadde svenuto e fu portato a casa su un carretto; poco dopo morì.

I DIVISIONISTI
Sulla scia dell'impressionismo nacque un'altra scuola di pittori: quella dei divisionisti. Questi pittori, invece di mescolare i colori per ottenere le diverse tinte composte e le varie sfumature, tracciavano sulla tela tanti piccoli segni a forma di punti, lineette, o virgoline, servendosi solo di pochi colori fondamentali. Il maggiore dei pittori divisionisti fu l'italiano Giovanni Segantini.

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[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014