L'architettura storia

 

STORIA DELL'ARCHITETTURA
E più facile afferrare l'essenza dell'architettura studiandone lo sviluppo nei diversi periodi storici, notando le caratteristiche generali di ciascun periodo, il progresso delle tecniche di costruzione da un'epoca alla successiva e da una cultura all'altra, e rilevando l'evoluzione propria di ogni stile architettonico.
Architettura egizia e del Vicino Oriente. La costruzione delle più famose strutture architettoniche egizie, le piramidi, iniziò nella III e IV dinastia del Regno Antico ( 2686-2498 a.C). Templi in pietra furono costruiti anche durante il Regno Medio ( 2133-1786 a.C); ma la maggior parte degli esempi sopravvissuti fino a noi risale al Regno Nuovo (1570-1085 a.C.) e al Periodo tolemaico (323-30 a.C). La costruzione di edifici permanenti in pietra venne limitata alle tombe, ai templi e alle sculture associate (obelischi e strade con sfingi e con leoni), ma le forme di monumentali strutture in pietra sembra siano influenzate dall'architettura domestica primitiva. Le case erano formate da pareti di mattoni di fango con colonne di fasci di canne legate assieme. Pertanto le mura degli edifici erano in genere inclinate (più spesse alla base e rastremate) e le colonne relativamente corte, raramente sei volte più alte del loro diametro. I capitelli venivano scolpiti a rappresentare fiori o germogli di loto, foglie di palma, sommità di papiri; il fusto presentava spesso legacci decorativi che ricordavano l'antica affastellatura delle canne.
La pietra e il legno erano rari nelle pianure alluvionali dei fiumi Tigri ed Eufrate; così l'architettura mesopotamica fu, di necessità, basata sull'uso di mattoni di creta con la superficie esterna spesso colorata con tinte vivaci, come lo ziggurat di Ur ( 2500 a.C). Più a monte dei fiumi della Mesopotamia, in Assiria, la pietra era relativamente abbondante, ma veniva usata soprattutto per coprire le mura destinate ad essere decorate con bassorilievi e iscrizioni, dai quali derivano gran parte delle nostre conoscenze della storia assira. L'architettura degli imperi babilonese (1900-1550 a.C.) e assiro (1100-612 a.C.) si ergeva, ben sollevata sopra le pianure soggette alle alluvioni, su massicce piattaforme di mattoni, e spesso su più di una, fino a ottenere la caratteristica forma dello ziggurat. L'impero persiano antico (538-333 a.C.) adottò tali caratteristiche, aggiungendovi un largo impiego di colonne come nei palazzi di Persepoli (518-460 a.C).
Architettura greca. Qualsiasi esame dell'architettura greca non può prescindere da un accenno alla civiltà Egea, caratterizzata dai grandi palazzi minoici dell'isola di Creta, e in particolare dell'enorme complesso di Cnosso e delle strutture, magnificamente situate, di Festo (entrambi 1700-1400 a.C). Costruiti in massiccia muratura, tali edifici presentavano diversi piani e comprendevano lunghe sale a colonnati, dozzine di piccole stanze labirintiche, ampie terrazze sul mare e impianti idraulici di sconcertante modernità. Le pareti erano decorate con affreschi dai colori molto
vivaci e bassorilievi di stucco, i Cretesi vennero conquistati dai Micenei dell'entroterra, la cui architettura fu in conseguenza influenzata dai prototipi cretesi.
L'architettura greca antica (3000-700 a.C.) è caratterizzata dall'impiego di massicci blocchi di pietra per le pareti e di modiglioni in muratura per sostenere forme primitive di volte e di cupole, come nella Porta dei Leoni e nel cosiddetto Tesoro di Atreo a Micene (1400-1200 a.C). Talvolta le colonne erano usate per inquadrare porte e cancelli e per fornire colonnati interni ai palazzi, come nel cortile di Tirinto. Erano tuttavia la colonna e la trave (pilastro e architrave) a costituire le basi dell'architettura greca classica e a conferirle quel carattere semplice ed essenziale che, assieme ad alcuni dettagli, ha indotto molti studiosi moderni a vederne l'origine nella costruzione di capanne primitive di legno.
I Greci misero a punto un vocabolario di termini dei singoli elementi architettonici rimasto fondamentale per l'architettura europea per oltre 2000 anni. Il linguaggio di architettura greco raggiunse il suo apice durante il secolo V a.C. L'architettura greca classica comprendeva tre ordini: il dorico, lo ionico e il corinzio. Ciascuno indicava l'insieme dei componenti fondamentali di un semplice edificio rettangolare con copertura inclinata, vale a dire colonna, capitello (o testa di colonna), trabeazione (la trave che connetteva le colonne) e frontone. Le diverse proporzioni e le convenzioni decorative conferivano un carattere distintivo a ciascun ordine, senza tener conto dei vivaci colori dati all'edificio originale o al soggetto delle decorazioni scolpite lungo il fregio o sul frontone triangolare. Le proporzioni di ciascun ordine erano stabilite in limiti molto stretti, e i componenti di ciascun ordine potevano essere montati correttamente in un solo modo. I Greci non mischiarono mai i diversi ordini nello stesso edificio. Questa, e altre regole, furono modificate dall'architettura romana. I Romani crearono altri due ordini, il tuscanico e il composito, e usarono tutti i cinque ordini come decorazione di edifici costruiti su principi diversi da quelli impiegati dai Greci.
II principale materiale da costruzione del periodo classico fu il marmo, una pietra solida alla quale si poteva conferire grande precisione di linee e di dettagli. Anche la forma fondamentale del tempio era molto semplice: una camera rettangolare con tetto poco inclinato, circondata da una fila di colonne (o fronteggiata da un portico a colonne) posta su un podio di tre gradini. Con tale semplicità di costruzione e di forma i Greci miravano essenzialmente, nella perfezione dell'edificio e dei suoi componenti, a comporre un complesso architettonico ben proporzionato e decorato, esemplificato suII'acropoli di Atene dal Partenone (447-32 a.C.) che rimase il fondamento dell'architettura occidentale fino alla metà del sec. XIX.
Architettura romana. Durante il sec. II a.C. i Romani, conquistando l'Africa settentrionale, la Grecia, l'Anatolia e la Spagna, assorbirono le tradizioni culturali di queste aree (in modo particolare quella della Grecia) alle quali aggiunsero le doti costruttive degli Etruschi, loro più immediati vicini nell'Italia centrale. Le realizzazioni più significative dei Romani si attuarono nel campo della tecnologia delle costruzioni, nell'impiego di un maggior numero di materiali (compresi il cemento, la terracotta e i mattoni) e nel grado di perfezione apportato all'arco, alla volta e alla cupola, tutti aspetti del resto già esplorati dagli Etruschi. I templi romani, in linea generale rimasero modellati su quelli greci, con la frequente aggiunta di un alto plinto (base o piattaforma) e la frequente omissione delle colonne posteriori e laterali, come nella Maison Carré a Nimes in Francia.
I monumenti civili romani comprendono tipi di edifici di dimensioni e complessità senza precedenti, che non avrebbero potuto esser costruiti con il sistema di costruzione greco basato sulla trave e la colonna: acquedotti, terme (come quelle di Caracalla), basiliche (tribunali), teatri, archi di trionfo, anfiteatri (come il colosseo), circhi e palazzi coprivano spazi assai più ampi o superavano distanze molto maggiori di quanto sarebbe stato possibile realizzare con l'impiego di travi di legno o di pietra. L'uso di una cupola in cemento trova la sua massima espressione nel Pantheon di Roma (costruito nel 124-120 a.C), relativamente ben conservato, che in seguito divenne una chiesa cristiana. Le successive chiese romane o paleocristiane, tuttavia, presero generalmente la forma dalle basiliche la cui navata centrale, le navate laterali, il triforio, e l'abside divennero elementi caratteristici della chiesa romanica e gotica. L'imperatore Costantino costruì, nel sec. IV, grandi chiese a basilica in tutti i più importanti siti cristiani dell'impero romano stabilendo in tal modo la basilica come forma principale dell'architettura chiesistica cristiana.
Architettura bizantina. L'architettura bizantina nacque e si sviluppò nell'impero basilica sant apollinare in classebizantino quando Costantino I spostò la capitale da Roma a Bisanzio (chiamata in seguito Costantinopoli, ed oggi Istanbul) nel secolo IV.
Nell'Europa meridionale e orientale, e in particolare in quelle parti dell'Italia, della Grecia e dell'Anatolia che rimasero sotto il dominio bizantino, fu molto forte la continuità con i piani e le tecniche romane. Schemi romani solo leggermente modificati vennero usati per chiese italiane come quella di S. Apollinare in Classe, a Ravenna (534-391: in Costantinopoli chiese a cupola, come quella di S. Sofia (532-37), furono edificate su scala molto maggiore di quella usata nell'impero romano d'Occidente.
Architettura romanica. In Europa settentrionale, dove i ruderi romani erano meno frequenti, si verificò una maggiore libertà di sperimentazione. Dalla metà del sec. X alla metà del XII, grandi progressi vennero compiuti in direzione dello stile gotico.
Le caratteristiche principali dell'architettura romanica hanno tuttavia una chiara origine romana: larghi spazi interni sovrastati da volte a botte rette da grosse colonne e piloni; finestre e porte a tutto sesto, chiese edificate sullo schema basilicale modificato dall'aggiunta di contrafforti, transenne e torri. Gli edifici hanno un aspetto solido e pesante e, a causa delle finestre relativamente piccole, sono poco illuminati: si veda come esempio, la cattedrale di Durham in Inghilterra (iniziata nel 1023). I portali, i capitelli e gli altari sono ornati di statue di grande bellezza ed effetto; anche le vetrate dipinte facevano la loro prima apparizione in Europa, ma in modo limitato a causa delle ridotte dimensioni delle aperture.
Architettura gotica. Dalla metà del secolo XII al secolo XVI, l'architettura dell'Europa settentrionale fu caratterizzata dall'impiego di contrafforti rampanti, di archi acuti, di volte a costolone e da finestre a traforo. Le pareti sottili, le colonne agili e le grandi vetrate degli edifici gotici conferiscono loro un effetto di grande luminosità in contrasto con quelli romanici. L'architettura gotica ebbe la sua origine nell'abbazia reale di Saint Denis, costruita dall'abate Sugger fra il 1137 e il 1144, ma raggiunse un alto grado di espressione nelle grandi chiese della Francia settentrionale e centrale,
come la cattedrale di Amiens (1220-70), notevole per l'elevazione delle navate e lo slancio delle colonne, e la Sainte Chapelle di Parigi (1247-48), eccezionale per le ampie vetrate e i trafori. In effetti l'architettura gotica si sviluppò essenzialmente in Francia e in Inghilterra, dove lo stile si diffuse alla fine del secolo XII. In Germania il gotico si diffuse solo alla metà del secolo XIII, e in questo paese solo poche cattedrali, come quella di Colonia (iniziata nel 1248), si avvicinarono alle dimensioni e alla qualità dei prototipi della Francia settentrionale. In Italia è nella cattedrale di Milano, costruita alla fine del secolo XIV da muratori francesi e tedeschi, che il gotico del nord Europa trova la sua massima applicazione. In linea generale, gli italiani mostrarono la tendenza ad interpretare il gotico in senso ornamentale piuttosto che come sistema architettonico.
Molti edifici gotici secolari sopravvivono ancora oggi: i migliori esempi sono il municipio di Bruges (1378-1420) in Belgio, il Palazzo Pubblico (iniziato nel 1298) di Siena, e il Pont Valentré (inizi del secolo XIV) a Cahors, in Francia. La maggiore concentrazione di edifici gotici secolari si trova in Belgio, cioè in quella che era allora la regione più ricca dell'Europa nord-occidentale.
Architettura del Rinascimento. Agli inizi del secolo XV la cultura europea fu influenzata dalla riscoperta, chiamata Rinascimento, dell'architettura, dell'arte e della letteratura classiche. L'Italia fu il centro di questa rinascita, e a Firenze, dove il movimento ebbe inizio, l'architettura venne influenzata dall'impiego degli ordini classici dell'arco a tutto sesto, della volta a botte e della cupola, tutti elementi romani. In Europa settentrionale, dove il gotico continuò a fiorire ancora in pieno secolo XVI, il Rinascimento ebbe inizialmente solo un'importanza relativa e superficiale, e per lungo tempo si limitò a modifiche degli elementi decorativi. Sia in Francia che in Inghilterra, lo stile classico non si affermò che nella prima metà del secolo XVII: in Francia per merito di Francois Mansart e in Inghilterra di Inigo Jones.
All'inizio il Rinascimento fiorentino non comportò la rottura completa con la tradizione che si era verificata nel settentrione con il gotico. Infatti la chiesa di S. Spirito (iniziata nel 1436) progettata da Filippo Brunelleschi ha uno schema basilicale con archi a tutto sesto e soffitto piatto; ma tali elementi tradizionali del romanico si aggiungevano ad un nuovo senso delle proporzioni, l'uso di colonne corinzie in luogo dei pilastri, una cupola all'incrocio della navata e alla presenza di transenne. La chiesa, rimasta incompiuta, di S. Maria degli Angeli progettata da Brunelleschi ebbe la forma di un ottagono munito di cupola con otto cappelle irradiantisi: una pianta centrale che divenne l'ideale dei suoi contemporanei fiorentini (Leon Battista Alberti, Michelozzo) e dei suoi imitatori a Roma. Qui, nel corso del secolo XVI, una versione più monumentale nello, stesso stile venne realizzata da Bramante, Raffaello e Michelangelo nei loro vari progetti per la basilica di San Pietro.
versaillesArchitettura barocca e rococò. Nel secolo XVI l'architettura fiorentina mirò alla forma unitaria, attraverso il rapporto proporzionale degli elementi, l'armonia delle linee semplici e diritte e l'uso corretto dei dettagli classici.
Tuttavia, durante il secolo XVI architetti come Michelangelo e Giulio Romano abbandonarono tali limiti per una versione dello stile più scandito e contrastato, chiamata manierismo, in cui le regole classiche furono deliberatamente spregiate a favore di uno spazio dinamico, con masse plastiche in opposizione. In seguito Gianlorenzo Bernini e Francesco Borromini svilupparono ulteriormente lo stile introducendovi forme curvilinee e incorporando sculture e dipinti nei loro edifici, offrendo così una versione più ricca e dinamica, conosciuta come barocco, che nei secoli XVII e XVIII si diffuse da Roma a gran parte dell'Europa meridionale e all'America Meridionale. In Europa settentrionale, e specialmente in Austria e in Germania, l'architettura barocca raggiunse un'esuberanza e una libertà insuperata, nel rococò (per esempio la Wurzburg Residenz in Germania). In Francia il barocco e il rococò vennero temperati dal neoclassicismo, col risultato di una maggiore eleganza e raffinatezza sia nell'architettura che nella decorazione, esemplificate dagli ambienti del palazzo di Versailles (secolo XVIII). La diffusione dell'architettura neoclassica durante i secoli XVII e XVIII fu dovuta in non piccola misura ai libri illustrati che la portarono all'attenzione di colti mecenati. La buona architettura è creata da buoni architetti, ma le regole degli ordini classici diffondendo la convenzionalità sistematica del disegno, permisero anche ad architetti, solo moderatamente capaci, di produrre edifici ben proporzionati e ricchi di accurati dettagli. Ciò spiega in parte lo straordinario successo dell'interpretazione palladiana dell'architettura greca romanizzata. Tale interpretazione fu, per esempio, la base di ogni dimora di campagna inglese durante il secolo XVIII, e così pure di numerose case signorili, tribunali, campidogli, università negli Stati della costa atlantica dell'America Settentrionale.
L'epoca delle rinascite. Nel corso degli ultimi anni del secolo XVIII e nel secolo XIX l'Europa e l'America assistettero a una serie di rinascite stilistiche. Il periodo fu dominato dalla disputa fra chi proponeva lo stile classico (o greco o romano) e chi invece propagandava il gotico del Nord. Tuttavia, un certo numero di edifici venne costruito anche in consapevole imitazione delle architetture bizantina, orientale, egizia, veneta, gotica e rinascimentale fiorentina. Non era ovviamente la prima volta che gli stili dell'antichità erano stati fatti rivivere: gli italiani del secolo XV e gli architetti della corte di Carlo Magno nel secolo IX, avevano incorporato motivi classici nei loro edifici. Tuttavia, sia i prodotti del neoclassicismo, sia quelli del neogotico furono essenzialmente diversi dall'architettura che li aveva ispirati.
La dimora di campagna in Inghilterra e in America era ornata da un portico classico, ma l'edificio in se stesso era tale da non essere mai stato visto in Grecia e nell'antica Roma. Il gotico rinato, o neogotico, durante il secolo XIX fu usato per costruire case private, uffici, stazioni ferroviarie, ospedali, acquedotti; ma ebbe ben poco in comune con l'architettura gotica delle cattedrali medievali. Le nuove tecniche ingegneristiche e i materiali moderni - in particolare l'architettura in ferro - annullarono molti dei limiti tradizionali nel disegno degli edifici. La rapida crescita urbana durante il secolo XIX produsse numerosi edifici belli, funzionali, molto originali, la cui qualità comincia appena adesso ad essere pienamente apprezzata.
Architettura moderna. L'architettura contemporanea si esprime in una sorprendente quantità di forme e usa materiali appena immaginabili due o tre secoli fa. Lo stile internazionale, proposto da Walter Gropius, Le Corbusier e Ludwig Mies van der Rohe in teoria e in pratica, ha dominato l'architettura del ventesimo secolo fino a pochi anni fa. La prima fase, rappresentata soprattutto dall'edilizia civile, realizzò un tipo di abitazione rettangolare con pareti prive di ornamenti, coperture piatte e grandi vetrate incorniciate da strutture metalliche.
Il consapevole ripudio di tutti gli stili precedenti e degli antecedenti riconoscibili, si univa a proporzioni altamente sofisticate per ottenere strutture agili ed eleganti, come il Padiglione tedesco di Mies per l'Esposizione di Barcellona nel 1929. Con grande costernazione dei suoi fondatori, lo stile internazionale venne in seguito adottato con entusiasmo da architetti di assai minor talento e da costruttori volti al guadagno, per la produzione di numerosi uffici moderni, complessi residenziali, ospedali e motel in tutto il mondo.
Non tutti gli architetti contemporanei erano d'accordo con il detto di Mies "meno è più", e pertanto le loro opere sono difficilmente classificabili come moderne.
Frank Lloyd Wricht, forse il massimo architetto americano del ventesimo secolo, Kenzo Tance giapponese, Alvar Aalto finlandese, e i finno-americani Eliei e Eero Saarinen produssero molti edifici di grande bellezza e originalità. Sebbene in molto del loro lavoro si riconosca l'influenza dello stile internazionale, la maggior parte dei loro edifici si distingue immediatamente per l'evidenza della personalità, come accadeva per i grandi edifici del passato. In breve questi architetti sembrano far parte di una tradizione architettonica, respinta invece dagli aderenti allo stile internazionale.
Le agitazioni sociali degli anni Sessanta si riflettono in modo evidente nell'architettura. Complessità e contraddizioni nell'architettura moderna (1968) dell'architetto Robert Venturi significò una ribellione alle onnipresenti scatole di vetro dei modernisti, e segnò la nascita dell'architettura postmoderna. Da allora gli architetti hanno trovato nuova forza nelle tradizioni del passato, come pure nelle singole architetture indigene.

(1) Corona ferrea
(2) Abbazia
Montecassino
(3) Alchimia
(4) Architettura
storia
(5) Arte cinese
(6) Arte
Giapponese
(7) Arte Greca
(8) Arte in Roma
antica
(10) Arte del Tibet
 
 
[ Torna in cima alla pagina ] aggiornato il 8-10-2014