La storia della virginia



Juan Caboto, nel 1497, navigò lungo le coste della Virginia e presumibilmente vi sbarcò. I primi europei che si stabilirono in questa regione furono gli spagnoli che nel 1570 fondarono una missione vicino al fiume York, questa missione non prosperò per l'opposizione degli indiani e mesi dopo venne abbandonata. Nel 1584, Walter Raleigh fu il primo a guidare una serie di spedizioni sostenute dalla regina Isabel d'Inghilterra. Tuttavia, il primo insediamento permanente venne fondato nel 1607 e fù chiamato Jamestown, primo insediamento britannico costruito da cento uomini della Compagnia di Londra, (conosciuta anche come la Compagnia della Virginia di Londra). A questa compagnia, il re Giacomo I aveva concesso lo sfruttamento e la difesa del territorio della Virginia che a quel tempo copriva tutti i territori tra i possedimenti francesi in Canada e quelli spagnoli in Florida. I confini furono modificati negli anni seguenti sebbene durante i primi anni, questo territorio teoricamente andava dalle isole Bermude fino alla costa del Pacifico, e dal Maine fino ai territori reclamati dalla Spagna.

I coloni di Jamestown, guidati dal capitano John Smith, ebbero durante i primi anni numerose difficoltà fino al punto di voler abbandonare l'insediamento. Tuttavia, l'arrivo di Thomas West, barone Di La Warr, (che in seguito venne concesso il titolo di lord Delaware), come governatore della Virginia nel 1610 evitò l'abbandono della colonia. Durante quegli anni si cercarono accordi con le tribù indiane della zona. Così, nel 1614, la figlia del capotribù Powhatan, Pocahontas, si sposò con John Rolfe, questo fece siglare con successo un patto tra i coloni e gli indiani. Nel 1619 la colonia prosperò fino al punto che la Compagnia della Virginia inviò dall'Inghilterra un gruppo di donne affinché si sposassero coi coloni. Quello stesso anno, in Jamestown si tenne la prima assemblea di rappresentanti dei cittadini in America.

Nel 1624, il re Giacomo I riprese il controllo della colonia non prorogando la concessione alla Compagnia della Virginia. Il monarca esercitava il suo potere sulla colonia attraverso un governatore, sebbene durante il governo di Oliver Cromwell (1652-1660), la colonia della Virginia si autogovernava attraverso la camera dei Borghesi. Quando Carlo II riprese il potere dopo la caduta di Cromwell, il re concesse alla Virginia per la sua lealtà il titolo di Dominio. Tuttavia Il re nominò William Berkeley come governatore (carica che aveva ricoperto già precedentemente), le cui misure di controllo dopo il periodo di autogestione, causarono un grande malcontento tra i coloni. Così, nel 1676 ci fù una ribellione guidata da Nathaniel Bacon, che chiedeva maggiore autonomia, ribellione che è spesso citata come vera antecedente della Rivoluzione Americana.

L'espansione verso ovest dello stato avvenne agli inizi del secolo XVIII, col governo di Alexander Spotswood che si diresse con un gruppo di coloni verso le terre della Cordigliera Azzurra (Blue Ridge). Questo gruppo aprì le porte a nuovi gruppi di agricoltori, molti di essi irlandesi, scozzesi e tedeschi. I nuovi insediamenti crearono attriti con le tribù indiane che sfociarono nella Guerra di lord Dunmore. In questo conflitto, i soldati inviati dal governatore della Virginia, il conte di Dunmore, sconfissero nel 1774 gli indiani Shawnee, questo garantì la sicurezza dei nuovi insediamenti in Virginia Occidentale.

Dopo la Guerra dei Sette Anni (1756-1763), la corona britannica intensificò la pressione fiscale per far fronte alle pesanti spese che la guerra portò ed assicurare la difesa dei suoi territori. La pretesa di riscuotere dai coloni nuove imposte, causò enormi proteste nelle colonie, poiché non godevano del diritto ad avere rappresentanti nella camera legislativa di Londra. Thomas Jefferson, Patrick Henry e George Masón furono alcuni dei virginiani che più si distinsero nell'opposizione a queste nuove tasse. Le nuove imposte attive a partire dal 1765, (British Stamp Act e Townshend Acts), portarono l'unione dei rappresentanti delle colonie, ad organizzare azioni congiunte che si concretizzarono nel 1769 con la decisione di boicottare i prodotti britannici. La camera dei Borghesi, sciolta dal conte di Dunmore anni prima, si riunì nel 1774 a Williamsburg, conosciuta come Prima Convenzione della Virginia, servì a scegliere i rappresentanti per il Primo Congresso Continentale che fu convocato a Filadelfia.

Nel Secondo Congresso Continentale, tenutosi a Filadelfia nel maggio del 1775, le colonie decisero di scegliere George Washington, nativo della Virginia, come capo dell'esercito continentale. Questa decisione fu il primo passo verso la Guerra d'Indipendenza. Da allora, le colonie si dichiararono stati indipendenti. La Virginia prese questa decisione nel giugno del 1776, quando venne redatta una costituzione che includeva una carta dei diritti, scritta da George Masón. La capitale della Virginia divenne Richmond da dove Patrick Henry governò come primo presidente. Più tardi, il 4 Luglio del 1776 nel Secondo Congresso Continentale di Filadelfia, i rappresentanti delle tredici colonie sottoscrissero la Dichiarazione d'Indipendenza, scritta da Thomas Jefferson. Nel Luglio del 1778, la Virginia ratificò gli articoli della Confederazione, istituzione creta per unire le tredici colonie che avevano dichiarato l'Indipendenza dalla Gran Bretagna. Affinché il Maryland accettasse di unirsi alla Confederazione, la Virginia rinunciò a reclamare i territori di Nord-ovest che, una volta consolidata l'indipendenza, furono amministrati dal Congresso. Gli articoli della Confederazione furono modificati per eliminare quelli che risultavano inefficaci, ambigui o contraddittori. James Madison redasse la Costituzione degli Stati Uniti che fu ratificata dalla Virginia nel 1788, che la fece diventare il decimo stato dell'Unione. La Virginia mantenne durante i primi anni della nazione un enorme peso dentro il sistema politico, poiché i virginiani George Washington, Thomas Jefferson, James Madison e James Monroe occuparono l'incarico di presidente durante gli anni di consolidamento della nazione. Durante la guerra la Virginia fu teatro di numerose battaglie, tra esse quella di Yorktown, dove George Washington gestì la resa delle truppe di lord Cornwallis, nell'ottobre del 1781.

Quando nel 1860 esplose la Guerra Civile, in Virginia non ci fu accordo sul fatto di appoggiare o no gli stati secessionisti. Tuttavia, l'invio di truppe federali per schiacciare la ribellione incoraggiò i rappresentanti della Virginia a firmare l'adesione alla Confederazione. Gli abitanti della regione a ovest degli Appalachi furono in disaccordo con questa decisione, per questo dichiararono la loro indipendenza dalla Virginia, e la Virginia Occidentale (West Virginia), fu immediatamente ammessa come nuovo stato nell'Unione. Il generale Robert Edward Lee, nativo della Virginia, si occupò dell'esercito della Virginia del Nord, e più tardi assunse la carica di comandante in capo dell'esercito della Confederazione. Altri militari impegnati nella Guerra di Secessione, originari di questo stato, furono Jackson, Stuart, Johnston e Hill nelle truppe confederate, e George H. Thomas, nei federali. Richmond fu eletta capitale della Confederazione nel 1861. In Virginia ebbero luogo numerose battaglie tra le quali i trionfi del generale Lee a Bull Run, Fredericksburg e Chancellorsville, e la sconfitta per opera delle truppe di Grant ad Appomattox. Dopo la guerra iniziò il doloroso periodo della ricostruzione, con lo stato occupato militarmente fino al 1867. Nel 1870, la Virginia fu riammessa negli Stati Uniti.

Durante il secolo XIX e parte del XX, l'agricoltura continuò ad essere la base dell'economia dello stato della Virginia che alimentava la poderosa industria del tabacco e le fabbriche tessili, sebbene esistevano importanti industrie di armi e cantieri navali. A partire dal 1920, la Virginia soffrì gravi problemi derivanti dalla grande dipendenza dal settore agrario, e dai problemi incontrati dovendo affrontare la necessaria riconversione industriale. Così, durante la Grande Depressione degli anni 30, la Virginia dovette ricevere importanti aiuti federali per attenuare gli effetti della grave crisi che aveva lasciato senza lavoro migliaia di lavoratori. La Seconda Guerra Mondiale fu il momento chiave che permise alla Virginia, come accadde nel resto degli Stati Uniti, di dimenticare definitivamente la crisi. La vicinanza della capitale degli Stati Uniti, Washington D.C., fu una delle ragioni di questa crescita economica, poiché durante e dopo la guerra, la capitale conobbe una crescita demografica senza precedenti che colpì le aree limitrofe, cioè gli stati del Maryland e della Virginia. Così, con il termine Greater Washington, si identifica un'area geografica enormemente popolata che comprende il Distretto federale Columbia, una parte del nord della Virginia ed il sud del Maryland.

Home > Stati degli Stati uniti > Virginia > Storia Virginia
 
 
aggiornato il 4-12-2011
top